Hanno detto di noi. 2026

Dal 1 gennaio 2024 questa sezione del sito riferisce degli articoli che hanno riportato l’azione e le opinioni di GRoRAB

  • I. Dioguardi, “Regolamento affitti brevi. Le proposte delle associazioni romane”. L’articolo descrive le proposte delle Associazioni Romane per il Regolamento affitti brevi in vista dell’iniziativa del 28 febbraio: “Non è un B&N. È Roma”. Vengono intervistate Maria Luisa Mirabile (GRoRAB), Sara Fiordaliso (Nonna Roma), Beatrice Tabacco (Solid). Reti solidali (Rivista online del CSV – Centro Servizi Volontariato del Lazio), 27 febbraio 2025. Per leggere e scaricare l’articolo clicca qui https://t.ly/FvyVG
  • M.D.G.C., “B&B, otto proposte per fermarli. “Basta appartamenti per turisti”. Stop ai nuovi affitti brevi, sanzioni e più controlli su chi utilizza seconde e terze case come se fossero alberghi: sono alcune delle otto proposte avanzate da un gruppo di associazioni e realtà sociali romane per contrastare la diffusione dei B&B e la riduzione delle case disponibili per l’affitto abitativo. Le proposte arrivano dall’Associazione Gruppo romano regolamentazione affitti brevi, insieme a Cgil Roma e Lazio, Social Forum Abitare, Forum Terzo Settore Lazio, Sunia, Unione Inquilini, Spin Time, Nonna Roma, fondazione Di Liegro, Sparwasser ed altre ancora. Le richieste sono confluite in un documento intitolato “Roma non è un albergo”, che contiene dieci indicazioni rivolte al Comune. Tra i punti principali figurano il blocco di nuove autorizzazioni per gli affitti brevi, la limitazione temporale delle autorizzazioni già rilasciate, l’istituzione di un registro delle locazioni brevi, il divieto di nuove attività nelle aree considerate sature, non solo nel centro storico, e l’aumento dei controlli e delle sanzioni. Viene inoltre chiesto che le autorizzazioni per uso ricettivo abbiano una durata massima di cinque anni. Il documento propone anche incentivi e sgravi fiscali per i proprietari che riconvertono gli affitti brevi in contratti abitativi standard, in particolare a canone concordato. Tra le richieste c’è infine l’attivazione di un monitoraggio permanente della situazione abitativa attraverso l’Osservatorio della condizione abitativa e una consultazione periodica con le associazioni che si occupano di diritto alla casa. Secondo le realtà coinvolte, serve un regolamento rapido ed efficace per arginare un fenomeno che ha compromesso l’accesso all’abitazione e alterato profondamente il tessuto sociale di interi quartieri, riducendo drasticamente l’offerta di case in affitto a prezzi accessibili. La Repubblica, 28 gennaio 2026

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