AFFITTI BREVI A ROMA: PORRE UN ARGINE, PREVENIRE FUTURE DERIVE

Documento a cura del GRoRAB – Gruppo romano per la regolamentazione e il controllo degli affitti brevi
(6 novembre 2023)

ABSTRACT

Il documento dà seguito all’attività sugli affitti brevi svolta dal Comitato Rione Monti fra il 2022 e il
2023 ed è il primo redatto dal Gruppo romano per la regolamentazione e il controllo degli affitti
brevi/GRoRAB.
Interesse primario del Gruppo di recente formazione sono le aree più centrali della città
particolarmente aggredite dai fenomeni di spopolamento e snaturamento dei tessuti abitati, ma
anche le problematiche più generale connesse all’abitare e all’accesso alla casa. Un interesse che
si vorrebbe corroborato da un confronto e dialogo costruttivo con i rappresentanti delle istituzioni
capitoline e municipali preposte alla gestione del turismo e agli equilibri abitativi della città nel suo
insieme e nelle sue diverse articolazioni territoriali.
Il documento si articola su due versanti.
Il primo consiste in una ricapitolazione dettagliata del dibattito e degli sviluppi in tema di affitti
brevi avvenuti nel semestre precedente. Un periodo intenso, dati la quantità di annunci per una
nuova legislazione con caratteristiche di maggiore regolamentazione del fenomeno da parte del
Governo nazionale, l’importante varo (nel mese di ottobre) di una delibera fiorentina sullo stop
agli affitti brevi nel sito Unesco e altre decisioni restrittive assunte nel mondo, fra cui eclatante
quella di New York del 5 settembre. Il tutto senza omettere di considerare gli andamenti del
turismo a Roma, sempre più crescente ma ampiamente fuori controllo dal punto di vista
dell’ospitalità extralberghiera e degli effetti connessi.
Il secondo versante consiste nell’analisi dei rischi per il Centro storico della modifica delle Note
Tecniche d’Attuazione/NTA al Piano Regolatore Urbanistico presentate dalla Giunta capitolina e
attualmente in fase di discussione. Vengono quindi segnalati come particolarmente critici: i. i
paventati accorpamenti al piano terra fra unità immobiliari diverse (che snaturerebbero i luoghi
storici e aprirebbero alla possibilità di nuovi locali di grandi dimensioni, estranei ai tessuti
urbanistici e socio-economici locali); la possibilità di trasformazione in strutture alberghiere di
quegli immobili già adibiti per una superficie superiore al 70% ad affitto breve a scopo turistico; iii.
la possibilità di accesso ed esercizio ad alberghi superiori ai 60 posti letto anche nei Tessuti
urbanistici più antichi, dove attualmente sono interdetti.