AFFITTI BREVI: LE PROPOSTE DELLE ASSOCIAZIONI SUI CONTENUTI DEL REGOLAMENTO ATTESO A ROMA.

Un ampio numero di associazioni, sindacati, movimenti e realtà sociali romane chiede all’Amministrazione Capitolina di dar seguito all’impegno assunto di emanare un Regolamento sugli affitti brevi entro sei mesi dall’approvazione – ormai prossima – della modifica alle Norme Tecniche di Attuazione (NTA). E chiede che sui contenuti del regolamento si apra un vero processo partecipato, coinvolgendo associazioni e soggetti sociali, a partire dal lavoro del Tavolo Interassessorile dedicato.

A Roma l’emergenza abitativa è aggravata da una crescita fuori controllo degli affitti brevi a uso turistico. Oggi nella Capitale si stimano circa 34.000 alloggi destinati alla locazione breve, a fronte di un’offerta sempre più ridotta di affitti residenziali: sui principali portali immobiliari gli annunci di case in affitto a Roma sono circa 4.000, ma restringendo la ricerca a un budget massimo di 800 euro mensili – oltre la metà di uno stipendio medio – gli annunci disponibili scendono ad appena 300. Il dato risulta ancora più allarmante se si considera che, come si evince da una ricerca di Cassa depositi e prestiti, i romani e le romane destinano in media il 65% del loro stipendio all’affitto.  

Numeri che fotografano una situazione critica che riguarda fortemente il centro storico ma che si è ormai estesa in modo significativo anche ai quartieri periferici, contribuendo all’aumento dei canoni, alla riduzione dell’offerta abitativa stabile con la progressiva espulsione di residenti in quantità massicce fin oltre il raccordo anulare –  lavoratrici, lavoratori, studenti – allo stravolgimento del tessuto socioeconomico di rioni e quartieri, all’aumento degli sfratti per effetto dei comportamenti speculativi dei proprietari degli immobili. 

Le organizzazioni ribadiscono – in armonia con le decisioni prese dal Comune di Roma – che il regolamento a Roma si può fare: la legge della Regione Lazio lo consente e la Corte costituzionale ha confermato la competenza di Regioni e Comuni nel regolamentare e limitare le locazioni brevi, chiarendo che nella destinazione di un immobile il diritto – inalienabile – di proprietà va comunque commisurato con il bene e l’interesse generale della collettività.

Alla luce di queste dimensioni ormai assodate: «Serve un regolamento emanato in tempi rapidi ed efficace – dichiarano le realtà aderenti – capace di limitare un fenomeno che ha ormai compromesso l’accesso alla casa e alterato profondamente il tessuto sociale di interi quartieri.».

Tra le richieste avanzate, frutto del lavoro di condivisione e mobilitazione dei mesi scorsi: limiti nelle aree già sature, sistemi di autorizzazione e controllo, sanzioni contro le irregolarità e misure per favorire il ritorno degli immobili all’affitto abitativo. Nelle more dell’approvazione del Regolamento, le organizzazioni chiedono anche una moratoria sulle nuove aperture di affitti brevi, per evitare un ulteriore aumento speculativo.Aderiscono: GRoRAB/Gruppo Romano Regolamentazione Affitti Brevi; Nonna Roma; Sparwasser; Social Forum Abitare; Astra; Aurelio in Comune; Cgil Roma e Lazio; Cnca Lazio; Fondazione Internazionale Don Luigi Di Liegro; Forum Terzo Settore Lazio; Rete della Conoscenza Roma – Unione degli studenti Roma – Link Sapienza – Link Roma Tre; Rete degli Spazi Sociali e delle Associazioni di San Lorenzo; Spin Time; Sinistra Universitaria Sapienza; Sunia Roma e Lazio; Unione Inquilini.

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