La sentenza della Corte costituzionale avalla la Legge toscana (contestata dal Governo) sulla regolamentazione degli affitti brevi
Con la sentenza n. 186/2025 dell’8 ottobre la Corte costituzionale ha dato il via libera alla Legge regionale toscana, contestata dal Governo, che ne ravvisava questioni di illegittimità su due versanti chiave: il diritto di proprietà e la ripartizione dei poteri in materia di turismo fra Stato e Regioni.
La sentenza è di enorme portata perchè, oltre a consentire alla Toscana di proseguire nel percorso di regolamentazione degli affitti brevi varato con il Testo unico del turismo (L. R. 61/2024), rappresenta un caposaldo per tutte le Regioni italiane che vorranno regolamentare il fenomeno dando la possibilità ai loro comuni capoluogo e a quelli ad alta densità turistica di dotarsi di regolamenti propri sugli affitti brevi.
Lapidari, sia sul versante del dritto di proprietà che su quello della ripartizione istituzionale dei poteri in materia di turismo, i passaggi della sentenza che recitano: “La destinazione di un immobile residenziale a locazione turistica non può essere considerata elemento essenziale del diritto di proprietà” e: “I problemi posti dalle locazioni turistiche brevi si concentrano in alcune zone del territorio e presentano diverse peculiarità in ognuna di esse. Il livello regionale e locale, dunque, sono in linea di massima più adeguati per adottare la disciplina amministrativa volta a conciliare gli interessi dei proprietari e degli utenti con quelli contrapposti (di tipo sociale ed urbanistico)”. I Comuni capoluogo di provincia e quelli a più alta densità turistica “possono, con proprio regolamento, individuare zone o aree in cui definire criteri e limiti specifici per lo svolgimento, per finalità turistiche, delle attività di locazione breve” così come da dettato della Legge toscana. Incluse le limitazioni al numero di camere e posti letto che singoli imprenditori o società, dunque gli alberghi, possono affittare riducendo – se necessario – la misura del 40% stabilita come tetto dalla stessa legge.
Perciò è definitivo: Regioni e Comuni potranno limitare gli affitti brevi nel pieno rispetto dei principi costituzionali. Altre Regioni, d’ora in poi, potranno seguire l’esempio toscano ed è augurabile che lo facciano nell’interesse dei loro territori, di chi li abita, e del Paese intero.
Per leggere e scaricare la sentenza digita qui: https://riabitiamoroma.it/wp-content/uploads/2025/12/Sentenza-Corte-Costituzionale-n.-168_2025.pdf
