2025. ACCADDE IERI: NOTIZIE FLASH

Dal 1 gennaio 2024 questa sezione del sito fornisce una visione d’insieme delle notizie e dei fatti accaduti in tema di affitti brevi e iperturismo. La sezione, a cura di GRoRAB, si basa sulla sintesi accurata degli articoli giornalmente pubblicati dai principali quotidiani.

  • A. Arz., “Sicurezza, più luci e telecamere per sorvegliare alberghi e b&b”. L’articolo affronta il tema della sicurezza di alberghi e bed & breakfast a Roma, in un momento di presenze turistiche record con quasi 55 milioni di presenze nel 2025, e forse ancora di più nell’anno post-giubilare. In Prefettura si è svolto un vertice per accelerare le procedure che consentano l’installazione di più luci e telecamere sulle facciate e davanti le strutture ricettive, con l’obiettivo di contrastare insicurezza e microcriminalità. Il Campidoglio ha assicurato iter amministrativi più rapidi per l’illuminazione pubblica e per le telecamere sulle facciate, inquadrando la pubblica via. Le associazioni di categoria hanno sottolineato la necessità di superare gli ostacoli burocratici che finora hanno rallentato gli interventi. Quindi, su richiesta delle autorità, si sono impegnate a mappare le necessità delle strutture loro aderenti sotto il profilo delle reali criticità da poter comunicare alla Prefettura. Il prossimo incontro è previsto per la fine di gennaio, Il Corriere della Sera, 31 dicembre 2025
  • Redazione, “Campidoglio, comprate 336 case da Enasarco”. Il Comune di Roma ha acquistato da Enasarco 336 alloggi, prima tranche di un’operazione più ampia che prevede l’acquisto complessivo di 1.040 case popolari. Il valore totale dell’intervento è di circa 250 milioni di euro, mentre questa prima tranche vale circa 53 milioni. Gli immobili entreranno nel patrimonio pubblico, saranno subito destinati all’ERP (edilizia residenziale pubblica) e assegnati tramite graduatoria. Il secondo lotto, da 702 alloggi, sarà firmato entro il 2026. Le abitazioni serviranno a ridurre la lunga lista d’attesa, che riguarda oltre 16 mila famiglie. Il sindaco Gualtieri ha definito l’operazione una delle più rilevanti degli ultimi decenni per una città italiana, annunciando che nel 2026 è previsto un ulteriore acquisto di altre 1.526 case. L’assessore al Patrimonio Zevi ha inoltre illustrato che gli alloggi Enasarco sono distribuiti in diversi quartieri, in buone condizioni e ristrutturati. L’obiettivo dichiarato è rafforzare il patrimonio pubblico per contrastare l’emergenza abitativa, evitando allo stesso tempo la concentrazione di questi alloggi in determinate zone e la conseguente ghettizzazione sociale di chi li abita. Il Corriere della Sera, 31 dicembre 2025
  • F. M. Magliaro, “Imprese, il turismo fa da traino. Telecamere per controllare i B&b”. L’articolo riporta numerosi dati, e assai rappresentativi, della ricerca di fine anno di Confcommercio sull’economia romana. Un quadro economico che Confcommercio considera positivo, costituito perlopiù da microimprese (fino a 9 addetti), con il 60% rappresentato da ditte individuali. A Roma poi ben l’81% dell’occupazione si colloca nel terziario, con un PIL che nel decennio fra il 2014 e il 2024 è cresciuto a ritmo costante di 33 punti. Vale a dire (ancora dati Confcommercio) un punto in meno della media nazionale di crescita. Da considerare al riguardo che a Roma, ancora secondo questa ricerca, l’11% delle aziende si raggruppa nel comparto del turismo, superando di un punto la media nazionale, che è del 10%. Un settore molto cresciuto negli ultimi cinque anni, con un aumento del +76% cui fa da pendant la diminuzione di quelle che operano nel commercio (- 21%). Alla luce di questo scenario l’articolo dà anche conto dei lavori del Comitato provinciale per Ordine e Sicurezza Pubblica, introdotto dall’assessore al Turismo e grandi eventi Onorato e presenti il Prefetto di Roma Giannini, il questore di Roma Massucci e i Comandati provinciali dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza insieme ai rappresentanti delle associazioni degli albergatori e dei gestori di affitti brevi. Dall’incontro è emersa la necessità di intervenire con misure finalizzate alla sicurezza del territorio che comporterà la mappatura delle le maggiori necessità di illuminazione e lo sveltimento delle pratiche necessarie all’installazione di nuove fonti di luce e di telecamere.  Il Messaggero, 31 dicembre 2025
  • G. Perino, “E’ stato un anno di successi ma adesso alziamo l’asticella. L’intervista: Alessandro Onorato”. L’assessore capitolino ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda Alessandro Onorato traccia un bilancio molto positivo del 2025 per il comparto da lui guidato. Sottolinea come Roma abbia registrato un anno di successi grazie a una strategia strutturata e non casuale, con concerti ed eventi internazionali, un tempo episodici, divenuti la normalità. Tra il 2022 e il 2024 ci sono stati 5.500 concerti live di pop e rock, con oltre 7 milioni di spettatori che – nel complesso dei grandi eventi musicali – hanno generato un indotto stimato di 2,52 miliardi di euro, con un impatto sul PIL romano di 1,35 miliardi e 7 mila posti di lavoro. Nonostante ciò, Onorato si prefigge di “alzare l’asticella”, puntando su qualità, sicurezza e programmazione. Annuncia che Tor Vergata, dopo il concerto di Ultimo, diventerà un polo di riferimento per la musica live in Europa in quanto la location più grande. L’assessore evidenzia anche il rafforzamento dell’impiantistica sportiva e la lotta alla burocrazia e all’illegalità e, in conclusione, illustra brevemente la buona risposta che sta ottenendo in Italia la sua proposta di creare un nuovo partito di centrosinistra centrato sul ruolo degli amministratori locali. Il Messaggero, 31 dicembre 2025
  • V. Conte, “Casa, tutte le misure: bonus fermi al 50% e limiti agli affitti brevi”, Il governo conferma la fine del Superbonus e riporta gli incentivi edilizi su binari ordinari, con detrazioni al 50% e tetti di spesa più bassi. Il Piano Casa Italia viene ridimensionato, mentre la manovra interviene anche su prima casa, mutui e locazioni brevi. Affitti brevi: La disciplina delle locazioni brevi viene riscritta dal Parlamento ed è uno dei punti più discussi. Dal 2026 la cedolare secca resta al 21% solo sul primo immobile dato in affitto breve, mentre sale al 26% dal secondo; dal terzo immobile l’attività si presume svolta in forma d’impresa, con obbligo di partita Iva e tassazione ordinaria. L’obiettivo dichiarato è limitare l’uso speculativo degli affitti turistici e ridurne l’impatto sul mercato della casa. La Repubblica, 30 dicembre 2025
  • A. Di Caro, “Questo successo viene da lontano. Cresceremo ancora”. Intervista all’assessore Onorato. Roma sta vivendo una crescita turistica strutturale, non episodica, costruita nel tempo grazie a una strategia che punta sui grandi eventi e su un’offerta vippiù ampia. L’assessore sottolinea come oggi i turisti restino in città più a lungo: la permanenza media è passata da 2/3 giorni a oltre 4 giorni, con effetti positivi sull’economia e sull’occupazione dell’intero territorio di Roma e del Lazio. I grandi eventi sono il motore principale di questo trend. Concerti internazionali, sfilate di alta moda, manifestazioni sportive e appuntamenti culturali hanno riportato Roma al centro del circuito globale: dalle sfilate di Dolce & Gabbana ai fori, ai grandi concerti, fino agli eventi sportivi come gli internazionali di tennis. Alcuni appuntamenti hanno registrato numeri record, con un indotto significativo per alberghi, ristorazione e servizi. Il Giubileo viene descritto come un acceleratore, ma con effetti che si distribuiranno nel tempo: l’impatto più forte è atteso nel triennio, grazie all’immagine di una città più curata, efficiente e capace di gestire grandi flussi. L’organizzazione degli eventi giubilari, insieme al miglioramento degli spazi urbani e alla collaborazione tra istituzioni, viene indicata come una prova generale per le grandi sfide del 2026. Infine, l’assessore evidenzia come la crescita turistica non sia fine a sé stessa ma parte di una visione più ampia: rendere Roma una città stabile nel circuito delle capitali europee dell’intrattenimento, della cultura e dello sport, con benefici economici duraturi e una maggiore competitività internazionale. Corriere della Sera, 28 dicembre 2025
  • L. Urbani, “Festino con alcol e coca nel B&b finisce in rissa «Erano fuori di testa»”. A Trastevere una stanza di un bed and breakfast, affittata per una sola notte, è diventata il luogo di un festino a base di alcol e droga che è rapidamente degenerato. Nel B&B si trovavano due ragazzi e una ragazza: urla e richieste d’aiuto provenienti dalla camera hanno spinto alcuni residenti a chiamare il 112.All’arrivo dei carabinieri la situazione era caotica. La giovane ha riferito di aver subito violenza ed è stata accompagnata in ospedale, mentre nella stanza della struttura sono emersi chiari segni della notte fuori controllo. Le immagini delle telecamere del palazzo hanno aiutato la ricostruzione dei fatti e tutti e tre i giovani sono stati segnalati al Prefetto per uso di sostanze stupefacenti. Il Messaggero, 23 dicembre 2025
  • D. Mattone, “La stretta del governo sugli affitti brevi crea incertezza e burocrazia”. L’articolo analizza la scelta del governo di intervenire nella prossima Legge di bilancio sulla tassazione degli affitti brevi dando voce alle rappresentanze imprenditoriali e ai portatori d’interessi del settore. A fronte della decisione di tassare come reddito d’impresa (e non con cedolare secca al 21%) dal terzo (e non più dal quinto) appartamento locato ai turisti per meno di 30 giorni, vengono ascoltati Giorgio Spaziani Testa (presidente di Confedilizia) e Matteo Sarzana (country manager di AirBnB Italia). Ne risulta un florilegio di considerazioni negative che spaziano dal sostenere che l’intervento crei incertezze e complicazioni per gestori e proprietari; intacchi la funzione del sostegno del reddito dei locatari; favorisca gli albergatori; non favorisca l’offerta di locazioni standard; leda il diritto di proprietà. Il Foglio, 23 dicembre 2025
  • E. Pretto, “Fontana di Trevi ticket da due euro ‘Solo per i turisti’. La Repubblica, 20 dicembre 2025
  • S. Piras, “Svolta a Fontana di Trevi da febbraio ticket a 2 euro ma soltanto per i turisti”, Il Messaggero, 20 dicembre
  • A. Arz., M.E.F., “La grande bellezza ha ora un prezzo. Fontana di Trevi e cinque siti: si paga”, Il Corriere della Sera, 20 dicembre. Numerose le cronache dei quotidiani sulla decisione capitolina di imporre un ticket di due euro, per i soli turisti a partire da febbraio 2026, per avvicinarsi al catino della Fontana di Trevi e di ticket maggiori anche per accedere ad altri cinque siti monumentali (Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco, Museo Carlo Bilotti, Aranciera e Museo di Pietro Canonica di Villa Borgese, Museo Napoleonico). Per i residenti, al contrario, è stato deciso un potenziamento della MIC card che, al costo di 5 euro l’anno, consentirà per l’intero periodo l’accesso gratuito a tutto il sistema museale del Comune. In alcuni articoli (Il Corriere della Sera) si riporta la stima per introiti attesi pari a 22 milioni. Gli articoli riferiscono della strategia del Comune (descritta in particolare dall’assessore alla Cultura Smeriglio) di investire questa cifra per la manutenzione e la protezione dei monumenti. Fontana di Trevi è solo l’inizio di un nuovo corso di valorizzazione economica della monumentalità.  
  • Redazione, “Turismo record. Roma Regina”. Il 2025 fa registrare un boom del turismo italiano nei primi nove mesi dell’anno (480 milioni di visitatori complessivi e un + 3%) e tassi record anche in ottobre. All’interno di questa tendenza generale Roma e il Lazio si affermano come mete privilegiate. Secondo i dati ufficiali di “Alloggiati Web” Nella Capitale il tasso di riempimento delle strutture ricettive è stato del 50,1% rispetto a una media nazionale del 46,2%. Non solo. Le rilevazioni su Roma testimoniano di tassi di riempimento elevati in tutti i mesi dell’anno e permanenze che si allungano. Citata nell’articolo, la ministra Santanchè esprime tutta la sua soddisfazione. Il Messaggero, 19 dicembre 2025
  • V. Lupia, “Quei 18mila b&b senza clienti.  ‘Occupati meno di 60 notti’. E le case tornano sul mercato”. Sono 18.869 gli immobili destinati agli affitti brevi, presenti sulla piattaforma Airbnb, che risultano quasi sempre vuoti. Un numero enorme che racconta una città trasformata dal turismo e da un utilizzo selvaggio del patrimonio abitativo privato. Secondo Immobiliare.it entro la fine del 2026 i canoni per le locazioni aumenteranno del 4,2%. In totale a Roma gli annunci sulla piattaforma sono 33.855; quelli utilizzati con una certa continuità 14.986: gli altri restano ai margini o vengono concessi in nero. Chi ha affittato con continuità – in media 170 notti l’anno – ha incassato 159€ al giorno, arrivando a un guadagno annuo di 27.267€: una minoranza. Se il calcolo si applica a tutti i 3.855 b&b la media delle notti prenotate scende a 84 (13.645€).  Nel frattempo tre Assessorati capitolini stanno studiando una stretta normativa contro la proliferazione dei B&b. Tra le oltre 40mila complessive strutture extralberghiere una parte nei prossimi mesi potrebbe tornare al mercato degli affitti a lungo termine, ma a canoni più alti. La Repubblica, 18 dicembre 2025
  • V. Lupia, “Ecco l’agenzia sociale per l’abitare. ‘Ma servono più fondi europei”. L’annunciato progetto dell’Agenzia sociale per l’abitare da marzo inizierà la sua attività sul territorio. L’obiettivo punta a far incrociare domanda e offerta, incentivando i proprietari a mettere sul mercato alloggi a prezzi favorevoli. Saranno attivati sportelli territoriali e strumenti finanziari dedicati. Un modello innovativo portato avanti dal Campidoglio e da una cordata composta da Arci, Nonna Roma, Caritas Roma, Civico Zero Onlus, Forum Terzo settore, sindacati, Ulis e altri enti. Costo complessivo 2,2 mln e una capacità di supportare circa 800 nuclei l’anno. Quello proposto corrisponde a un modello mutualistico rent to own, una formula che trasforma una parte dell’affitto in un valore accumulabile per l’inquilino, che può servire come anticipo per un futuro acquisto o come “capitale sociale” che stabilizza la permanenza nell’alloggio. La Repubblica, 18 dicembre 2025
  • G. Gori, “Impugnazione ideologica. Firenze potrà stabilire i tetti massimi zona per zona. Intervista al professor Filippo Celata“. La sentenza della Corte costituzionale apre la strada alla possibilità per il Comune di Firenze di fissare limiti agli affitti turistici nelle aree più sature della città, sulla base di una mappatura degli airbnb che Palazzo Vecchio sta completando. L’obiettivo è intervenire dove la presenza di locazioni brevi è già eccessiva, chiarendo i confini tra destinazioni urbanistiche che oggi risultano ibride. Secondo Filippo Celata, professore alla Sapienza e collaboratore del Comune di Firenze, il ricorso del governo è stato presentato in modo generico e con un’impostazione ideologica, senza rilievi puntuali, negando la potestà legislativa regionale su materie in cui le Regioni già legiferano. La Corte, invece, riconosce che su temi come turismo, urbanistica e governo del territorio esiste un margine di intervento regionale. La Toscana ha adottato una legge definita coraggiosa, che si colloca in un’area di confine tra competenze diverse e che ora trova una legittimazione sostanziale. La sentenza valorizza il dibattito pubblico e le evidenze scientifiche sugli impatti delle locazioni turistiche brevi, chiarendo che la libertà di iniziativa economica va commisurata ai numeri e alle conseguenze che produce. A Firenze la regolamentazione degli affitti brevi è ancora in fase di costruzione. Il punto più avanzato è la raccolta dei dati, mentre la definizione dei limiti zona per zona dovrà tenere conto non solo dei numeri assoluti, ma anche della capacità dei servizi e della vulnerabilità sociale delle diverse aree. La Consulta chiarisce inoltre che una struttura ricettiva deve essere definita come tale e che non sono ammissibili destinazioni d’uso residenziali fittizie. Resta aperto il nodo urbanistico delle trasformazioni che negli anni hanno creato situazioni ibride. Le definizioni introdotte dal decreto Salva Casa offrono nuovi elementi di chiarezza, ma permangono aree grigie, soprattutto nei casi in cui una parte degli immobili è utilizzata come albergo e un’altra come abitazione. Corriere Fiorentino, 17 dicembre 2025
  • Gi. L. – G. Par., “Affitti brevi, sì ai limiti imposti dai Comuni”, La Corte costituzionale ha dichiarato legittime le norme regionali e locali che regolano e limitano gli affitti brevi, respingendo le contestazioni del Governo sulla legge della Toscana e su disposizioni analoghe. Secondo la sentenza, la destinazione di un immobile residenziale a locazione turistica può essere considerata una limitazione essenziale del diritto di proprietà e può quindi essere disciplinata da Regioni e Comuni attraverso strumenti amministrativi. La Consulta chiarisce che, quando un immobile è stabilmente organizzato come struttura ricettiva extra-alberghiera, la previsione della destinazione d’uso turistico-ricettiva è ragionevole e consente agli enti locali di fissare criteri e limiti, anche per finalità urbanistiche e di interesse pubblico. I Comuni possono quindi intervenire per regolare densità turistica, tutela del territorio e qualità della vita dei residenti. Secondo l’Anci, la decisione rappresenta un punto fermo importante e conferma la bontà delle recenti norme sulla regolamentazione delle locazioni turistiche, che hanno cercato di bilanciare interessi economici, sociali e urbanistici. Di segno opposto le reazioni di alcune associazioni di categoria, che criticano la sentenza ritenendola penalizzante per i proprietari e per il settore degli affitti brevi, con possibili effetti negativi sull’offerta di alloggi e sull’attività economica. Il Sole 24 Ore, 17 dicembre 2025
  • Redazione, “Affitti brevi, Consulta boccia ricorso governo contro Toscana”, La Corte costituzionale ha respinto il ricorso del Governo contro la legge regionale toscana sul turismo, che prevede anche misure di contenimento del fenomeno dell’overtourism. La Consulta ha giudicato infondate tutte le questioni di legittimità costituzionale sollevate, riconoscendo la validità delle disposizioni che definiscono una cornice di regolazione specifica per i Comuni più impattati dagli affitti brevi. In particolare, gli articoli 42-45 del testo unico sul turismo della Toscana stabiliscono che le strutture ricettive extra-alberghiere con caratteristiche di civile abitazione debbano essere gestite in forma imprenditoriale, introducendo una differenziazione nel regime delle proprietà. Secondo la Corte, tale scelta è giustificata perché volta a perseguire una funzione sociale in modo proporzionato, con l’obiettivo di limitare la proliferazione delle strutture extra-alberghiere e ridurre gli effetti negativi dell’overtourism. Per il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, la sentenza rappresenta una vittoria che conferma la correttezza dell’impostazione regionale. Anche l’Anci Toscana ha espresso soddisfazione per la decisione della Corte; in particolare, la sindaca di Firenze Sara Funaro ha sottolineato che il pronunciamento costituisce una grande vittoria per gli amministratori e un punto fermo per proseguire nel lavoro a sostegno di una strada ritenuta giusta. Avvenire, 17 dicembre 2025
  • F. Ingardia, “Stretta sugli affitti brevi, Toscana batte governo. La Consulta: ok alla legge”, La Corte costituzionale ha respinto il ricorso del governo contro la legge della Regione Toscana sugli affitti brevi e sul turismo, giudicando infondate le questioni di legittimità sollevate dall’esecutivo. La Consulta ha chiarito che la normativa regionale rientra nelle competenze della Regione e dei Comuni e non viola i principi costituzionali richiamati dal governo, in particolare quelli relativi alla libertà d’impresa e al diritto di proprietà. Secondo la sentenza, la legge toscana persegue l’obiettivo di garantire un equilibrio tra attività turistica e tutela urbana, introducendo strumenti per regolamentare la proliferazione delle strutture ricettive extra-alberghiere e contenere gli effetti dell’overtourism. Le misure previste, come la possibilità per i Comuni ad alta densità turistica di fissare limiti specifici, sono ritenute proporzionate e giustificate da finalità di interesse pubblico. Il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani ha definito la decisione «una grande vittoria» per la Regione e per gli amministratori locali, sottolineando che rafforza il ruolo delle Regioni nella gestione del territorio. Anche la sindaca di Firenze Sara Funaro ha evidenziato che la sentenza rappresenta un punto fermo per continuare a governare il fenomeno degli affitti brevi nei centri storici. Di segno opposto la reazione della ministra del Turismo Daniela Santanchè, che pur riconoscendo la sentenza, ha ribadito la contrarietà dell’esecutivo sul piano delle competenze regionali in materia. Quotidiano Nazionale, 17 dicembre 2025
  • A. Valdambrini, “In Europa è esplosa la crisi abitativa, L’Ue ci arriva piano” Il Manifesto, 16 dicembre 2025. La crisi abitativa in Europa impazza, con aumenti medi del prezzo delle case del 55% e dei canoni di locazione del 27%.  In Europa una pedona su dieci non riesce a pagare puntualmente l’affitto o il mutuo eil “Rapporto sull’esclusione abitativa 2025” rileva che oltre un milione di europei sono senza fissa dimora. In questo quadro i socialisti europei, e in particolare Dan Jorgensen, commissario Eu responsabile per Casa ed Energia presenterà in giornata un piano per l’edilizia a prezzi accessibili (“Affordable Housing Plan”), con provvedimenti probabilmente troppo generici per riuscire ad affrontare la realtà molto diversificata dei 27 Paesi e risorse inferiori ai 300 miliardi di euro richiesti dagli stessi socialisti Eu a questo scopo. La questione abitativa emerge però come tema sociale impellente e di contesa politica, fra sinistra e destra, dirimente. Fra i provvedimenti che verranno annunciati da Jorgensen ci sarà la riforma delle norme sugli aiuti di stato (dove il costruttore dovrà riservare una quota del patrimonio immobiliare per fini sociali) e un quadro di regolamentazione degli affitti brevi, richiesto con forza da tutti i socialisti Eu, che consenta ai comuni di intervenire per regolamentarli almeno nei Centri storici senza incappare nei ricorsi delle piattaforme. La crisi dell’alloggio inoltre è dovuta, secondo Sinistra Eu e greens, al passaggio degli alloggi dall’uso abitativo al circuito speculativo (cfr. “Manifesto europeo per la giustizia abitativa”) che renderebbero necessari investimenti pubblici e norme contro gli sfratti. Ma il Piano che verrà presentato da Jorgensen non conterrà né i 300 milioni di euro quantificati come necessari dai socialisti, né misure di bando degli affitti brevi. Il Manifesto, 16 dicembre
  • A. Giuzio. “Senza fondi, il governo Meloni punta su condoni e sfratti”. Nonostante gli annunci di Meloni e Salvini il Piano casa in Italia non ci sarà fino ad almeno il 2027. La legge finanziaria in discussione non prevede fondi al riguardo e se anche una cifra venisse stanziata sarebbe nettamente inferiore alle esigenze. Secondo la Corte dei conti le famiglie in attesa per una casa popolare sono 319mila e ad esse si aggiungono i 100mila senza tetto rilevati dall’Istat.  Allo stesso tempo in tutte le città italiane i prezzi di locazione sono schizzati alle stelle. Ma le criticità non riguardano solo la mancanza di risorse stanziate sull’abitare, quanto anche la logica con cui il Governo intenderebbe procedere. Nonostante l’alta percentuale di immobili vuoti (in Italia pari al 27% del totale contro il 7.8 della Francia e il 4,4 tedesco) non si progettano interventi che disincentivino i proprietari a lasciare le case sfitte, quanto ancora a interventi tesi a costruire e a sanare gli abusi edilizi. Contemporaneamente i sindaci premono. Ieri in 40, uniti nell’Alleanza municipalista per l’abitare, hanno presentato le loro richieste di aumento di stanziamenti per l’edilizia pubblica, per la regolamentazione degli affitti brevi turistici, per l’utilizzo della leva fiscale per favorire i contratti di locazione a canone concordato.  Il Manifesto, 16 dicembre 2025
  • F. M. Magliaro, “Rigenerazione urbana cambiano le regole. Opposizioni all’attacco”. Il Consiglio comunale ha approvato le nuove norme che applicheranno a Roma la Legge regionale sulla rigenerazione urbana. La delibera del Campidoglio, proposta dall’assessore all’Urbanistica Veloccia, conferma l’impalcatura delle modifiche regionali, introducendo limitazioni ed esclusioni per alcuni tessuti del Piano regolatore secondo quanto previsto dalle nuove Norme tecniche di attuazione del Piano regolatore cittadino, approvate in prima lettura, e ora in fase di pubblicazione prima del varo definitivo. I limiti riguardano – fra gli altri – la possibilità, nella città storica, di prevedere che gli interventi rigenerativi ottengano cubature in premialità e di avviare, nelle aree ex-industriali, attività con funzioni residenziali. Le uniche reazioni negative si sono avute dal centro-destra che ha valutato la scelta dell’Amministrazione Gualtieri come motivata dalla volontà politica di privilegiare il “campo largo” e l’alleanza con il movimento 5Stelle piuttosto che la cittadinanza. Il Messaggero, 13 dicembre 2025
  • F. M. Magliaro, “Evitare intoppi burocratici per attirare investitori privati”. Intervistato, l’assessore all’Urbanistica Veloccia, autore della delibera sulle nuove regole sulla rigenerazione urbana, sostiene la necessità di riconfigurare intere porzioni di territorio cittadino ma ponendo delle limitazioni tali da poter comunque attrarre investitori privati, sapendo che “l’ordine di grandezza delle risorse private è sicuramente superiore (a quelle del pubblico, n.d.r.) … dobbiamo essere in grado di di fare in modo quindi di orientarli in interventi che riguardino le parti che hanno maggiormente necessità di essere rigenerate, quindi quelle dove ancora ci sono tanti disservizi, tante mancanze di spazi pubblici (…)”.  All’opposizione della destra Veloccia risponde che con le nuove regole sulla rigenerazione urbana si ha una maggior certezza delle regole e, in prospettiva, maggior sicurezza: un tema che alla destra dovrebbe essere caro. Il Messaggero, 13 dicembre 2025
  • F. Rossi, “Turismo, continua il boom. Anche il Natale è da record”. Quasi 800 mila presenze turistiche a Roma tra il 23 e il 28 dicembre, con un aumento del 3% rispetto al 2024. Il trend di crescita prosegue e si prevede un ulteriore incremento per Capodanno. L’Ente Bilaterale del Lazio conferma che anche il 2025 segue la dinamica positiva degli ultimi anni, con arrivi in aumento, permanenze più lunghe e una maggiore spesa dei visitatori, con una domanda alberghiera sostenuta sia da turisti stranieri sia da italiani. Le vie del centro e non solo, sono state già molto affollate durante le festività dell’Immacolata. Secondo quanto riportato, nel 2026 sono previsti 14 nuovi alberghi, per un volume di investimenti di 421 milioni di euro, mentre continua a registrare numeri record anche il settore extra alberghiero. Il Messaggero, 12 dicembre 2025
  • Redazione, “Ultimo mese di arrivi ed eventi. Col Giubileo 33 milioni di presenze”. Il Giubileo sta per raggiungere 33 milioni di presenze, con circa 30 milioni e 450 mila passaggi già registrati alla Porta Santa di San Pietro, secondo il contapersone installato dalla Santa Sede. A un mese dalla chiusura della Porta Santa (6 gennaio), si registrano circa 50 mila passaggi al giorno, cifra destinata a crescere con l’arrivo dei flussi natalizi. Nel mese finale si concentrano le ultime iniziative: la giornata del Giubileo dei detenuti il 14 dicembre e le chiusure delle Porte Sante delle principali basiliche romane, che avverranno tra il 25 dicembre e il 6 gennaio. L’anno Santo si concluderà con la messa celebrata da Papa Leone XIV che chiuderà il Giubileo 2025 e darà l’appuntamento a quello del 2033. La città ha sostenuto il Giubileo insieme allo svolgimento di centinaia di cantieri (Piazza della Repubblica, Piazza Pia e altri), garantendo in ogni caso sicurezza e servizi ai pellegrini. Il Corriere della Sera, 8 dicembre 2025
  • Redazione. “Ospitalità religiosa, è boom: clienti aumentati del 14%”. Nel 2025 Roma ha registrato oltre 54 milioni di presenze turistiche, con un aumento – dovuto al traino del Giubileo – del 5% rispetto all’anno precedente. Mentre hotel e appartamenti destinati agli affitti turistici brevi superano l’80% di occupazione (restando però lontani dalla saturazione, che è attesa dagli operatori nel 2026 come effetto rebound del Giubileo) il vero boom riguarda l’ospitalità religiosa, che – secondo i dati dell’Associazione Ospitalità Religiosa Italiana – segna un incremento del 14% rispetto al 2024. Si stima che durante il Giubileo (e soprattutto nei giorni di eventi come la Giornata degli adolescenti, il pellegrinaggio a Tor Vergata e i funerali di figure religiose di rilievo) i 33 milioni di pellegrini abbiano occupato ogni posto disponibile. Tutte le strutture religiose (conventi, monasteri, case per pellegrini, ostelli religiosi) sono risultate al completo. L’articolo sottolinea come questa forma di accoglienza, sobria ed economica, spesso con servizi condivisi e talvolta a offerta libera, corrisponda a ciò che i fedeli in visita per l’anno santo si attendono. Il Corriere della Sera, 8 dicembre 2025
  • F. Savelli, “La giungla dei B&b, 6mila controlli. Recuperati 2 milioni di tasse evase”. Considerato il forte afflusso turistico registrato nel 2025 (20 milioni di arrivi e 51 milioni di presenze) la Polizia locale ha attivato un incremento dei controlli sulle strutture extralberghiere, che sono arrivati a 6.000 aumentando di 1.000 rispetto all’anno precedente. Sono state così rilevate irregolarità in una struttura ogni cinque e queste hanno comportati 800 sanzioni, 200 chiusure per abusivismo, 80 chiusure per motivi diversi, 100 diffide. Oltre questo nel 2025 sono stati condotti accertamenti sulle key-box e sulla tassa di soggiorno. Questi ultimi hanno fatto emergere un’evasione pari a 2 milioni di euro, segnalata dai caschi bianchi alla Corte dei conti. Dopo una dichiarazione dell’assessore al turismo e grandi eventi Onorato, che ricorda come negli ultimi tre anni siano stati fatti 12mila controlli e recuperati oltre 4milioni di euro di tassa di soggiorno evasa, tutti nel segno della sicurezza e del rispetto della concorrenza, l’articolo riporta due casi eclatanti di irregolarità individuati dalle forze dell’ordine nel quartiere di Monte Mario e nel rione Esquilino. Il Messaggero, 6 dicembre 2025
  • G. Latour, “Affitti brevi, con la nuova norma 50mila immobili sono a rischio stretta”. La nuova disciplina sugli affitti brevi diventa più severa, anche se meno dura rispetto alla prima versione proposta dal Governo. La cedolare secca al 26% scatterà infatti solo per chi mette in locazione almeno due immobili, perché l’attività verrà considerata imprenditoriale. L’accordo di maggioranza ha dunque ristretto il campo degli aggravi, che non riguarderanno più chi affitta un solo appartamento. I numeri forniti da Acli mostrano l’impatto potenziale della misura: tra i locatori che hanno dichiarato canoni nei primi sei mesi dell’anno, il 18,8% affitta con la modalità breve, mentre l’11,3% possiede più di un immobile destinato a questo tipo di locazione. Sulla base di queste percentuali, circa 50mila proprietari rientrerebbero nella nuova stretta. Per Aigab, che rappresenta gli operatori del settore, il numero dei proprietari coinvolti potrebbe essere più alto: se si considerano anche gli annunci pubblicati sulle piattaforme digitali, in particolare quelli con più immobili gestiti dallo stesso host, la platea arriverebbe a circa 180mila soggetti. È una differenza significativa, che per l’associazione dipende dal peso delle prenotazioni effettuate tramite servizi come Airbnb, molto utilizzati da chi affitta due o più appartamenti. Il combinato di nuova tassazione e classificazione come attività imprenditoriale potrebbe spingere una parte dei proprietari a rivedere le proprie scelte, passando a formule di locazione diverse o riducendo l’offerta di alloggi brevi. Restano infine aperte questioni operative non secondarie, come l’eventuale obbligo di aprire una partita Iva per chi supera la soglia del primo immobile. Il Sole 24 Ore, 28 novembre 2025
  • M. Rizzini, “L’asse del turismo”. Roma vuole posizionarsi come città del turismo, costruendo un confronto continuo tra Comune e Regione su idee, progetti e regole condivise. Dopo i due giorni degli Stati generali del turismo, emerge una prospettiva positiva, supportata dai dati illustrati dall’assessore Alessandro Onorato: tra gennaio e ottobre ci sono stati 19,1 milioni di arrivi (+3,7% rispetto al 2024) e 44,1 milioni di presenze (+3,18%), con numeri superiori agli anni precedenti e senza l’effetto Giubileo ancora pienamente attivo. Onorato ringrazia il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, per l’intesa sulla regolamentazione del settore extralberghiero (B&B, case vacanza), auspicando un’azione comune più forte. Rocca, intervenendo agli Stati generali, ribadisce la necessità di fissare regole certe per il settore e cita come esempio negativo la direttiva europea sulle tradizionali strutture ricettive, che ha penalizzato Roma. Rocca sottolinea che la libertà di impresa va tutelata, ma va difeso anche il patrimonio culturale e popolare. Gli Stati generali hanno evidenziato anche la crescita dei posti letto di lusso, un vantaggio per la città. Sulla proroga delle concessioni balneari, Rocca definisce «una follia» l’idea della cancellazione della data del 2033 e richiama l’immagine dei grandi eventi perduti come le Olimpiadi. Rocca conclude ricordando che il ruolo delle istituzioni è dare certezze: “guardando fuori, imitando anche e soprattutto le buone pratiche”, per evitare la fuga di imprese e capitali, come avvenuto con le precedenti amministrazioni. Il Foglio, 27 novembre 2025
  • Ste.P. ,”Overtourism e B&B abusivi ombre sul sistema ospitalità”. Agli Stati generali del Turismo emerge una forte preoccupazione per l’overtourism e per la diffusione di strutture ricettive abusive, in particolare a Roma. Il sovraffollamento dei luoghi più visitati e il proliferare di B&B e affitti brevi irregolari generano squilibri nel mercato, obbligando gli operatori regolari ad alzare il livello dell’offerta mentre gli abusivi competono con prezzi troppo bassi e senza rispettare norme fiscali e di sicurezza. L’assessore Alessandro Onorato sottolinea che la crescita dell’ospitalità irregolare ha alimentato un mercato “improvvisato”, causando perdite per le strutture in regola e una forte pressione sui quartieri più turistici. Vengono citati anche i dati degli ultimi tre anni: scoperti 300 alberghi totalmente irregolari e 2 milioni di euro di tassa di soggiorno evasa, con migliaia di controlli e numerose chiusure. Il sindaco Roberto Gualtieri richiama la necessità di riportare ordine, regolamentare meglio il settore e combattere fenomeni che alterano la concorrenza e peggiorano la qualità dell’offerta turistica. Il presidente della Regione, Francesco Rocca, evidenzia come l’eccesso di strutture irregolari e l’overtourism mettano sotto stress interi quartieri, richiedendo interventi più incisivi e coordinati tra istituzioni. Nel complesso, le testimonianze raccolte mostrano un quadro in cui l’espansione incontrollata degli alloggi turistici, soprattutto abusivi, sta creando ombre sul sistema dell’ospitalità e rendendo urgente una nuova strategia di governo del turismo. Il Messaggero, 25 novembre 2025
  • M. De Ghantuz Cubbe, “Stop agli affitti brevi. Accordo Rocca-Gualtieri ‘Regole da rivedere’”. L’articolo si concentra sull’intesa politica tra il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca e il sindaco di Roma Roberto Gualtieri sul tema degli affitti brevi. nel corso dell’evento Rocca si è espresso sulla necessità di regolamentare: “la crescita della ricettività non tradizionale che, con 41mila strutture presenti sul territorio, ha svuotato l’anima di Roma (…) i luoghi devono vivere. Se la libertà d’impresa va tutelata, dobbiamo lavorare e correggere quanto accaduto negli ultimi anni: c’è la necessità di difendere il patrimonio culturale popolare”.  Un input in linea con quello che il Comune intende già fare attraverso un proprio Regolamento sugli affitti brevi. Gualtieri ha infatti a sua volta dichiarato che è obiettivo del Comune tutelare le zone della città già sature e contrastare l’eccessiva concentrazione di affitti brevi attraverso strumenti ad hoc. L’amministrazione capitolina procederà dunque con un Regolamento mirato a contenere gli affitti brevi tutelando sia la residenzialità sia la vivibilità dei quartieri più esposti alla pressione turistica. Nella Capitale su 41.000 strutture extralberghiere, ben 26.000 corrispondono ai cosiddetti “alloggi ad uso turistico”, privi di regole e diffusi nei condomini per un ammontare pari a 75.000 posti letto, a fronte di 4.000 guest house o affittacamere, 7.500 case vacanza e solo 1.400 b&b in senso proprio. A sua volta l’assessore regionale al Turismo Elena Palazzo ha annunciato l’intenzione della Regione di lavorare a una riorganizzazione complessiva del settore, con nuove regole sostenute da un quadro normativo più chiaro e stabile. Nei box a corredo vengono riportati gli ultimi dati sui flussi turistici. A Roma le presenze turistiche sono ammontate a 44 milioni tra gennaio e ottobre (+3,7% sul 2024), con un incremento del 5,5% dei posti di lavoro. La Repubblica, 25 novembre 2025
  • M. D. G. C. Intervista: Mirabile: “Monti rione colonizzato ma non vado via”. Maria Luisa Mirabile, residente a Monti e presidente del Gruppo romano regolamentazione affitti brevi, racconta come il rione sia ormai cambiato radicalmente. Anche fare la spesa è complicato: i negozi di alimentari sono quasi spariti e i prezzi sono diventati proibitivi. Il rione è ormai svuotato di residenti, invaso da turisti, con condomini e contesto urbano resi anonimi, prezzi diventati inaccessibili. Mirabile sottolinea che nonostante le difficoltà vuole restare nel suo rione che ama, così come ama l’intera città: ragione che anima l’impegno di GRoRAB sulla regolamentazione degli affitti brevi. E sottolinea da questo punto di vista anche l’evoluzione positiva della Regolamentazione perorata da GRoRAB, considerata l’istituzione di un tavolo del Comune che ha iniziato a lavorare su questo. “Ci aspettiamo – dichiara Mirabile – che il fenomeno venga regolamentato in tutte le aree sature e non solo in centro dove sicuramente c’è la situazione peggiore, ma è in tutta Roma che non si trova più una casa in affitto per un lungo periodo”. La Repubblica, 25 novembre 2025
  • M. D. G. C. Intervista: Amendola – “Il caos dei mordi e fuggi è senza soluzione”. Claudio Amendola, attore e ristoratore, sostiene che i problemi creati dal turismo di massa siano difficilmente risolvibili senza un intervento strutturale. La città – afferma – è una città meravigliosa e caotica, a naturale vocazione turistica, che finalmente “dopo anni di manicomio si sta ripulendo”. Secondo Amendola in ogni caso contrastare il “sovraffollamento turistico” non ha senso: in una società fondata sul profitto: “chi ha lavorato tanto o ha ereditato dei beni” abbia diritto a investire. Piuttosto, è il suo punto di vista, gran parte della responsabilità del caos romano è da attribuirsi piuttosto ai cittadini che non hanno abbastanza cura e rispetto della città meravigliosa in cui vivono. La Repubblica, 25 novembre 2025
  • M. Egizia Fiaschetti, “Stati generali del Turismo, patto tra Rocca e Gualtieri: ‘Al lavoro sul Giubileo 2033’”. L’articolo riferisce degli Stati generali del turismo di Roma, durante i quali il Presidente della Regione Lazio Rocca e il Sindaco di Roma Gualtieri hanno annunciato una collaborazione in vista del Giubileo 2033. Entrambi puntano a una pianificazione condivisa per gestire i flussi turistici in forte crescita e migliorare l’accoglienza anche nell’ottica di tutelare la qualità della vita dei cittadini. Nel 2024 gli arrivi nel Lazio hanno già superato quelli dell’anno precedente, con 19,1 milioni di turisti tra gennaio e ottobre. L’assessore al Turismo e grandi eventi Onorato sottolinea le ricadute positive sull’occupazione generata dal settore e annuncia indica Tor Vergata come location dei prossimi grandi concerti, una volta verificati i parametri di sostenibilità e dato il ruolo di traino internazionale già giocato dal Circo Massimo. Al Forum si è discusso anche della riqualificazione di aree centrali come via Veneto, piazza di Spagna ed altre. Il Corriere della Sera, 25 novembre 2025
  • M. Giustini, “Casa. In città aumenta il prezzo. Tanta domanda e poca offerta”. In base a una elaborazione dell’OMI (Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate) relativa al primo semestre 2025 i prezzi d’acquisto delle case a Roma sono ancora, seppur moderatamente, cresciuti. L’articolo riferisce degli andamenti nei vari quartieri, segnalando un rallentamento delle compravendite finalizzate al business degli affitti brevi e – allo stesso tempo – il perdurare di un mercato ancora sbilanciato in favore della domanda, con un’offerta di immobili che rimane scarsa. Intervistati, alcuni referenti dell’agenzia Tempocasa illustrano specifiche dinamiche di trasformazione dei mercati immobiliari locali, in diversi quartieri. Il Corriere della Sera, 24 novembre 2025
  • A. Arz., “Onorato: nei b&b premiata la sicurezza”. L’assessore al Turismo di Roma, Alessandro Onorato, commenta la decisione del Consiglio di Stato che impone ai gestori di bed & breakfast il riconoscimento dell’ospite di persona, ritenendola una tutela necessaria. Sottolinea che la misura garantisce maggiore sicurezza, contrasta l’abusivismo e tutela la città e l’imprenditoria onesta. Ricorda inoltre che Roma abbia già lavorato all’obbligo dell’accoglienza personale, e che la sentenza conferma la legittimità della scelta del Campidoglio. Onorato annuncia anche più controlli sulle strutture irregolari e la possibilità di introdurre norme come il time cap. Corriere della Sera, 22 novembre 2025
  • M. E. Fiaschetti, “Roscioli (Federalberghi) «Così più tranquillità, ma non basta: ora rigidi controlli»”. Il presidente di Federalberghi Roma, Giuseppe Roscioli, accoglie con favore la sentenza perché favorisce legalità e sicurezza, ma avverte che da sola non risolve il problema. Chiede controlli severi, norme più chiare e sanzioni efficaci contro le irregolarità nel mercato extralberghiero. Sottolinea che gli albergatori rispettano regole fiscali e amministrative più rigide e teme che le nuove agevolazioni sugli affitti brevi possano aumentare squilibri e concorrenza sleale. Invoca una legge nazionale che uniformi gli obblighi per tutte le strutture ricettive. Corriere della Sera, 22 novembre 2025
  • A. Arzilli, “Traldi (Albaa – Bed & breakfast) «Check-in a distanza usando la tecnologia all’avanguardia»”. Federico Traldi, rappresentante dell’associazione Albaa, ritiene legittimo l’obiettivo di sicurezza ma ribadisce che secondo il Consiglio di Stato il riconoscimento dell’ospite può avvenire anche a distanza grazie a tecnologie avanzate già disponibili. Spiega che oggi è possibile verificare documenti e identità tramite chip e video, garantendo precisione e tracciabilità. Chiede norme aggiornate, applicabili e uniformi, che permettano procedure digitali pur restando pienamente conformi alla legge, chiarendo quali siano i dispositivi ammessi. Corriere della Sera, 22 novembre 2025
  • A. Fontanarosa, “Stop al check-in fai da te nei b&b”. Il Consiglio di Stato vieta il check-in autonomo tramite key-box nelle case vacanza, b&b e piccoli alberghi, perché l’invio del codice d’accesso dopo aver ricevuto i documenti degli ospiti non sarà più considerato sufficiente. L’identificazione dovrà avvenire di persona oppure attraverso tecnologie digitali, che però risultino idonee a verificare la corrispondenza tra il visitatore e il documento di identità. La sentenza riconosce che le tecnologie si stanno moltiplicando e non esclude verifiche virtuali previste dalla circolare del ministero dell’Interno del 2024, citando dispositivi di videocollocamento o sistemi come lo “spioncino digitale” o il QR code con fermo immagine. Ora si attende una nuova circolare del Viminale che definisca strumenti e modalità. Alcuni operatori, come Airbnb, considerano valida anche la videochiamata, mentre altri – tra cui Aigo Confesercenti e Property Managers Italia – temono tecnologie costose, interpretazioni discordanti e chiedono regole certe. La Repubblica, 22 novembre 2025
  • M. Allegri, “B&b, stretta sul check-in ‘I documenti degli ospiti vanno controllati a vista’”. Il Consiglio di Stato ha stabilito che i gestori di bed & breakfast e strutture ricettive devono verificare di persona l’identità degli ospiti prima del soggiorno. Non basta più la semplice ricezione del documento da inviare alla questura: è necessario un controllo “a vista”, che può avvenire anche tramite videocamere di citofoni o videochiamate. La decisione ribalta una sentenza precedente del Tar del Lazio e accoglie il ricorso del Viminale, che sostiene la necessità di maggiore sicurezza e la riduzione dei rischi legati a identità false. La norma, contenuta in una circolare del 2024 ma sospesa dai giudici di primo grado, torna quindi valida. Secondo Federalberghi, la misura chiarisce definitivamente gli obblighi per le strutture e rafforza la sicurezza. Alcuni operatori del settore temono però complicazioni nei casi di check-in automatico. Il ministero sottolinea che la regola vale per tutti e serve a tutelare ospiti e residenti nei territori con forte pressione turistica. Il Messaggero, 22 novembre 2025
  • V.L., “Che allegria quelle aule ci sono stato come nonno Nobel. Il centro va salvato dal turismo”. Giorgio Parisi – premio Nobel per la Fisica e nonno di bambini che frequentano la scuola Trento e Trieste di via dei Giubbonari –, parla della necessità di salvare le scuole del centro storico di Roma minacciate dalla diminuzione dei bambini e dall’espansione del turismo. Sottolinea quanto sia fondamentale preservare ciò che resta autentico nel cuore della città e considera la chiusura delle scuole un segnale grave, capace di allontanare ulteriormente le famiglie. Secondo lui, la causa principale sono gli affitti turistici per i quali servono regole e un piano per ridurli drasticamente, così da restituire gli immobili ai residenti. Le case devono tornare accessibili a chi vuole vivere stabilmente in centro, altrimenti servizi essenziali come le scuole non possono sopravvivere. Chiude ribadendo che, anche se frequentate da pochi bambini, queste scuole rappresentano un presidio indispensabile per tenere vivo il centro di Roma. La Repubblica, 21 novembre 2025
  • V. Lupia, “Via dei Giubbonari la scuola delle mini classi che rischia di chiudere”. La scuola primaria di via dei Giubbonari, nel cuore di Roma, è a rischio chiusura a causa del calo drastico di bambini nel centro storico. La primaria Trento e Trieste ha solo 53 alunni, distribuiti in classi molto piccole, e questo rende sempre più difficile mantenerne l’apertura. L’articolo racconta la quotidianità della scuola: l’ingresso dei bambini al mattino, le maestre che li seguono con cura, le attività didattiche e il forte legame con il territorio. Il personale scolastico — preside, insegnanti, collaboratori — è descritto come molto affiatato e attento ai bisogni dei piccoli. Nonostante la qualità del lavoro educativo, la scuola soffre per la scarsità di famiglie residenti in zona. Il centro storico si è svuotato di bambini a causa dell’aumento degli affitti, della crescita esponenziale degli alloggi turistici e delle difficoltà per i giovani a restare a vivere in quelle strade. Il risultato è un quartiere sempre più anziano e scuole sempre più vuote. La situazione di Trento e Trieste diventa così un simbolo di un problema più grande: la progressiva scomparsa dei servizi per l’infanzia nel centro di Roma, con il rischio concreto che questa piccola scuola di comunità chiuda le sue porte. La Repubblica, 21 novembre 2025
  • A. Arz., «Una situazione fuori controllo. La maggior parte lavora in nero». Giuseppe Roscioli, presidente di Federalberghi Roma, denuncia che il fenomeno dei b&b è ormai “fuori controllo”: secondo lui, la maggior parte lavorerebbe in nero, senza controlli e senza pagare la tassa di soggiorno. Critica la mancanza di intervento del Comune e sostiene che molti b&b “rubano” clienti agli alberghi offrendo prezzi più bassi grazie alla mancata regolarizzazione. Roscioli afferma che, secondo le loro indagini, gran parte degli occupati nel turismo guarda caso lavora negli stessi b&b non registrati, e che il fenomeno pesa anche sull’occupazione alberghiera. Accusa inoltre le piattaforme online di contribuire alla mancanza di controlli. Sottolinea che in altre grandi città ci sono regole più rigide e che a Roma la situazione è talmente degenerata da rendere difficile contrastare l’abusivismo, mentre i prezzi restano fuori controllo. Corriere della Sera, 17 novembre 2025
  • M.E. Fiaschetti, «Non ci sono certezze sugli sfratti e si preferiscono locazioni brevi». Federico Traldi, presidente di Albaa Lazio, sostiene che il Giubileo, pur avendo portato numeri elevati, non ha generato particolari vantaggi per il settore extralberghiero, anche se gli indicatori economici sono positivi in termini di occupazione e incassi. Afferma che le strutture extralberghiere non hanno ricevuto il grande afflusso di visitatori previsto e che il pellegrino ha una capacità di spesa ridotta. Sottolinea inoltre che l’offerta del settore è cresciuta più della domanda. Per i prossimi mesi prevede difficoltà, dichiarando che molte strutture stanno chiudendo o chiuderanno. Per il 2026, gli indicatori stimano più turisti, ma anche una maggiore capacità di spesa che non si era vista nei precedenti Giubilei.Traldi cita il tema delle locazioni brevi: a suo parere, la narrazione secondo cui a Roma ci sarebbero pochi appartamenti non è corretta. Dice che ci sono 240mila appartamenti vuoti e che, con i giusti incentivi economici, i proprietari potrebbero rimetterli sul mercato. Corriere della Sera, 17 novembre 2025
  • M.E.F., “Il turismo vola: 55 milioni le presenze quest’anno”. Secondo i dati ufficiali del Comune, Roma registra 55 milioni di presenze nel 2025, con oltre 23,5 milioni di arrivi: una crescita spinta dal Giubileo, dall’arrivo di molti giovani pellegrini e da una forte affluenza legata agli eventi. Anche la tassa di soggiorno aumenta: nel 2024 aveva fruttato 292 milioni, mentre ora si stima un gettito di 310 milioni, +6,3%. Accanto ai benefici economici, emergono effetti problematici. In particolare, cresce in modo rilevante la proliferazione delle strutture ricettive extralberghiere, soprattutto b&b e affitti brevi, che continuano ad aumentare “a più riprese”. Tale espansione incide sulla disponibilità e sui prezzi degli affitti a lungo termine, con molti appartamenti, anche di pregio, trasformati in strutture turistiche. In alcuni casi, palazzi interi del Centro storico e della zona barocca sono stati convertiti in b&b, contribuendo alla riduzione dello stock abitativo residenziale e alla pressione sul mercato immobiliare. L’assessore al Turismo Onorato riconosce che la crescita è positiva per la città, ma evidenzia che l’aumento delle strutture extralberghiere pesa sull’equilibrio urbano e sarà uno dei temi centrali da affrontare, sollecitati anche dai tanti comitati di residenti. Corriere della Sera, 17 novembre 2025
  • A. Arzilli, Il centro è stato trasformato in una sorta di albergo diffuso. Case sottratte ai lunghi affitti”. L’assessore all’Urbanistica Maurizio Veloccia, intervistato,  spiega che, in attesa di una normativa nazionale capace di regolamentare davvero il settore dei b&b, il Campidoglio sta lavorando a nuove regole comunali per arginare una crescita ormai fuori controllo. L’espansione dei b&b ha prodotto effetti negativi sulla vivibilità della città: molti appartamenti, soprattutto nel centro storico, sono stati convertiti in strutture ricettive, riducendo drasticamente il mercato degli affitti a lungo termine.La mancanza di norme ha permesso uno sviluppo senza pianificazione, con forti impatti sull’economia, sulla qualità della vita e sulla disponibilità di case per i residenti. Il Comune interviene su due fronti: da un lato repressivo, con la Polizia Locale impegnata a colpire le attività irregolari; dall’altro regolamentare, cercando di introdurre regole coerenti con quelle regionali, incluse possibili limitazioni ai giorni di apertura (“time cap”). Veloccia sottolinea che l’obiettivo è restituire equilibrio ai quartieri, evitando la saturazione turistica e preservando gli affitti di lungo periodo. Le proposte dovrebbero vedere luce nei prossimi mesi. Corriere della Sera, 17 novembre 2025
  • A. Arzilli, “Tetto ai giorni di apertura: nuove regole per i b&b”. Il Campidoglio insieme all’Avvocatura, alla Sapienza, e ai tecnici dei dipartimenti Urbanistica, Patrimonio e Turismo, sta preparando un piano per regolamentare l’attività dei bed & breakfast, ormai oltre 40mila censite in città, con una stima di circa duemila “non emerse”. Numeri spaventosamente in crescita. Negli ultimi vent’anni le strutture extra alberghiere sono cresciute a dismisura, soprattutto nelle zone centrali, con un forte impatto sul tessuto urbano e sul mercato degli affitti. L’obiettivo, tra gli altri, è introdurre un “time cap”, cioè un limite massimo ai giorni di apertura annuale per i b&b. Si valuta anche un periodo obbligatorio di chiusura, per contrastare l’overtourism e riequilibrare il rapporto tra residenzialità e ricettività. Alti i numeri dell’espansione: +40% dal 2010 e +70% dal 2022 per i b&b tradizionali. Il Comune sta studiando soluzioni che includono una classificazione più rigida, regole più chiare per chi affitta camere e un parametro che tenga conto dell’impatto sui servizi urbani. Associazioni e residenti spingono per un intervento rapido, mentre cresce la preoccupazione per lo svuotamento dei quartieri e l’aumento dei prezzi delle abitazioni. Corriere della Sera, 17 novembre 2025
  • G. Andreoli, “Città senza più negozi ‘Chiude uno su cinque’. Allarme desertificazione”. Dal 2012 sono scomparse 140 mila attività commerciali e altre 114 mila sono considerate a rischio, mentre interi quartieri si svuotano. La crisi colpisce soprattutto i negozi di mobili e abbigliamento, mentre resistono bar e ristoranti. Secondo i dati Confcommercio soffrono anche ferramenta, benzinai, aumentano farmacie e riparazioni di computer e telefonia, e cresce il numero di B&B (+92,1% negli ultimi 12 anni e si prevede un balzo del 81,9% entro il 2035). Le imprese del commercio al dettaglio sono passate da 551.300 nel 2012 a 433.600 nel 2024, con una perdita di – 21,4%. Nel complesso, le attività commerciali e di ristorazione in Italia nel 2024 risultano 659.100, contro le 534.500 previste per il 2035 in assenza di nuove politiche di rigenerazione urbana. Le proiezioni mostrano un possibile crollo del –17,7% dei bar,  –4% degli alberghi e un aumento di ristoranti e affitti brevi. Al Nord, soprattutto nelle grandi città, si concentra il calo più marcato, mentre al Sud permane una maggiore resistenza. Confcommercio denuncia che senza misure di sostegno e rigenerazione urbana molte vie commerciali rischiano di spegnersi, lasciando locali sfitti, aumento di insicurezza e minore qualità della vita urbana. Il Messaggero, 16 novembre 2025
  • A.M. Angelone, “Case vuote”. Quasi cinque milioni di appartamenti risultano sfitti perché i proprietari spesso li lasciano vuoti, soprattutto se si tratta di immobili vecchi o situati in zone dove non esiste un mercato. Alla lentezza degli sfratti si aggiunge la difficoltà di ristrutturare case ferme dagli anni ’40 o ’50, che richiedono interventi costosi. Secondo i dati, gli immobili in Italia sono 769.745 negli allegati Erp, di cui 60.217 sfitti. Complessivamente 3,95 milioni di case restano vuote mentre 401.808 alloggi popolari sono in mano ai Comuni, pari al 53,4% del patrimonio totale Erp. La Lombardia è in testa con un milione di alloggi sfitti, seguita da Sicilia e Piemonte. In molte aree del Sud e nelle grandi città si fatica a trovare case in affitto a prezzi sostenibili, mentre negli stessi territori gli alloggi vuoti sono numerosi. Gli inquilini Inps in attesa di un’abitazione sono 24.000, mentre il tasso di morosità raggiunge il 24,6% secondo Federcasa. Il mercato privato, intanto, appare sempre più ingessato: i proprietari temono tempi lunghi per gli sfratti ed esitano a concedere le abitazioni, preferendo lasciarle inattive. Le Regioni chiedono l’utilizzo delle risorse del Fondo di sostegno all’affitto e della morosità incolpevole, mentre vari amministratori locali sottolineano che le case popolari vuote spesso non sono assegnabili per mancanza di manutenzione. La Stampa, 16 novembre 2025
  • L. Monticelli, “La mia Firenze invasa dai B&B. Abbiamo bisogno di alloggi popolari”. La sindaca Sara Funaro denuncia la crescita incontrollata dei B&B a Firenze, che sottrae case ai residenti e spinge i prezzi verso l’alto. Chiede fondi per la morosità incolpevole e contributi per gli affitti, perché molte famiglie non riescono più a sostenere i costi. Sostiene che il piano casa del governo non risponde alle necessità dei cittadini: a Firenze l’emergenza abitativa è aggravata dal turismo e dalla scarsità di alloggi popolari. Indica che il patrimonio immobiliare pubblico in mano ai Comuni comprende 837 mila immobili, di cui 400 mila abitazioni. Una parte importante necessita però di ristrutturazioni: molte case popolari restano vuote perché gli attuali finanziamenti non bastano. Funaro critica anche la tassa sugli affitti brevi, considerandola “del tutto insufficiente”, e chiede norme nazionali che permettano ai sindaci di regolare il mercato, per evitare che le città d’arte vengano “stravolte” dal turismo. La Stampa, 15 novembre 2025
  • A.M. Angelone, F. Capurso, “Fuori di casa”. Nelle città esplode l’emergenza abitativa: gli affitti troppo alti nei grandi centri costringono molti a spostarsi verso le periferie, che però sono meno sicure e meno servite. I dati dell’Osservatorio dell’Agenzia delle Entrate indicano che nel secondo trimestre 2025 il canone medio è aumentato del 5,3%. Il 20% del budget familiare finisce nell’affitto, percentuale che nelle aree turistiche può salire fino al 50%. Secondo l’Anci, 650 mila famiglie sono in lista d’attesa per un alloggio di edilizia residenziale pubblica. Inoltre, l’80% degli italiani dichiara di non essere in grado di affrontare spese impreviste. Gaetano Manfredi, sindaco di Napoli, afferma che “la casa è diventata una priorità” e invita ad attrarre investitori istituzionali. Fratelli d’Italia sostiene la necessità velocizzare le procedure di sfratto per morosità. Secondo le stime dell’Osservatorio sui conti pubblici italiani dell’Università Cattolica, per 50 mila alloggi in più servirebbero almeno 12,5 miliardi di euro. La crisi colpisce soprattutto giovani, studenti, lavoratori trasferiti per necessità e famiglie con redditi medio-bassi, mentre i canoni continuano a crescere anche nelle zone meno centrali. La Stampa, 15 novembre 2025
  • V. Giacalone, “Affitti brevi, perché l’aumento della cedolare secca non basta: giro d’affari a 9 miliardi e ogni casa rende in media 11.700 euro l’anno”. L’articolo prende le mosse dal dibattito sul possibile aumento della cedolare secca dal 21 al 26% anche sulla prima casa locata in affitto breve sollevato dalla proposta presente nella bozza di Legge di bilancio in discussione al Parlamento. Come riporta l’articolo: “Venerdì (14 nov., n.d.r.) sono attesi gli emendamenti e sia Forza Italia sia la Lega chiederanno di eliminare l’aumento”. Secondo i due intervistati, Francesco Chiodelli, docente del Politecnico di Torino, e Maria Luisa Mirabile, portavoce di GRoRAB, la misura sarebbe necessaria ma non sufficiente a governare il fenomeno degli affitti brevi. In base ai dati riportati da Chiodelli, uno dei responsabili scientifici della ricerca condotta da FULL (Future Urban Legacy Lab), in Italia l’offerta sulla sola piattaforma AirBnB in soli 7 anni, fra il 2017 e il 2024, è cresciuta del 52%, gli host sono 350mila e ciascuno di loro gestisce in media 2,1 appartamenti e ,le tariffe sono cresciute fino al 50%, arrivando a una media di 167 euro a notte. Per Maria Luisa Mirabile occorrerebbe una legge nazionale che consentisse la regolamentazione a livello locale degli affitti brevi. Ma di una simile norma non si vedono neppure i presupposti: basti pensare al ricorso al Consiglio di Stato fatto dal Governo contro la Regione Toscana per la sua recente Legge sul turismo. Per Mirabile ormai quello degli affitti brevi è un settore economico dal fatturato elevatissimo, che non può più essere più considerato come agli esordi della sharing economy: basti pensare che a Roma c’è un rapporto di 8 a 1 tra l’offerta di affitti brevi e di case in locazione standard. Il Fatto Quotidiano online, 14 novembre 2025. Per leggere l’articolo in versione integrale digita: https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/11/14/affitti-brevi-cedolare-secca-aumento-notizie/8194660/https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/
  • D. Motta, “Sulla casa mancano risposte”. Cronache dall’assemblea anazionale Anci che si è svolta a Bologna, dove è a dominare l’agenda è stata l’emergenza abitativa. L’articolo – ricco di dati, tutti riportati dagli interventi dei sindaci, individua importanti paradossi: in Italia ci sono circa 9,6 milioni di case vuote e quasi 4 milioni di persone in povertà abitativa; nel patrimonio immobiliare dei Comuni ben 122mila unità non sono utilizzate per mancanza di manutenzione o per lavori di manutenzione in corso. Per questo i sindaci reclamano con forza il varo del Piano casa annunciato dal Governo ma di cui non si vedono le premesse concrete, se non annunci di risorse a partire dal 2028. I Comuni devono così organizzarsi in ordine sparso, con iniziative locali basate sulle poche risorse a disposizione. In questa situazione gli affitti brevi giocano un ruolo ovviamente negativo sottraendo immobili al mercato standard e “drogandolo” di aspettative di guadagno crescenti, ma secondo il governo, con le parole della ministra Santanchè: “non è questo il problema (…) se non ci fossero affitti brevi, siete consapevoli che negli stessi territori non avreste turisti perché negli stessi territori non esistono alberghi?”. Avvenire, 14 novembre 2025
  • D. Verucci. “Effetto «fine» Giubileo. Torna il turismo a 5 stelle”. Con la conclusione del Giubileo, gli operatori turistici guardano con rinnovato ottimismo ai prossimi mesi, registrando una netta ripresa del turismo di fascia alta e un ritorno degli arrivi internazionali, in particolare dagli Stati Uniti. Dopo un anno dominato dai pellegrini, che avevano privilegiato sistemazioni economiche e soggiorni brevi, ora tornano i viaggiatori disposti a spendere di più: la spesa media supera i mille euro a soggiorno e le presenze negli hotel di lusso e nei b&b di fascia medio-alta sono cresciute sensibilmente. Giuseppe Roscioli di Federalberghi Roma spiega che, pur avendo il Giubileo garantito un forte movimento, l’eccesso di offerta e la concorrenza dei b&b aveva ridotto i margini e spinto gli operatori ad abbassare i prezzi. Ora, invece, con un turismo più d’élite, si registrano tassi di occupazione alberghiera intorno all’80%, e anche i b&b centrali tornano a essere pieni, con tariffe che sfiorano i 250 euro a notte nei fine settimana. A favorire la ripresa contribuiscono la tregua nei conflitti internazionali, il miglioramento del clima economico e la percezione di maggiore serenità per i viaggiatori stranieri. Gli operatori si dichiarano ottimisti anche per i prossimi mesi: la spesa media per soggiorno continua a salire e si prevede il tutto esaurito per il ponte dell’Immacolata e per la stagione invernale. Avvenire, 11 novembre 2025
  • Redazione, “Affitti brevi o tradizionali? Quali rendono di più, gli aumenti delle tasse e i vantaggi per i proprietari di casa”. Il governo intende introdurre una cedolare secca al 26% per gli affitti brevi, rispetto all’attuale 21%. L’aumento colpirebbe chi affitta più di un immobile o chi utilizza piattaforme online come Airbnb o Booking.com. Resterebbe invece al 21% l’imposta per chi affitta una sola casa e gestisce direttamente le prenotazioni. Sul piano dei guadagni, l’articolo spiega che i rendimenti reali degli affitti brevi sono spesso inferiori alle aspettative. In media, un appartamento affittato a breve termine in una grande città italiana può generare tra 800 e 1.500 euro al mese, ma solo se ben gestito e con un’occupazione superiore al 70%. Gli affitti tradizionali, invece, offrono entrate più stabili – tra 600 e 1.000 euro mensili – ma con minori oneri di gestione e una tassazione più chiara. Chi opta per gli affitti brevi deve considerare spese significative: pulizie e biancheria (100-200 € al mese), utenze, manutenzione ordinaria, costi di promozione e soprattutto commissioni delle piattaforme (fino al 15% per ogni prenotazione). Tutti questi elementi riducono il margine di profitto, che in alcuni casi può scendere sotto il 10% annuo netto, contro un rendimento medio degli affitti tradizionali stimato intorno al 4-6%, ma più stabile nel tempo. Molti proprietari scelgono comunque l’affitto breve non solo per motivi economici, ma per evitare i rischi degli affitti lunghi: morosità, inquilini che non lasciano l’immobile e cause legali che possono durare mesi. La scelta tra affitto breve e tradizionale dipende dal profilo del proprietario, dalla posizione dell’immobile e dalla disponibilità di tempo per gestirlo. Con la nuova tassazione e l’aumento dei costi, gli affitti brevi rischiano di diventare meno vantaggiosi, pur restando una formula flessibile e dinamica in contesti turistici ad alta domanda. Leggo.it, 6 novembre 2025
  • M. Sen., “Affitti, spiragli sull’aliquota. Il nodo non è solo il gettito”. Giancarlo Giorgetti, ministro dell’Economia, ha dichiarato che l’aumento delle tasse sugli affitti brevi «non è una questione di vita o di morte» e può essere modificato, come richiesto da Salvini e Tajani. Tuttavia, il problema non riguarda solo il gettito fiscale previsto di 102 milioni l’anno, ma anche l’effetto sul mercato immobiliare. Giorgetti ha sottolineato che la crescita degli affitti brevi ha danneggiato il mercato delle locazioni tradizionali, mentre Giorgia Meloni ha ribadito che l’obiettivo non è aumentare le entrate ma aiutare le famiglie a trovare alloggi accessibili. Le associazioni dei gestori contestano però che il numero di case affittate online sia marginale rispetto alle seconde case disponibili. La questione si intreccia con il piano del governo per rilanciare l’edilizia residenziale e con la richiesta di Salvini di anticipare le spese al 2026. Cancellare completamente l’aumento dell’aliquota dal 21% al 26% appare difficile; si valuta invece di limitarla al 23%, trovando però risorse per compensare il minor gettito fiscale. Corriere della Sera, 5 novembre 2025
  • A. Pira, “Affitti brevi, ipotesi tassa al 23%. Incentivi ai contratti più lunghi”. Non piace a molti proprietari la prospettiva di un aumento della tassazione sugli affitti brevi, prevista nella manovra di bilancio con l’aliquota della cedolare secca che passerebbe dal 21% al 23%. Le associazioni dei proprietari contestano la misura, ritenendola un aggravio ingiustificato, mentre il governo mira a incentivare i contratti di locazione di durata più lunga, offrendo agevolazioni fiscali. Maurizio Lupi, leader di Noi Moderati, propone una mediazione: ridurre la tassazione al 15% per i contratti a lungo termine, in modo da sostenere chi affitta stabilmente e non a fini turistici. L’obiettivo è trovare un equilibrio tra la necessità di maggior gettito fiscale e quella di non penalizzare eccessivamente i piccoli proprietari. La discussione politica si concentra sulla possibilità di modulare il prelievo, premiando le locazioni più durature. Parallelamente, si registra un confronto tra le forze politiche sulla legge di Bilancio, con l’Associazione bancaria italiana (Abi) che si dice pronta a collaborare in Parlamento per aiutare famiglie e imprese, sostenendo misure a favore del credito e della stabilità finanziaria. Nel complesso, il dibattito si inserisce in un quadro di ricerca di equilibrio tra esigenze di bilancio, tutela dei proprietari e necessità di rendere più accessibile il mercato degli affitti, anche alla luce dell’aumento dei canoni e delle difficoltà abitative in molte città. Il Messaggero, 4 novembre 2025
  • L. Pace, “L’odissea per riavere la propria casa ‘Per tutelarmi ora ne ho fatto un B&B’”, Molti proprietari raccontano di aver vissuto esperienze difficili con inquilini morosi o che hanno danneggiato gravemente gli appartamenti, costringendoli a lunghi procedimenti legali per riottenere le proprie case. Tra mesi di attesa, spese ingenti e frustrazione, molti hanno deciso di trasformare le abitazioni in bed and breakfast o di affittarle per brevi periodi, considerandolo l’unico modo per tutelarsi. Le associazioni dei proprietari, come Aigab, Arpe e Confedilizia, denunciano tempi troppo lunghi per gli sfratti e chiedono norme più rapide ed efficaci. Fratelli d’Italia ha proposto una misura per attivare automaticamente la procedura di sfratto dopo due mesi di morosità. Nel frattempo, cresce il numero di chi rinuncia ai contratti lunghi per paura di nuovi problemi, preferendo la formula degli affitti brevi come forma di autodifesa. Il Messaggero, 4 novembre 2025
  • M. E. Fiaschetti, “Un weekend da record: nuovo boom di turisti. Sono 700mila le presenze”, Roma si prepara a un altro fine settimana da record con circa 700mila presenze attese, spinte dal ponte di Halloween. Il turismo nella Capitale continua a crescere: secondo Federalberghi, la città ha ormai superato i livelli pre-pandemia e si avvia a chiudere il 2025 con risultati migliori rispetto al 2019. Alberghi, bed & breakfast e ristoranti registrano il tutto esaurito, mentre pasticcerie e locali segnalano un aumento degli incassi del 4%. Ma la crescita dei flussi turistici, pur portando benefici economici, si riflette anche sulla vita quotidiana dei romani. Il centro storico è già invaso dai visitatori, e il traffico, il trasporto pubblico e i servizi urbani risultano messi a dura prova. Per chi vive e lavora in città, gli spostamenti diventano più complicati, e molti residenti scelgono di allontanarsi dal centro. Il presidente di Federalberghi Roma, Giuseppe Roscioli, sottolinea che la Capitale sta tornando a essere una meta internazionale di primo piano, favorita dal clima mite e dalla vicinanza del Giubileo. Tuttavia, il continuo afflusso di turisti comporta anche un aumento dei prezzi e una pressione crescente sul tessuto urbano. Confesercenti conferma che la spesa media dei visitatori è in aumento, trainata da esperienze gastronomiche e culturali. Per i romani, però, il boom del turismo rappresenta una sfida: una città più viva e prospera, ma anche più affollata, costosa e difficile da abitare ogni giorno. Corriere della Sera, 31 ottobre 2025
  • M. de Ghantuz Cubbe, Affitti brevi, l’allarme Caritas: ‘Centro svuotato e mancano case per le famiglie in difficoltà’”, A Roma l’offerta turistica in abitazioni private è vasta: sul web si contano circa 35.000 annunci tra b&b, case-vacanza e mini-appartamenti; nel centro storico si stima che negli ultimi dieci anni sia sparito il 38% dei residenti (oltre 20.000 persone). La trasformazione di molti appartamenti in ricettività breve contribuisce allo svuotamento dei rioni centrali e riduce l’offerta di alloggi a lungo termine, aggravando la difficoltà per famiglie, pensionati e lavoratori di trovare soluzioni abitative a prezzi sostenibili. La Caritas, nella persona del direttore Trincia, segnala un aumento delle richieste di aiuto legate alla povertà abitativa. Il Comune  ha convocato un tavolo interassessorile per lavorare ad un regolamento sugli affitti brevi. Vi partecipano, Tobia Zevi (Casa), Alessandro Onorato (Turismo) e Maurizio Veloccia (Urbanistica), oltre ai presidenti delle corrispettive commissioni con le realtà associative come Grorab e il Social Forum Abitare, cui spetterà un ruolo di sollecitazione e confronto in itinere. Il Comune cerca un equilibrio: il mercato turistico dà segnali di saturazione, ma rimane forte la pressione sugli affitti, e l’amministrazione sta valutando strumenti normativi per tutelare la residenzialità e restituire equilibrio tra accoglienza turistica e diritto alla casa. La Repubblica, 23 ottobre 2025
  • S. Giuffrida, Zevi “Lavoriamo su regole a prova di ricorsi e tribunali”. L’assessore Tobia Zevi spiega che il Comune punta a varare regole solide e a prova di ricorso per governare gli affitti brevi e proteggere la residenzialità. L’obiettivo è mettere ordine nel settore per aumentare l’offerta di abitazioni destinate ai residenti e ridurre la compressione del mercato abitativo provocata dalla ricettività turistica. Zevi segnala che la proposta del governo nazionale non è sufficiente per le specificità di Roma e che il Campidoglio sta lavorando con altri assessori e con realtà associative per costruire norme efficaci, che tengano conto anche dell’identità dei quartieri e della tutela delle fasce più fragili. La Repubblica, 23 ottobre 2025
  • M. de Ghantuz Cubbe, “Da Testaccio all’Esquilino viaggio nelle ex case popolari che si trasformano in b&b”. Da Testaccio all’Esquilino, le case popolari di Roma vengono sempre più spesso vendute o riconvertite in bed and breakfast e alloggi turistici, perdendo la loro funzione sociale. Nei rioni storici come San Saba, dove sorgono le palazzine Ater, i residenti denunciano il rischio che il quartiere perda la propria identità: molti appartamenti vengono messi all’asta o ristrutturati per affitti brevi, mentre i nuovi arrivati sono per lo più turisti. Carla Spaziani, presidente della Rete comune inquilini Ater San Saba, spiega che gli abitanti chiedono di bloccare le aste e di mantenere le abitazioni nel patrimonio pubblico, restituendole a famiglie o anziani in difficoltà. Molti temono che l’operazione delle aste pubbliche cancelli la memoria dei quartieri popolari e alimenti la gentrificazione. Alcuni edifici vengono acquistati a prezzi bassi e rivenduti o affittati come case vacanze, con guadagni elevati, come succede anche per le case popolari a via Giolitti. La Repubblica, 23 ottobre 2025
  • D. Verucci. “Tasse sugli affitti brevi. Tremano 30mila romani” Il Governo valuta di introdurre una cedolare secca al 26% sugli affitti brevi, una misura che potrebbe colpire duramente circa 30 mila strutture romane. Le associazioni di categoria, come Alba e Aigab, mettono in guardia contro un aumento dei costi considerato insostenibile per i piccoli proprietari che affittano case o stanze per integrare il reddito. Attualmente questi pagano il 21%, e l’innalzamento al 26% li equiparerebbe agli alberghi, cancellando la differenza tra locazione familiare e attività ricettiva professionale. Gli operatori temono che la nuova imposta possa spingere molti verso l’irregolarità o l’abbandono del mercato, riducendo l’offerta turistica. Secondo le associazioni, una tassazione troppo pesante rischierebbe di penalizzare l’accoglienza e favorire il sommerso. L’articolo però si fa critico verso gli stessi affitti brevi: il fenomeno, nato come strumento di economia familiare, è ormai diventato un business speculativo che ha gonfiato i canoni e ridotto la disponibilità di abitazioni per residenti e studenti. Per questo, si invoca un equilibrio tra la tutela dei piccoli proprietari e una regolamentazione più severa verso chi utilizza le piattaforme come attività imprenditoriale, alterando il mercato immobiliare e la vita nei quartieri. Avvenire, 22 ottobre 2025
  • M. Sensini, “Affitti brevi la battaglia della tassa”. La discussione sulla tassa sugli affitti brevi divide la maggioranza di governo. Forza Italia e Lega si oppongono all’aumento del prelievo dal 21% al 26% proposto dal ministero dell’Economia, sostenendo che penalizzerebbe piccoli proprietari e famiglie che affittano case per brevi periodi. Il centrodestra teme inoltre che la misura finisca per favorire le grandi piattaforme digitali a scapito dei privati. Il ministro Giorgetti difende la scelta, spiegando che l’obiettivo è rendere più equo il sistema fiscale e allineare la tassazione dei redditi da locazione breve a quella di altri redditi da capitale. Il dibattito, però, riflette tensioni più ampie nella coalizione, già in difficoltà su altri fronti economici della manovra. Il tema si intreccia con la necessità di reperire risorse per altri interventi, come l’aumento delle pensioni minime, i sostegni ai caregiver e il nuovo fondo per i minori soli. La manovra include anche piccoli ritocchi ai prezzi, come un aumento di 60 centesimi per le sigarette. In questo contesto, la questione degli affitti brevi diventa un simbolo dello scontro tra chi vuole preservare la libertà d’impresa e chi punta a una maggiore uniformità fiscale per far fronte ai vincoli di bilancio. Corriere della Sera, 21 ottobre 2025
  • C. Voltattorni, “Case private ai turisti, un affare miliardario”. In Italia gli affitti brevi sono diventati un pilastro dell’economia turistica, con un giro d’affari miliardario e un incremento del 38% rispetto ai livelli pre-pandemia. Il boom, accelerato dal Covid, ha trasformato abitazioni private in vere e proprie strutture ricettive diffuse: oggi si contano oltre 600 mila alloggi destinati a questo mercato e circa 150 mila persone impiegate stabilmente tra proprietari, gestori, imprese di pulizia e servizi collegati. La spinta è arrivata sia dal ritorno del turismo internazionale, sia dal cambiamento delle abitudini di viaggio: molti preferiscono soluzioni più intime e flessibili rispetto agli alberghi. Piattaforme come Airbnb, Booking hanno moltiplicato le opportunità, semplificando la gestione degli affitti anche per chi possiede una sola casa. Roma, Milano, Firenze e Venezia restano le città più gettonate, ma cresce anche la domanda nelle località di mare e montagna. Dietro il successo, però, si nasconde una forte tensione fiscale e sociale. Le associazioni del settore avvertono che l’aumento della cedolare secca dal 21% al 26%, previsto nella manovra, penalizzerebbe i piccoli proprietari che affittano saltuariamente per integrare il reddito, mentre i grandi operatori resterebbero avvantaggiati. Si teme inoltre un effetto domino sugli affitti a lungo termine, già in difficoltà nelle grandi città dove la presenza massiccia di case turistiche riduce l’offerta per i residenti. Nonostante le polemiche, il mercato continua a crescere e a generare ricchezza, ma la sfida per il governo e i Comuni sarà trovare un equilibrio tra gettito fiscale, tutela dei cittadini e sostegno a un settore che, di fatto, rappresenta una nuova frontiera del turismo italiano. Corriere della Sera, 21 ottobre 2025
  • An. Duc., “Concorrenza sleale a chi gestisce un hotel, sì all’aliquota più alta”. Intervista a Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi, favorevole all’aumento della cedolare secca per gli affitti brevi. In questo caso il contratto differisce dal contratto stabile essendo essa un’attività a tutti gli effetti, che ha però una tassazione imu e tari come un’abitazione civile. Ricorda, inoltre, che l’Anci chiede di aumentare la tassa di soggiorno perché i comuni sono ormai in seria difficoltà con i rifiuti. Denuncia infine il fatto che gli affitti brevi hanno agevolazioni che gli alberghi non hanno. Corriere della Sera, 21 ottobre 2025
  • Dello stesso 21 ottobre 2025 sono, oltre a quelli del Corriere della Sera, gli articoli di molte altre testate, in concomitanza con la proposta di aumento della cedolare secca dal 21% al 26%. Tutti riportano lo scontro nella maggioranza e la contrarietà dei portatori di interessi. Nel dettaglio: G. Colombo, A. Greco, “Il governo sbanda sugli affitti brevi e riapre la trattativa con le banche”, La Repubblica; F. Malfetano, “Affitti brevi e banche scontro sulle nuove tasse nella maggioranza”, La Stampa; L. Monticelli, “Airbnb a tutti i costi”, La Stampa; M. Sorgi, “La trincea della cedolare secca”, La Stampa; M. Ajello “Manovra, sugli affitti brevi il primo braccio di ferro. Il colle: ci sarà un approdo”, Il Messaggero; F. De Feo, “Casa, tensioni sugli affitti brevi, Tajani chiede correzioni subito”, Il Giornale; “Affitti brevi, più tasse su mezzo milione di case ma c’è lo stop di Lega e Fi”, Il Sole 24 Ore; M. Perrone, “Tensioni su affitti e banche. Dazi, un caso il post di Trump”, Il Sole 24 Ore; M. Franchi, “Rissa sugli affitti e le banche per le mancette 100 milioni”, Il Fatto Quotidiano; S. Iannaccone, “Affitti brevi e cinema la maggioranza già litiga sulla manovra”, Domani; F. Caleri, “La ‘manina’ introduce la tassa sugli affitti brevi, barricate di Lega e Fi” Il Tempo; “La follia delle tasse in più sugli affitti brevi”, Il Foglio.
  • R. Frignani, “Rubavano i bagagli sui treni a Termini. Il deposito in un b&b all’Esquilino: presi”. Una banda di ladri svaligiava i treni ad alta velocità in sosta alla stazione Termini, portando via valigie e oggetti di valore. La refurtiva, composta da abiti firmati, gioielli e accessori hi-tech, veniva nascosta in un bed & breakfast nel quartiere Esquilino, usato come base logistica. Proprio il ruolo di questo B&B mette in evidenza il lato oscuro degli affitti brevi: strutture affittate per periodi brevi e con controlli limitati possono trasformarsi in rifugi perfetti per attività illegali, difficili da individuare nelle aree più dense e turistiche della città. Corriere della Sera, 13 ottobre 2025
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  • D. Verrucci, “Il Giubileo è già finito”, Stanze vuote e prezzi ribassati caratterizzano le zone vicine a San Pietro, dove la domanda di alloggi per il Giubileo 2025 è molto inferiore alle aspettative. Migliaia di camere restano disponibili a tariffe scontate, persino in aree considerate strategiche per i pellegrini. I dati mostrano un forte calo delle prenotazioni, con numeri distanti da quelli record di oltre 22 milioni di arrivi registrati durante l’Anno Santo precedente. I pochi pellegrini che arrivano a Roma tendono a scegliere i Castelli o le strutture religiose, mentre gli operatori del turismo osservano una contrazione sia per soggiorni brevi sia per quelli di maggiore durata. La prospettiva di grandi flussi si è rivelata un’illusione, lasciando una percezione di evento già concluso, nonostante il Giubileo sia ancora in corso. Avvenire, 25 settembre 2025
  • “Alberghi finti e b&b, la giungla degli alloggi”. A Roma, soprattutto in vista del Giubileo, è esploso il fenomeno degli alloggi abusivi: strutture non segnalate, con un’unica reception illegale che raccoglie più appartamenti nello stesso edificio, spesso gestiti da proprietari diversi. Questa pratica non solo genera concorrenza sleale rispetto agli alberghi regolari, ma espone anche a rischi di sicurezza, visto che gli ospiti non vengono registrati e tra loro possono nascondersi anche latitanti. La Questura ha già disposto venti cessazioni di attività dall’inizio dell’anno e intensificato i controlli, sospendendo autorizzazioni e chiudendo numerosi esercizi. La situazione è aggravata dal boom di turisti e pellegrini, che rende il settore sempre più appetibile a gestori improvvisati o irregolari, trasformando interi palazzi in hotel di fatto clandestini. Il Corriere della Sera, 17 settembre 2025
  • M. Carta, “Click e carte prepagate così le bande criminali agiscono dietro le keybox”. Gli appartamenti presi in affitto per pochi giorni attraverso le piattaforme online si trasformano spesso in basi temporanee per bande criminali e latitanti. Grazie alle prenotazioni lampo e ai pagamenti con carte prepagate, le identità restano difficili da tracciare, mentre i keybox con codici di accesso permettono di entrare senza incontrare i proprietari o gestori. In alcune zone di Roma, come tra via Gioberti e via Cavour, sono stati scoperti casi in cui interi appartamenti erano usati come rifugi clandestini o luoghi di appoggio per attività illecite. Le forze dell’ordine segnalano un fenomeno in crescita, favorito dalla mancanza di controlli puntuali e dall’anonimato digitale, che rende le piattaforme di affitto breve un terreno fertile non solo per il turismo ma anche per la criminalità organizzata. La Repubblica,  13 settembre 2025
  • V. Lupia, “’Vedere sempre gli ospiti di persona’ il prontuario dei property manager”. Il tema centrale è il riconoscimento degli ospiti che affittano case vacanza. Dopo la decisione del Tar di annullare l’obbligo di check-in da remoto, i property manager devono garantire maggiore sicurezza verificando l’identità dei clienti di persona. Inserire tempestivamente i dati sul portale “Alloggiati web” resta fondamentale per le strutture ricettive, mentre si discute di strumenti utili per tutelare sia i gestori che i residenti, come codici QR o sistemi digitali in grado di fermare immagini e dati. L’obiettivo è evitare che gli affitti brevi diventino terreno fertile per attività illegali, richiedendo un riconoscimento diretto che dia certezze sull’identità di chi soggiorna. La Repubblica,  13 settembre 2025
  • V. Lupia, “Furti nei condomini con i B&B in affitto il centro preso di mira”. Nel cuore di Roma si moltiplicano i furti negli appartamenti situati in condomini dove proliferano B&B e case vacanza. L’episodio più eclatante è avvenuto a fine agosto in via dei Banchi Vecchi, dove intere abitazioni sono state svaligiate approfittando dell’assenza dei proprietari. Secondo il comandante dei vigili Giangrande, il continuo viavai di turisti e ospiti temporanei facilita l’accesso alle aree comuni, rendendo più semplice per i ladri agire indisturbati. I residenti denunciano una trasformazione dei palazzi del centro storico, ormai snaturati dalla mancanza di comunità condominiale, mentre i dati confermano la pressione: oltre 25 mila alloggi turistici censiti, 14 mila solo su Airbnb, con prezzi medi sempre più alti. Una situazione che alimenta insicurezza e tensioni sociali, lasciando chi abita stabilmente in questi quartieri senza adeguata tutela. La Repubblica, 13 settembre 2025
  • C. Mozzetti, Dai b&b agli hotel, 500 fuori legge”. Dall’inizio del 2025 è stato ripristinato un reparto “ad hoc” della polizia locale che ha controllato oltre 2500 strutture ricettive turistiche, fra extralberghiere e alberghiere. Di queste oltre il 20% è risultato irregolare o abusivo. Nell’ampia gamma delle irregolarità riscontrate anche l’evasione della tassa di soggiorno con oltre 900mila euro non versati al Comune. Soddisfatto l’assessore Onorato che dichiara che in tre anni e dieci mesi sono stati svolti più controlli che nei dieci anni precedenti. Il Messaggero, 8 settembre 2025
  • C. Mozzetti, Giubileo, controlli sul b&b. 500 le strutture irregolari. ‘Così tuteliamo gli onesti’”. Ormai diffuse in tutta Roma (oltre il Centro storico, l’articolo cita zone come Testaccio, Ostiense, Portuense) e delle più varie tipologie, le strutture extralberghiere controllate si sono rivelate irregolari in due casi su dieci. Le evasioni sono le più disparate: mancanza del titolo o titolo difforme, omissione delle comunicazioni obbligatorie, aumento delle ricettività rispetto a quanto consentito, e così via, comprese le infrazioni che hanno determinato la chiusura di 50 attività dal mese di gennaio. Dopo l’impennata di attenzione posta sulle key-box, i vigili urbani ora sono concentrati sulla verifica dei CIN (Codice identificativo nazionale) violati da numerosi esercizi. Un grande lavoro portato avanti dalla Polizia municipale, particolarmente apprezzato dall’assessore Onorato, anche perché – riconosce – la struttura è sottorganico. Il Messaggero, 8 settembre 2025
  • C. Mozzetti, “Dal magazzino-suite al finto hotel. I trucchi dei furbetti degli alloggi”. Come ben annunciato dal titolo, l’articolo descrive alcune delle numerose “soluzioni” furbesche e fuori legge escogitate da locatari di affitti brevi particolarmente “disinibiti” per esercitare “creativamente” la loro attività del tutto fuori norma.  Il Messaggero, 8 settembre 2025
  • M. De Ghantuz Cubbe, “Stretta sugli affitti brevi. ‘Limiteremo i b&b nei singoli condomini’”
    Il Campidoglio lavora a un nuovo regolamento sugli affitti brevi per limitare l’overtourism. Il Tavolo interassessorile, composto dagli Assessorati all’Urbanistica, al Turismo e alla Casa e Patrimonio e dai presidenti delle corrispettive Commissioni capitoline, si incontrerà per la prima volta il 17 settembre. Alla base della decisione di regolamentare il fenomeno c’è lo stravolgimento del tessuto urbano causato dall’enorme numero di affitti brevi e una volontà da parte della Giunta di riprendere, sotto questo profilo, il governo del territorio. Una prerogativa, come si legge nell’articolo e dalle parole di Trombetti, che è “prerogativa dei Comuni che, come sancito ormai da numerose sentenze, è al di sopra dell’iniziativa privata”. Principali obiettivi del Regolamento sono salvaguardare l’identità storica e sociale di alcune aree urbane, a partire dal Centro ma non soltanto, e contribuire al ripristino di un mercato immobiliare non speculativo.  Una proposta avanzata da Yuri Trombetti, intervistato e Presidente della Commissione Capitolina “Casa e patrimonio” è di introdurre un limite massimo, fissato attorno al 25-30%, di appartamenti destinati ad affitti brevi in ogni singolo condominio.  Questo dovrà avvenire in particolare in particolare nei Rioni e nei quartieri centrali di Roma, ma anche in tutte le aree semiperiferiche, o periferiche, impattate dal fenomeno. Questo è oggi possibile anche grazie a una modifica introdotta delle nuove Norme tecniche attuative del Piano regolatore urbanistico, che hanno previsto la sottocategoria specifica “Abitazioni ad uso ricettivo”. La Repubblica, 3 settembre 2025
  • M.D.G.C., “Celata: Prese d’assalto anche le periferie, va difeso chi rischia di perdere la casa”. Nell’intervista Filippo Celata, professore di Geografia economica alla Sapienza che coordina il gruppo che collabora con il Comune di Roma al Regolamento sugli affitti brevi, sottolinea come il fenomeno degli affitti brevi non riguarda più solo il centro storico, ma si sta espandendo anche nelle periferie, con conseguenze sul mercato abitativo. Obiettivi dello studio in corso, che verrà consegnato entro il mese di ottobre, sono capire quanti immobili sono destinati ad affitto breve, dove si concentrano e l’impatto sui residenti. Perché la questione non è solo la quantità di affitti brevi in sé, ma la disponibilità residua e reale di case per chi a Roma ci vive stabilmente, o vorrebbe farlo. I proprietari possono legittimamente affittare a turisti, ma ciò riduce le case disponibili per residenti e fa crescere i prezzi, rischiando di rendere impossibile per molte famiglie vivere in città. Alcuni crriteri che potrebbero essere adottati per limitare il fenomeno è la dimensione degli appartamenti locati ad uso turistico. Attualmente a Roma è fissata una superficie minima di 45 mq, ma potrebbe essere accentuato: in effetti molti piccoli alloggi vengono frazionati in stanze con bagno per essere locati ai turisti, riducendo ancora gli spazi abitativi. C’è poi il problema degli affitti brevi illegali, che si dichiarano come esercizi privati ma che a tutti gli effetti sono esercizi di tipo imprenditoriale. Anche questi saranno aspetti da vagliare nel rispetto della Legge regionale per limitare il fenomeno e riportarlo alla sua funzione originaria.  La Repubblica, 3 settembre 2025
  • S. Piras, “Case con servizi da albergo arrivano i “condhotel”. La Regione apre la strada”. Nati una decina d’anni fa con il Decreto sblocca Italia e recepiti nel tempo da varie Regioni, ora – approvati a fine luglio dalla Giunta Rocca – approdano anche nel Lazio. Si tratta di hotel che gestiscono case (condomini alberghieri/condhotel) che consistono in unità immobiliari gestite unitariamente, come un unico albergo, offrendo i servizi tipici di un hotel (reception, colazione, cambio biancheria, etc.). In sintesi: un alloggio turistico che ha i confort di un hotel all’interno di un contesto abitativo tipico di un condominio, come fosse un b&b. La delibera approvata dalla Regione modifica il Regolamento laziale alla base delle strutture ricettive alberghiere, che potranno ristrutturare e destinare parte del loro patrimonio e destinarle a residence. I Condhotel dovranno rispondere ad alcuni requisiti stabiliti in termini di classificazione, numerosità, unitarietà e spazialità: almeno sette stanze con portineria unica (sebbene dislocata) a una distanza non superiore a 200 metri dall’edificio alberghiero, sede del ricevimento. Un ibrido, insomma, fra albergo e b&b di cui gli albergatori si dicono soddisfatti. Il Messaggero, 25 agosto
  • Ste. P., “Ingressi irregolari nei B&b all’Esquilino”. Ma per il Tar non c’è pericolo. Dopo la chiusura con provvedimento di cessazione immediata di due strutture extralberghiere situate all’Esquilino a causa di dubbi sulle modalità di attuazione dei check-in e check-out, il Tar – pur se ancora in attesa di emettere sentenza – si pronuncia in favore della riapertura di entrambi gli esercizi. Il ricorso contro la chiusura era stato promosso dall’avvocata Claudia De Angelis, che è anche consulente legale dell’associazione Albaa (Associazione laziale degli affittacamere e affini), che ha ottenuto ragione circa il fatto che la questura non potesse disporre la cessazione delle attività in assenza di specifiche situazioni di fatto che consentono l’applicazione dell’art.100 del Tulps: ovvero tumulti, gravi disordini o l’accertamento che la struttura sia abituale ritrovo di pregiudicati o, ancora, che costituisca un pericolo per l’ordine o la moralità pubblica. La questura, secondo quanto dichiarato dall’avvocata De Angelis, avrebbe “la sola competenza di trasmettere il verbale di accertamento alla competente amministrazione comunale”.   Il Messaggero, 25 agosto
  • L. Garrone, “Non è colpa di turisti e b&b. Cercate lontano dagli atenei ma il mercato è squilibrato”. Turisti e studenti si trovano a competere per gli stessi alloggi, ma le associazioni di categoria negano che i b&b siano i veri responsabili: a loro avviso il nodo sta nello squilibrio del mercato e nella scarsità di residenze universitarie. Una lettura che però non convince del tutto studenti e famiglie, costretti a pagare affitti insostenibili e spesso più alti di quelli che un turista spende per una settimana. Le proteste davanti alla Sapienza, con gli striscioni contro i canoni alle stelle, mostrano chiaramente il malcontento. La realtà quotidiana raccontata dai ragazzi è quella di una “caccia al tesoro” snervante per una stanza singola, con prezzi che viaggiano oltre i 600 euro e un’offerta ridotta proprio nelle zone universitarie. Chi riesce a trovare casa deve spesso allontanarsi molto dal centro, affrontando spostamenti estenuanti. Se per gli operatori turistici la colpa non è dei b&b, per gli studenti la responsabilità ricade comunque su un sistema che permette di privilegiare gli affitti brevi e lascia senza risposte chi ha bisogno di una sistemazione stabile e accessibile. Le proposte di sgravi fiscali e incentivi agli affitti calmierati restano sulla carta, mentre cresce la sensazione che il problema venga rimbalzato senza che nessuno lo affronti davvero. Corriere della Sera, 23 agosto 2025
  • D. Verucci, “Effetto Giubileo. Flop degli affitti brevi, aumentano i residenziali”. Il Giubileo non ha generato i profitti attesi per chi aveva puntato sugli affitti brevi. Molti proprietari, convinti che l’arrivo dei pellegrini avrebbe garantito guadagni elevati, hanno riconvertito i propri appartamenti in case vacanza, ma l’offerta si è rivelata superiore alla domanda. L’occupazione media è rimasta intorno al 70%, solo l’8% in più rispetto all’anno precedente, e i prezzi giornalieri si sono abbassati drasticamente: dalle richieste iniziali di 150-190 euro a notte si è scesi spesso a 50-100 euro. Di fronte a rendimenti deludenti, una parte consistente dei proprietari ha scelto di tornare al mercato residenziale. Secondo le stime, circa il 17% degli immobili messi a disposizione per affitti turistici è rientrato negli affitti tradizionali, con effetti diretti sull’aumento dei canoni. Nei quartieri centrali e di pregio – come Prati, Parioli, Flaminio, Pinciano e Trieste – i rincari hanno toccato punte del 20%. Il risultato è un paradosso: invece di arricchire il mercato turistico, l’effetto Giubileo ha finito per spingere verso l’alto i prezzi delle locazioni residenziali, incidendo soprattutto sulle famiglie e sugli studenti alla ricerca di soluzioni abitative. In questo modo, le aspettative legate all’Anno Santo hanno prodotto un boomerang sul mercato immobiliare romano. Il Tempo, 20 agosto 2025
  • M. Lignelli, “Arrivano i primi no alle autorizzazioni per avviare affitti brevi”. Firenze. Con il nuovo regolamento entrato in vigore il 31 maggio, a Firenze chi vuole aprire un’attività di affitti brevi – anche fuori dal centro storico Unesco – deve ottenere un’autorizzazione quinquennale per ogni unità immobiliare, oltre al Codice identificativo nazionale. Sono state presentate finora 57 richieste: 23 approvate, 18 respinte e le restanti ancora in valutazione. Esistono deroghe temporanee per chi già operava prima della fine del 2024 o per chi ha aperto entro il 31 maggio 2025. Secondo l’assessore al turismo Jacopo Vicini, i primi risultati sono già visibili, mentre il regolamento si inserisce nella nuova legge regionale sul turismo, attualmente impugnata dal governo. La Repubblica (Firenze), 11 agosto 2025
  • G. Carini, “Il nuovo codice per i B&b, due su dieci non ce l’hanno, Roma sotto la media”. A Roma e provincia ci sono circa 54mila strutture ricettive registrate, ma solo 44mila sono in regola con il nuovo Codice identificativo nazionale (CIN) obbligatorio per i B&B. La legge prevede che il codice sia esposto all’esterno e riportato su tutte le piattaforme online, ma due strutture su dieci ne sono ancora prive, collocando la Capitale al di sotto della media nazionale. L’obiettivo della normativa è contrastare l’abusivismo e garantire maggiore trasparenza. I controlli, gestiti dalla Regione, hanno già individuato numerose irregolarità e sono previste sanzioni per chi non si adegua. Il Messaggero, 11 agosto 2025
  • F. Rossi, Turismo. “Ma il settore piace ai romani. Aumenta ricchezza e lavoro”. L’articolo riporta i principali risultati di un sondaggio Ipsos sulla percezione del turismo dei cittadini romani. Il turismo a Roma è visto positivamente da una parte rilevante dei romani (mai dalla maggioranza, n.d.r.) quanto a benefici economici e culturali, pur lamentando effetti collaterali come traffico, rifiuti e affitti in aumento. Da questo punto di vista alcuni dei risultati dell’indagine riportati nell’articolo segnalano come: il 49% dei romani consideri il turismo un’opportunità economica e culturale; il 44% sottolinei l’aumento dei posti di lavoro come effetto positivo; il 41% apprezzi la maggiore offerta di eventi e iniziative. Allo stesso tempo il 36% segnala negativamente l’aumento del traffico e il 42% chiede un miglioramento delle infrastrutture. Soprattutto (e sono le uniche maggioranze rilevate, n.d.r.) il 59% degli intervistati accoglierebbe con favore regole più rigide sugli affitti brevi e il 53 % si è dichiarato d’accordo con la stretta sulle Key-box. Il Messaggero, 30 luglio 2024
  • L. Bison, “Da Parigi al Giubileo: ora i turisti fuggono dagli eventi”. Alle porte della settimana clou del Giubileo per la quale sono stati attivati un’enormità di strutture e servizi, l’articolo analizza le cause dei dati deludenti sugli afflussi turistici. Certo, come dichiara il presidente di Federalberghi Roscioli, gli alberghi sono l’ultima opzione per il turismo religioso, ma rimane che le prenotazioni sono in calo nonostante gli hotel abbiano ridotto personale e prezzi. Sembra che i turisti inizino a evitare i grandi eventi internazionali, religiosi o culturali, come le Olimpiadi di Parigi 2024 o il Giubileo di Roma 2025. Un campanello d’allarme per il nostro paese che nel 2026 ospiterà le Olimpiadi invernali e che sembra non voler essere ancora registrato dalle autorità, Ministra del turismo in testa, che proseguono la narrazione tutta positiva del settore. Fra le cause della regressione si annoverano: che gli eventi di massa vengono ora percepiti come complicati da gestire, affollati, costosi e poco sicuri e che l’effetto post-Covid ha lasciato in eredità una preferenza per vacanze più tranquille, nella natura o in località meno affollate alla ricerca di autenticità, sostenibilità e meno stress. Il Fatto quotidiano, 28 luglio 2025
  • A. Vivaldi. “Affitti brevi arriva il terzo ricorso al Tar stavolta contro il regolamento del Comune”. Firenze: per gli affitti brevi sarà ancora battaglia legale. Lo scontro tra gli imprenditori degli alloggi turistici e il Comune di Firenze non si ferma. E ancora una volta tornerà davanti a un giudice. Property Managers Italia, una delle principali associazioni del paese che riunisce privati imprenditori del settore ha presentato il terzo ricorso al Tar, contro  regolamento approvato a maggio dalla sindaca Sara Funaro. A Firenze le locazioni turistiche brevi sono 16mila, a fronte di 7mila megozi di vicinato e 2mila eservcizi di somministrazione, vanno regolamentate come tutte le altre attività, sotengono gli amministratori. Forza Italia si schiera con gli imprenditori ritenendo le norme “vessatorie”. La Repubblica Firenze, 25 luglio 2025
  • A. Ievolella. “Il b&b deve chiudere e lo dice il condominio”. Decisione esemplare della corte d’appello di Roma che chiude un affittacamere nei pressi del Colosseo. L’azione giudiziaria era partita nel 2017, ma il regolamento di condominio fin dal 2003 vietava la possibilità di aprire “attività finalizzate alla produzione e allo scambio di servizi”. Il fatto che i condomini abbiano tollerato l’attività fin dal 2007 non ha fatto testo per i giudici. Il Tempo, 21 luglio 2025
  • D. Preziosi “Fuksas: «Il potere è dei fondi e Airbnb, le città hanno perso gli abitanti. La politica? Ormai è impotente»”. Massimiliano Fuksas, nell’intervista, riflette sul profondo cambiamento delle città contemporanee, con Milano come esempio emblematico. Secondo l’architetto, non è tanto una questione di quanto si costruisce, ma di per chi si costruisce. Oggi le città attraggono ricchezza, ma espellono i residenti reali, soprattutto le classi popolari e medie. Questo processo ha portato alla scomparsa della comunità urbana, sostituita da una popolazione temporanea fatta di turisti. Un ruolo centrale in questo svuotamento lo hanno le piattaforme come Airbnb, che, attraverso gli affitti brevi, trasformano le case in luoghi anonimi e impersonali, senza relazioni, senza proprietari riconoscibili. Le città diventano così spazi di consumo, non più di vita. Fuksas denuncia il dominio crescente dei fondi immobiliari internazionali, che possiedono migliaia di immobili e agiscono fuori da ogni controllo locale. La politica, secondo lui, non ha più gli strumenti per intervenire efficacemente: può solo limitarsi a iniziative minime e periferiche. Anche le leggi urbanistiche sono antiquate e inadeguate a regolare questi nuovi fenomeni globali. In questo scenario, l’architetto lancia un allarme, ma mantiene una speranza: l’ingiustizia sociale è troppo profonda per non provocare, prima o poi, una reazione. Domani, 19 luglio 2025
  • M.E. Fiaschetti, “Turismo a Roma, il boom degli arrivi fa volare gli incassi: tesoro di 200 milioni dalla tassa di soggiorno”. Nell’ultimo anno, il contributo di soggiorno incassato dal Comune di Roma ha raggiunto i 200 milioni di euro, segnando un notevole incremento rispetto al 2023, grazie all’aumento dei flussi turistici e all’intensificazione dei controlli contro l’evasione. Una parte significativa delle entrate deriva non solo dagli alberghi, che applicano tariffe variabili in base alla categoria, ma anche dalle strutture extralberghiere come affittacamere, bed & breakfast e case vacanze, dove il contributo oscilla tra i 3 e i 6 euro a notte. Queste ultime, tuttavia, rappresentano anche un punto critico: sono numerose le violazioni riscontrate, con oltre 1.500 irregolarità rilevate su 6.000 controlli e 30 strutture abusive chiuse nei soli primi tre mesi dell’anno, a conferma della crescente diffusione – e talvolta opacità – degli affitti brevi nella Capitale. Il Comune utilizza le entrate del contributo per finanziare una vasta gamma di interventi, dalla promozione culturale alla manutenzione urbana, passando per il miglioramento dei trasporti e la tutela dell’ambiente. L’assessora al Bilancio, Silvia Scozzese, sottolinea che queste risorse permettono alla città di sostenere il peso economico del turismo, migliorando la qualità della vita tanto per i residenti quanto per i visitatori. Tuttavia, il fenomeno degli affitti brevi, in rapida espansione, impone una crescente attenzione da parte dell’amministrazione, sia per evitare perdite fiscali che per garantire standard adeguati nel settore ricettivo. Corriere della Sera, Roma, 13 luglio 2025
  • M.Gabanelli, A.Priante, “Affitti brevi per turisti. Il business delle pulizie”. Affittare per una notte un appartamento a Milano, Roma o Bologna può sembrare una soluzione comoda e flessibile rispetto agli hotel, ma spesso il costo reale è gonfiato da spese accessorie, in particolare quelle di pulizia. Con la crescita degli affitti brevi – quasi mezzo milione di case in Italia, prevalentemente gestite da privati ma con un numero crescente di società specializzate – è esploso anche un business parallelo, quello della gestione degli immobili da parte di agenzie come BnButler. Queste si occupano di ogni aspetto, dal prezzo alla pulizia, e talvolta propongono tariffe che nascondono guadagni non sempre trasparenti. Un esempio eclatante: su un affitto di 215 euro per una notte a Milano, il proprietario incassa solo 17 euro, mentre 120 euro sono addebitati per pulizie. In alcuni casi, queste spese superano il reale costo del servizio – stimato attorno ai 18 euro – lasciando margini che rientrano tra i profitti societari. Il sistema genera effetti distorsivi, penalizza i proprietari e rende sempre più difficile trovare abitazioni a prezzi accessibili per lavoratori e studenti, aggravando il problema dell’emergenza abitativa nelle grandi città. Corriere della Sera, 9 luglio 2025
  • D. Acquaro, C. Dell’Oste, “Primo test sulla maxi cedolare secca: paga il 26% solo un locatore su dieci”. Esame dei primi risultati dell’applicazione della nuova cedolare secca al 26% sugli affitti brevi, introdotta per contrastare l’evasione fiscale e regolamentare meglio il settore. Dai dati emerge che solo una piccola parte dei locatori ha scelto questa nuova tassazione, mentre la maggioranza continua a preferire le vecchie aliquote, soprattutto per le case destinate a un solo affitto breve. La diffusione degli affitti brevi rimane molto alta, in particolare nelle città turistiche come Firenze, dove questo tipo di locazione è predominante. Tuttavia, la nuova tassa ha avuto finora un impatto limitato. Il controllo fiscale sugli affitti brevi, spesso gestiti tramite piattaforme online e intermediari, si conferma difficile, nonostante i nuovi obblighi di comunicazione. Secondo l’articolo, per ottenere effetti concreti sulla regolamentazione e sul gettito fiscale saranno probabilmente necessari ulteriori interventi. Il Sole 24 Ore, 30 giugno 2025
  • L. Cavestri, “Affitti brevi, nelle città prezzi +4,7% a giugno”. Nel mese di giugno, i prezzi degli affitti brevi nelle città italiane hanno registrato un aumento medio del 4,7%, una crescita che riflette la carenza di offerta e una domanda sempre più sostenuta, soprattutto durante la stagione turistica. Circa il 30% degli immobili disponibili per l’affitto breve proviene da eredità, un fenomeno che contribuisce a ridurre la disponibilità di case sul mercato residenziale tradizionale. Secondo l’istituto di ricerca Scenari Immobiliari, la scarsità dell’offerta è aggravata dai maggiori costi di gestione per i proprietari, ma la domanda continua a crescere, spinta sia dai turisti sia da coloro che si spostano temporaneamente per lavoro. In città come Venezia, Firenze e Roma, i canoni giornalieri hanno raggiunto livelli particolarmente alti, esercitando una forte pressione sui residenti. L’espansione degli affitti brevi, facilitata dalle piattaforme online, continua a modificare il mercato immobiliare urbano, accentuando il fenomeno dell’overtourism e alimentando il dibattito sulle conseguenze sociali di questo tipo di locazione. Il Sole 24 Ore, 30 giugno 2025
  • M. Ceci, “Gli italiani iniziano ad accusare l’overtourism”. Un’indagine condotta da Unipol rivela che gli italiani stanno diventando sempre più critici nei confronti del turismo di massa. Sebbene molti riconoscano i benefici economici del turismo, in particolare nel Sud e nelle isole, cresce la percezione dei problemi legati all’overtourism, come l’aumento dei rifiuti, i luoghi sovraffollati e la riduzione di alloggi disponibili per i residenti, soprattutto a causa dell’espansione degli affitti brevi. Le città più colpite da questi effetti sono Verona, Firenze e Roma. I residenti delle aree metropolitane, in particolare, mostrano un forte disagio e sarebbero favorevoli all’introduzione di vincoli più stringenti sugli affitti brevi, sul modello di città come Barcellona. L’overtourism è visto non solo come una questione locale, ma anche come un fenomeno che può incidere sull’identità e sulla qualità della vita urbana. Il Sole 24 Ore, 30 giugno 2025
  • S. Piras, “Affitti brevi in frenata, guadagni sotto le attese in calo i nuovi B&B”. Roma, il mercato degli affitti brevi sta rallentando rispetto alle aspettative, con guadagni inferiori a quelli attesi e una diminuzione dei nuovi bed & breakfast. Lo rileva un Report di “Solo Affitti” , redatto a fine maggio e focalizzato sui primi sei mesi giubilari, secondo cui il tasso di occupazione delle case vacanza si attesta oggi intorno al 70%, in calo rispetto al 2024, e molti gestori stanno iniziando a preferire le locazioni tradizionali, considerate più sicure e redditizie. Nonostante il boom turistico, le difficoltà gestionali, i costi imprevisti e la concorrenza spingono diversi proprietari a rivedere le proprie strategie. Nei quartieri dove gli affitti brevi erano considerati una garanzia di profitto, come il centro storico, si registra ora una minore redditività rispetto alle locazioni classiche con contratti lunghi. A Roma, in media, un affitto breve garantisce una rendita netta del 3,3%, mentre con i contratti tradizionali a lungo termine si può arrivare fino al 3,8%. Questa tendenza è rilevata anche in altre città come Milano, Napoli e Firenze, dove il rendimento degli affitti brevi non sembra più giustificare i maggiori rischi e le complicazioni organizzative. I gestori si trovano spesso a dover affrontare spese impreviste, come danni e riparazioni, e a fare i conti con tariffe non sempre competitive. La fase di crescita esplosiva di questo settore sembra quindi essersi esaurita, con una domanda che sta tornando a preferire formule più stabili. Il Messaggero, 25 giugno 2025
  • Ch. Adi., Ste. Pir, “Dal centro storico al Vaticano, le zone dove si prenota di più”, A Roma, le zone dove si registrano più prenotazioni per affitti turistici sono il centro storico, Trastevere e l’area del Vaticano. Nonostante la crescita turistica, alcune aree della città faticano a ottenere risultati economici significativi e le aspettative di guadagno non sempre si concretizzano. Trastevere, in particolare, continua a essere uno dei quartieri più richiesti con prezzi elevati per notte, soprattutto nei weekend di settembre, mentre la zona di Monti mantiene una forte attrattiva grazie alla vicinanza al Colosseo. Tuttavia, il tasso di occupazione generale degli affitti brevi sta diminuendo rispetto all’anno precedente e la finestra di prenotazione si è accorciata, segno di una domanda meno prevedibile e più frammentata. Anche nei quartieri come San Lorenzo, Parioli e Ostia si registra un calo, sia in termini di occupazione che di anticipo nelle prenotazioni. Per molti proprietari la redditività degli affitti brevi sta diventando meno vantaggiosa rispetto agli affitti di medio-lungo periodo destinati a lavoratori o studenti, considerati più sicuri e continuativi. La concorrenza crescente e le difficoltà di gestione stanno spingendo a ripensare le strategie di locazione in diverse aree della città. Il Messaggero, 25 giugno 2025
  • L. Monticelli, “La casa impossibile”. La difficoltà di trovare casa nelle grandi città italiane sta diventando un problema sempre più serio, tanto da ostacolare la mobilità lavorativa e compromettere la crescita economica. Affitti troppo alti, mancanza di alloggi accessibili e scarsità di nuove costruzioni rendono impossibile soddisfare la domanda di lavoratori, soprattutto giovani e con redditi medio-bassi. Secondo costruttori e sindaci, circa il 50% dei profili professionali richiesti non riesce a trovare una sistemazione adeguata nelle aree urbane più dinamiche, aggravando il cosiddetto “disagio abitativo”. L’offerta di case si è bloccata per la complessità burocratica e per i costi crescenti delle materie prime, mentre il mercato degli affitti a lungo termine è sempre più penalizzato dalla concorrenza degli affitti brevi, come quelli per turisti. I sindaci chiedono interventi urgenti per favorire edilizia residenziale accessibile, incentivare la costruzione di alloggi per lavoratori e studenti, semplificare le procedure e introdurre forme di calmierazione degli affitti. La mancanza di una strategia nazionale sul tema rischia di allontanare le persone dalle grandi città, bloccando la crescita economica e sociale. La Stampa, 25 giugno 2025
  • D. Verucci, “Confermato, il Giubileo ha fenato i flussi. Il vero boom è atteso per il prossimo biennio”. Contrariamente alle aspettative, il Giubileo ha rallentato anziché incentivare i flussi turistici e determinato una carenza di visitatori di fascia alta. Secondo Federalberghi Roma i motivi della parziale stagnazione sono probabilmente da attribuirsi alle limitazioni logistiche, ai lavori in corso e a una percezione di “città in transizione”. Come ha sottolineato Giuseppe Roscioli, presidente dell’Associazione, nel corso della sua 75ª Assemblea annuale, il “boom” si prevede invece per il biennio 2025-2026, soprattutto in estate. Numerosi i dati, anche di dettaglio, forniti dagli albergatori, quali quelli inerenti i tassi di occupazione degli hotel da parte dei turisti, comunque elevati (il 78% della ricettività) nel 2024. In positivo già per il 2024, e soprattutto per le previsioni del prossimo biennio, soprattutto i dati forniti dall’Aeroporto di Fiumicino. Parzialmente soddisfatto l’Assessore al Turismo Onorato che ha ribadito come gli eventi internazionali rappresentino un importante volano turistico, pur non riuscendo sempre ad aumentare la durata delle permanenze. Il Tempo, 19 giugno 2025
  • G. Car , “La task force per limitare i B&b. Regole su utilizzo e sicurezza”. Il Campidoglio ha avviato la creazione di una task force per regolamentare la diffusione incontrollata di Bed & Breakfast e affitti brevi nel centro storico di Roma, fenomeno che contribuisce alla turistificazione della città. La Giunta capitolina ha approvato la formazione di un Tavolo tecnico composto dagli assessorati competenti (Urbanistica, Casa e Patrimonio, Turismo) e i Presidenti delle relative Commissioni capitoline, con il compito di elaborare una proposta normativa di regolamentazione del fenomeno a Roma chiara ed equilibrata. L’obiettivo è salvaguardare il patrimonio culturale, tutelare la vivibilità dei residenti e contrastare le attività abusive che danneggiano gli imprenditori onesti. Tra i promotori figurano gli assessori Alessandro Onorato, Maurizio Veloccia e Tobia Zevi, i quali puntano a una sintesi normativa entro la fine del 2025, da inserire nella revisione del Piano regolatore. Il dibattito trae ispirazione anche dalle esperienze di altre città come Firenze, che ha limitato gli affitti brevi nel centro storico, e mira a trovare un equilibrio tra esigenze economiche e tutela del territorio. Il problema, secondo l’assessore Zevi, è aggravato dall’assenza di regole statali univoche, che porta a interventi locali non sempre efficaci. Il presidente della commissione Patrimonio e politiche abitative  Yuri Trombetti ha evidenziato l’urgenza di un quadro normativo nazionale che permetta di disciplinare il fenomeno. Il confronto è aperto e si cercano soluzioni che possano conciliare diritti di residenti, operatori del settore e visitatori. Il Messaggero, 11 giugno 2025
  • L. Garrone, “Affitti più cari e introvabili”. Numerosi i dati e interessanti le spigolature del rapporto di “Solo Affitti” da cui l’articolo prende spunto. In primis l’aumento dei canoni mensili dovuto al turismo, che a Roma sono cresciuti in un anno, dal 2023 al 2024, del 13 %. E poi: tempi rapidissimi per trovare un inquino, soluzioni difficilissime per chi la casa la cerca, che si trova in un quadro di opportunità sempre più ridotte e periferiche. Secondo il rapporto A cercare appartamenti in affitto sono per il 35% i cosiddetti giovani-adulti (25-35 anni), seguiti dalle fasce d’età comprese fra i 35 e i 50 anni (21%).  La scelta dell’affitto è spesso motivata dalla difficoltà d’accesso al credito bancario, ma anche da uno spirito di maggiore flessibilità nelle scelte esistenziali. A fronte di tutto ciò pesa il dato sulle case sfitte che a Roma oscilla fra le 330mila unità (fonte Istat) e le Airbnb 240mila (fonte Airbnb). L’articolo è corredato da tre interviste a:
  • Federico Traldi (Albaa): “Senza il 36mila bnb pellegrini e turisti dove dormivano?”
  • Maria Luisa Mirabile (GRoRAB): “240mila alloggi sfitti. Mercato drogato dalle locazioni brevi”
  • Giulia B. (studentessa): “Una sola stanza costa anche 750 euro e trovarla è difficile”. Il Corriere della sera, 8 giugno 2025
  • M. Carta, “Nessuno riscatta i lucchettoni rimossi”. A Roma, prosegue il contrasto alle cassette di sicurezza utilizzate per la consegna automatica delle chiavi, spesso impiegate in affitti turistici non regolamentati. Nonostante le numerose operazioni della polizia locale e la confisca di centinaia di dispositivi, i risultati restano limitati: i proprietari raramente recuperano le chiavi perché per farlo devono pagare una sanzione di 400 euro. In molti casi preferiscono semplicemente cambiare la serratura. La normativa impone una multa, ma spesso resta solo virtuale, dato che è difficile identificare i responsabili. L’anonimato garantito da questi dispositivi rende complicato risalire al proprietario, visto che le cassette non riportano nomi o riferimenti. Gli agenti trovano frequentemente le cassette vuote o con messaggi lasciati da chi le ha abbandonate. La situazione riflette un problema più ampio legato al proliferare degli affitti brevi e alla difficoltà di controllo da parte delle autorità. La Repubblica, 28 maggio 2025
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  • V. Lupia, “I gestori dei b&b festeggiano, le keybox non sono più illegali”. I giudici del TAR del Lazio hanno dato il via libera all’uso delle keybox, e hanno confermato la possibilità di identificare gli ospiti da remoto, annullando l’obbligo di effettuare il check-in di persona imposto dal Ministero dell’Interno. Secondo i magistrati, quella misura limitava troppo la libertà imprenditoriale dei gestori e mancava di fondamento, soprattutto perché giustificata con l’arrivo dei pellegrini per il Giubileo, senza però fornire dati precisi su questo afflusso. Le associazioni che rappresentano il settore extralberghiero hanno accolto con favore la decisione, dopo essere state costrette ad assumere personale per rispettare la normativa contestata. Nonostante ciò, il Comune di Roma ha fatto sapere che non intende fare marcia indietro: le keybox installate su spazi pubblici continueranno a essere considerate illegali, in attesa che il governo intervenga con una legge strutturale sugli affitti brevi. Nel frattempo, oltre 500 dispositivi sono già stati rimossi dalla città, mentre i B&B segnalano un calo nella redditività, stretti tra regolamenti sempre più rigidi e incertezze normative.
  • F. Celata (Memotef-La Sapienza), “La sentenza avrà effetti sui lavoratori”
  • D. Pileri (Prolocatur), “Torneremo all’identificazione da remoto”, La Repubblica, 28 maggio 2025
  • A. Ribaudo. “Affitti brevi, cambiano le regole, il check-in va bene da remoto”. Cambiamento normativo riguardante gli affitti brevi, con particolare riferimento alla sentenza del TAR del Lazio che ha annullato una circolare del Viminale. Tale circolare imponeva ai gestori di case vacanza e B&B l’obbligo di identificare personalmente gli ospiti al momento del check-in, escludendo quindi l’utilizzo di tecnologie di accesso da remoto, come le cassette portachiavi intelligenti. Il TAR ha stabilito che questa imposizione violava il principio di proporzionalità e rappresentava un eccesso di potere, poiché costringeva i gestori a una presenza fisica non sempre necessaria e gravosa. Secondo i giudici, la sicurezza non può essere garantita solo con la presenza fisica, ma anche attraverso strumenti digitali, ormai ampiamente utilizzati e affidabili. Il dibattito rimane acceso: da un lato le associazioni del settore, come l’Associazione Italiana Gestori Affitti Brevi, accolgono con favore la decisione, sostenendo che il sistema di identificazione da remoto sia efficace e sicuro. Dall’altro lato, alcuni rappresentanti delle forze dell’ordine e dei comuni temono che l’eliminazione dell’identificazione di persona possa rendere più difficile il controllo del territorio, soprattutto nei centri storici soggetti a forte pressione turistica e affitti non regolamentati. L’articolo sottolinea anche la complessità della normativa sugli affitti brevi, spesso al centro di scontri tra esigenze di sicurezza, libertà imprenditoriale e gestione del turismo urbano. Corriere della Sera, 28 maggio 2025
  • D. Verucci, “Self check-in, tutto come prima, Ok alla modalità da remoto”. Il TAR del Lazio ha annullato la circolare del Ministero dell’Interno emanata il 18 novembre, che imponeva ai gestori di affitti brevi l’obbligo di identificare di persona gli ospiti, escludendo di fatto il self check-in. Secondo i giudici, tale obbligo era sproporzionato e non giustificato nemmeno dalle motivazioni legate alla sicurezza o all’antiterrorismo, in quanto non esiste una dimostrazione concreta che il riconoscimento “de visu” sia più sicuro del check-in da remoto. La decisione segna quindi un ritorno alla possibilità per i gestori di strutture ricettive di utilizzare sistemi automatizzati per l’ingresso degli ospiti, senza necessità di presenza fisica. Il TAR ha anche osservato che la circolare affrontava indirettamente questioni urbanistiche, come l’occupazione del suolo pubblico con keybox non autorizzate, che dovrebbero però essere regolate con strumenti normativi diversi. La sentenza è accolta con soddisfazione da parte delle associazioni di categoria, che sottolineano come esistano oggi numerose tecnologie affidabili e sicure per verificare l’identità degli ospiti a distanza. Il provvedimento del Viminale, spiegano, aveva creato molti problemi soprattutto a chi gestisce appartamenti in luoghi distanti o a chi non ha personale fisso sul posto. Ora si auspica un dialogo più costruttivo con il governo per trovare una regolamentazione chiara che non penalizzi l’innovazione nel settore degli affitti brevi. Il Tempo, 28 maggio 2025
  • G. Andreoli. F.M. Magliaro, “B&B, torna il self check-in, Il tar dà ragione ai gestori ‘Era un onere eccessivo’”. Una decisione del TAR ha annullato la circolare del Viminale che obbligava i gestori di B&B, case vacanza e affitti brevi a identificare personalmente gli ospiti all’arrivo. Secondo i giudici, questo obbligo rappresentava un onere eccessivo per i gestori, soprattutto in un settore che ormai fa largo uso della tecnologia e del self check-in. Di conseguenza, torna possibile utilizzare i sistemi automatizzati per l’accoglienza degli ospiti, come le keybox. Nonostante la sentenza, l’assessore comunale Onorato ha precisato che le keybox installate abusivamente su suolo pubblico restano comunque illegali a Roma, a meno che non abbiano ricevuto un’autorizzazione specifica. L’articolo riporta che nella Capitale ci sono circa mille keybox, metà delle quali su suolo pubblico, e che in molti casi sono già state rimosse. La decisione del TAR è stata accolta con favore dalle associazioni di categoria, che la vedono come una vittoria per la semplificazione del settore. Tuttavia, il Ministero dell’Interno sta valutando la possibilità di presentare ricorso al Consiglio di Stato. Il Messaggero, 28 maggio 2025
  • F. Rossi, “Troppi turisti, Roma ai ripari”. Roma è sempre più colpita dal fenomeno dell’overtourism, con un afflusso eccessivo di turisti concentrato nel centro storico. Per affrontare il problema, la Capitale guida una rete di città italiane – tra cui Firenze, Milano, Venezia e Napoli – chiedendo al governo maggiore autonomia, in particolare per regolamentare gli affitti brevi come i B&B, sul modello di Venezia. L’obiettivo è duplice: da un lato, alleggerire la pressione turistica sul centro storico attraverso la promozione di itinerari alternativi e la valorizzazione delle periferie; dall’altro, puntare su un modello di turismo più sostenibile e di qualità, capace di distribuire meglio i flussi turistici e ridurre l’impatto negativo sul tessuto urbano. Il tema è stato discusso durante un incontro al ministero del Turismo nell’ambito del progetto “Grandi destinazioni italiane per un turismo sostenibile”, a cui hanno partecipato anche altre amministrazioni comunali interessate a trovare soluzioni condivise. Il sindaco Gualtieri sottolinea l’urgenza di strumenti normativi più efficaci, mentre il Comune avanza progetti per ridurre la pressione sul centro e migliorare l’esperienza dei visitatori. Corriere della Sera, 14 maggio 2025
  • V. Lupia, “Conclave e internazionali riempiono b&b e hotel ‘Non ci sono più stanze’”. Roma è al completo: bed & breakfast e hotel non hanno più camere disponibili. La città è stata presa d’assalto da fedeli provenienti da tutto il mondo per assistere al Conclave e scoprire il nuovo Papa, ma anche da turisti e appassionati di tennis, attratti dagli Internazionali al Foro Italico. Le prenotazioni sono schizzate alle stelle, con un aumento del 25% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, e la spesa media per notte ha raggiunto i 180 euro. Le richieste arrivano da ogni parte del globo, da Spagna e Francia fino a Singapore. Secondo Confesercenti, Roma sta affrontando un’ondata di oltre un milione di visitatori, creando una pressione notevole su strutture ricettive e trasporti. Anche il Comune, la Protezione Civile e il Vaticano sono impegnati nella gestione dei flussi, mentre gli operatori turistici confermano il boom senza precedenti e sottolineano come la città stia vivendo un vero e proprio “tutto esaurito. La Repubblica, 7 maggio 2025
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  • A. Arzilli, “Turismo e Conclave, Roma sold out”. L’articolo descrive un momento di straordinaria affluenza turistica a Roma, legato a una serie di eventi eccezionali, primo fra tutti l’addio a Papa Francesco. In occasione dei funerali, solo tra il 25 e il 26 aprile si sono registrati oltre 150 mila nuovi arrivi, per un totale di 320 mila presenze in città. L’ondata di pellegrini e visitatori ha quasi saturato il sistema ricettivo romano, con un tasso di occupazione degli alberghi e b&b vicino al 90%. A contribuire all’intenso flusso turistico sono anche eventi imminenti come il Conclave del 7 maggio, e il Giubileo. Anche il mondo dello sport e dello spettacolo dà il suo contributo: la presenza di Jannik Sinner agli Internazionali di tennis ha attirato ulteriori visitatori, così come le riprese cinematografiche e le grandi sfilate di moda. Di fronte a questa pressione, molti turisti scelgono località vicine per alloggiare, come i Castelli o il litorale laziale, mentre i prezzi in città sono aumentati fino al 10%. Roma vive dunque un periodo di “tutto esaurito”, segno di un grande richiamo internazionale ma anche di una sfida logistica e organizzativa per garantire ordine, sicurezza e accoglienza. Corriere della Sera, 3 maggio 2025
  • A. Arzilli, “Roma sa accogliere tutti, i grandi numeri ci esaltano”. Intervista all’assessore ai Grandi eventi, Turismo, Sport e Moda di Roma, Alessandro Onorato, che sottolinea come la città stia affrontando un periodo straordinario dal punto di vista turistico, grazie alla sua capacità organizzativa e alla collaborazione tra istituzioni e operatori. Dalla Pasqua al Conclave, passando per i funerali di Papa Francesco, Roma ha registrato numeri record di presenze, raggiungendo il sold out in hotel e b&b. Onorato evidenzia l’importanza della pianificazione e del “fare sistema”, affermando che Roma dà il meglio di sé quando riesce a organizzarsi in modo compatto. L’assessore ribadisce che la città sa accogliere tutti, ed è in grado di gestire eventi sempre più complessi grazie a un modello di collaborazione tra pubblico e privato. Parla di una “Roma che vince sempre” quando funziona come un sistema integrato. L’intervista tocca anche il tema dei controlli e della sicurezza, con l’assessore che assicura un’attenzione costante da parte della polizia locale, con mille agenti schierati ogni giorno e una media di 1.500 verbali al giorno per combattere degrado e abusivismo. Onorato chiude sottolineando come Roma continuerà a essere teatro di grandi eventi nei mesi a venire, dai concerti allo sport, dalle sfilate di moda agli appuntamenti religiosi, consolidando il suo ruolo di capitale internazionale degli eventi. Corriere della Sera, 3 maggio 2025
  • M.E. Fiaschetti, “B&b (anche abusivi) inarrestabili. Da inizio anno sono 2.300 in più”, Il fenomeno dei B&B a Roma, anche quelli abusivi, sta crescendo senza sosta. Nei primi tre mesi dell’anno si è registrato un saldo positivo di 2.300 nuove strutture, frutto della differenza tra aperture e chiusure. Nonostante i tentativi delle istituzioni di frenare la proliferazione delle strutture extra alberghiere irregolari, i controlli hanno portato finora solo alla chiusura di una trentina di attività per violazioni delle norme. Tra i trucchi più usati c’è la presentazione di nuove “Scia” (Segnalazioni di inizio attività) dopo che le precedenti autorizzazioni erano state revocate, simulando lavori mai eseguiti. Inoltre, si fa ampio uso dei “keybox”, spesso indice di affitti non controllati. Nonostante i controlli, il numero di strutture continua a crescere, spinto dalla grande domanda turistica e dalla convenienza economica. Le autoritàsottolineano la necessità di maggiore trasparenza e stanno intensificando le verifiche, anche con operazioni a sorpresa come quella recente nella zona di Termini. Corriere della Sera, 17 aprile 2025
  • C. Mozzetti, “B&b, scacco ai furbetti. Il trucchetto della ‘Scia’ per evitare la chiusura”, L’articolo descrive il nuovo stratagemma usato da alcuni gestori di B&B per evitare la chiusura dopo la revoca delle autorizzazioni. Si tratta del trucco della “Scia” (Segnalazione certificata di inizio attività), che viene ripresentata dopo la revoca, simulando falsi lavori di ristrutturazione per ottenere una nuova autorizzazione e continuare a operare illegalmente. Negli ultimi tre mesi, i controlli delle autorità hanno portato alla chiusura di 19 strutture extra alberghiere irregolari e alla rimozione di decine di “keybox”, usate spesso per affitti non controllati. L’assessore Onorato sottolinea che ci sarà tolleranza zero e controlli a tappeto con polizia locale e questura. L’articolo evidenzia come il fenomeno sia in crescita, e che nel 2025 si rischia di superare il numero di chiusure registrato in tutto il 2024. Le istituzioni stanno lavorando per contrastare queste irregolarità e salvaguardare il turismo regolare. Il Messaggero, 17 aprile 2025
  • M. De Ghantuz Cubbe, V. Lupia, “‘Licenza in vendita. Il business oscuro delle case vacanza’”.  L’articolo tratta del nuovo fenomeno della cessione delle attività di affitto breve a Roma. Il Giubileo non ha finora mantenuto le promesse di turismo e lauti guadagni e i gestori di affitti brevi recedono, chiedendo cifre salate di varie decine o centinaia di euro per la cessione della licenza (che in effetti non è tale secondo le leggi e normative attuali, n.d.r.), del mobilio e dell’attività avviata.  Il tutto solitamente non comprende la vendita delle mura, preferendo affittare mensilmente a chi deciderà di subentrare nell’attività. La Repubblica, 1 aprile 2025
  • V. Lupia, “Effetto Giubileo, troppi b&b così affittare casa è impossibile”. A febbraio i prezzi degli affitti a Roma hanno raggiunto la cifra record di 18,3 euro al mq. Un aumento di + 16% rispetto allo stesso mese del 2024. L’offerta invece da gennaio 2025 allo stesso mese dell’anno precedente è calata del – 2,9%. Non solo. Nel 2024 le famiglie che hanno iniziato a cercate una casa in affitto è aumentata del 25,4%, mentre lo stock degli appartamenti disponibili è diminuito dell’80%. Questi alcuni dei dati emersi da una ricerca MEMOTEF (Metodi e modelli per l’economia, il territorio e la finanza) dell’Università Sapienza di Roma. Crescita dei canoni e calo dell’offerta largamente dovuti alla torsione del mercato favorevole agli affitti brevi e sempre più avverso agli affitti standard. In molte zone, anche periferiche di Roma, come il Prenestino e non soltanto, i canoni sono aumentati del 26,8% mentre solo in quattro aree della città gli affitti sono diminuiti. Il caro affitti ha, fra le altre conseguenze, quella del sovraffollamento per le famiglie numerose che non possono permettersi appartamenti adeguati al numero di componenti. La Repubblica, 1 aprile 2025
  • E.P. “Rimosso 600 keybox ‘Siamo diventati un modello ’”.  Nel breve trafiletto si dà contro di come, secondo quanto dichiarato dall’assessore Onorato, Roma e la città catalana marcerebbero insieme sul contrasto dell’abusivismo degli affitti brevi e di come il sistema da lui escogitato di rimozione delle keybox sia diventato un modello in Europa. La Repubblica, 1 aprile 2025
  • M. E. Fiaschetti, “Cinquecento keybox da rimuovere”. Prosegue la lotta con rimozione delle keybox da parte del Comune. Ieri l’azione è stata nuovamente personalmente guidata dall’Assessore Onorato accompagnato dalla testimonial d’eccezione Laila Bonet Rull, Vicesindaca di Barcellona. L’articolo descrive la disseminazione delle keybox un po’ dovunque nel centro, su portoni e fra pali e fiori, riportando il dato delle 400 già rimosse e delle 500 ancora da rimuovere. Onorato conferma la sua opinione che a Roma non sarebbe applicabile un regolamento per la limitazione delle strutture extralberghiere e si dichiara “invidioso” delle possibilità di limitazione accessibili a Barcellona, a suo avviso a Roma non praticabili”. Il Corriere della sera, 1 aprile 2025
  • M. De Ghantuz Cubbe, “L’avviso ai condomini: ‘le key box vanno fatte rimuovere’”.  L’articolo descrive la decisione del Comune di Roma di contrastare l’uso illecito delle keybox, vale a dire di quelle attaccate senza autorizzazione a spazi pubblici o sugli edifici compresi nel perimetro della Carta di qualità. Gli amministratori di condominio sono stati contattati dal Comune attraverso le loro associazioni e invitati a collaborare per individuare i responsabili dell’installazione. A sua volta la Polizia locale sta inviando diffide per richiedere i documenti di autorizzazione e in caso di mancata risposta scatteranno le multe direttamente ai condomini con sanzioni di 400 euro per ogni keybox abusiva. Il Comune ha preso esempio da Barcellona, dove le cassettine porta chiavi sono già state rimosse. Per domani è prevista una nuova azione dimostrativa alla presenza dell’assessore Onorato e della vice sindaca di Barcellona, Laila Bonet Rull, oltreché del comandante della polizia municipale De Sclavis. Le autorità stanno intervenendo anche anche sulle strutture irregolari, chiudendole per alcuni giorni in varie zone della città. Ad esempio, in un b&b a Scalo San Lorenzo venivano ospitati turisti senza identità e non registrati. In un’altra struttura extralberghiera l’accesso era consentito con un codice ricevuto online senza check-in in presenza, violando la normativa. Le operazioni di controllo proseguiranno nella prospettiva prevista dalle norme: tutelare il decoro urbano e, indirettamente, la sicurezza. La Repubblica, 31 marzo 2025
  • L. Urbani, “Ospiti fantasma nei B&b blitz tra Prati e San Lorenzo. Chiuse 4 strutture illegali”. L’articolo descrive l’attività di controllo e sanzione in corso da parte del Comune di Roma di concerto con la Polizia municipale e prosegue descrivendo casi di accorpamento illegale fra strutture extralberghiere fantasma, di ospiti non registrati o di aumento illecito della capacità ricettiva. Oltre alle sanzioni pecuniarie le strutture sono state chiuse per alcuni giorni. Il Messaggero, 31 marzo 2025
  • G. Carini, “Onorato, lettera ai condomini ‘Segnalate dove sono le keybox’”.  Parte la fase 2 della lotta alle keybox. L’assessore capitolino Onorato scrive agli amministratori di condomino una lettera in cui chiede la loro una “collaborazione concreta” per la segnalazione delle keybox che, affisse sui palazzi rientranti nel perimetro della Carta di qualità, affacciano su suolo pubblico. In caso di mancata irreperibilità dei proprietari, il condominio dell’immobile che non avesse segnalato questo abuso sarà comunque tenuto a dover pagare 400 euro di multa. Messaggero, 31 marzo 2025
  • G. Ottaviani, “’Self check-in’ e ospiti fantasma. Stangate da Prati a S. Lorenzo”. L’articolo descrive le azioni di contrasto dell’abusivismo adottate dal Comune di Roma per contrastare strutture e ospiti fantasma, ma anche le pratiche di self check-in. Abusi e irregolarità di questa natura sono state individuati in diversi quartieri romani, dal centrale Rione Esquilino fino a Torre Angela, ed hanno comportato multe pecuniarie e chiusure di alcuni giorni.  Il Tempo, 31 marzo 2025
  • F. Rossi, Il Messaggero, “Affitti brevi, la denuncia: ‘Ogni anno sei milioni di turisti non registrati’” Giuseppe Roscioli torna a lanciare l’allarme sulla sicurezza generato da quelle che stima essere 15-20mila turisti al giorno, per un totale di circa sei-sette milioni l’anno, che visitano la Capitale senza essere registrati dalle strutture in cui soggiornano. L’articolo prosegue descrivendo (fra molte inesattezze, n.d.r.) le tipologie di affitto breve ad uso turistico, concludendo con le dichiarazioni dell’assessore capitolino al turismo Onorato che addita le lacune della normativa italiana, che in effetti consentono l’aggiramento dell’articolo n. 109 del TULPS relativo all’obbligo del check-in in presenza e richiamando l’azione capitolina di contrasto delle key-box. La task-force attiva da un anno per questo tipo di controlli ne ha effettuati 3.500 multando 1.200 esercizi: una struttura su tre è stata colta ad operare con qualche forma di irregolarità”.  Il Messaggero, 29 marzo 2025
  • A. Arzilli, M. Pelati, “B&b, 6 milioni di ospiti irregolari”.  Giuseppe Roscioli, presidente di Federalberghi Roma, lancia nuovamente l’allarme sulla sicurezza legato agli affitti brevi e annuncia l’invio di due denunce via pec indirizzate al prefetto e al Viminale. Il problema è originato soprattutto dalle strutture abusive, ma non soltanto.  Ogni giorno, dichiara, arrivano nella Capitale circa 20mila persone senza registrazione: anonimi che creano preoccupazioni in termini di controllo e sicurezza. La cifra delle strutture extralberghiere abusive si aggira, secondo le stime del Campidoglio, intorno alle 12-13mila unità; strutture che non registrano gli ospiti sul portale della Questura e non versano la tassa di soggiorno, causando preoccupazioni fra i cittadini e danni multimilionari alle casse pubbliche. Ma anche le strutture regolari (oltre le 30mila unità in città) spesso non effettuano controlli diretti, continuando ad utilizzare le key-box per la consegna delle chiavi agli ospiti, che restano una zona grigia della normativa. Il Corriere della Sera, 29 marzo 2025
  • R. Fr. “Esplosione nel b&b, tutto il complesso a rischio”. L’esplosione avvenuta in un b&b a Roma ha danneggiato l’intero complesso residenziale di due piani, in cui gli abitanti sono stati ora autorizzati a rientrare. La Procura ha aperto un’indagine per disastro colposo e lesioni. L’esplosione ha causato ustioni gravi a un turista scozzese, che ha riportato bruciature sul 70% del corpo ed è ricoverato in ospedale in condizioni critiche. I vigili del fuoco hanno effettuato controlli sugli edifici adiacenti per verificare la stabilità della struttura. Al momento, non è chiaro se la causa dell’esplosione sia stata una bombola di gas difettosa o una fuga di gas collegata all’impianto dell’edificio. Gli investigatori stanno esaminando la situazione per accertare il punto d’innesco dell’esplosione. Si sospetta che il problema possa essere stato generato dalle condizioni dell’impianto di gas e dalle condizioni generali di manutenzione del complesso. Il Corriere della sera, 25 marzo 2025
  • V. Errante, C. Mozzetti, “B&b esploso, il gestore: ‘IL rilevatore di gas c’era’. Ipotesi di disastro e lesioni”. Il turista ferito nell’esplosione del b&b di Via Vitellia è stato l’unico perché alloggiava nella parte più esterna del complesso, ma non è ancora chiaro cosa l’abbia determinata.  La Procura ha aperto un’indagine per disastro colposo e lesioni. Il gestore assicura la regolarità della struttura, compresi gli impianti e le dotazioni per la sicurezza. Gli inquirenti accerteranno queste condizioni e anche se nell’immobile fossero stati effettuati lavori non denunciati. Dopo il boato la parte più esterna della struttura si è sbriciolata in pochi secondi. Vigili del fuoco e inquirenti proseguono le indagini mentre il ferito, ustionato sul 75% del corpo, continuerà – se le sue condizioni fisiche lo permetteranno – ad essere trattato chirurgicamente. Il Messaggero, 25 marzo 2025
  • S. Piras, Dalla caldaia agli impianti tutte le norme da rispettare”. Considerata l’esplosione della palazzina in via Vitellia a partire da un b&b al suo interno, l’articolo affronta il tema della sicurezza negli impianti di riscaldamento e degli elettrodomestici all’interno delle strutture ricettive, evidenziando l’importanza del rispetto delle norme per sottolineare (erroneamente, n.d.r.) come un bed & breakfast non sia sinonimo di casa vacanze dal punto di vista normativo e della sicurezza. La sicurezza negli alloggi turistici è un aspetto fondamentale, spesso sottovalutato. L’articolo riporta come Fabrizio Cesari, primo dirigente della Polizia Amministrativa e Sociale (PASI) della Questura di Roma, avesse molto recentemente ricordato intervenendo a un convegno di un’associazione di rappresentanza dei gestori il recente caso di una giovane morta a Napoli per superficialità e incuria. Un problema centrale riguarda la manutenzione delle caldaie e la certificazione degli impianti, il cui malfunzionamento può creare gravi incidenti. Uno degli errori più frequenti nelle attività ricettive è la scarsa informazione e manutenzione degli impianti, inclusi quelli di riscaldamento ed elettrodomestici. È fondamentale, secondo l’articolo, conoscere da questo punto di vista le differenze tra un B&B e una casa vacanza e continua sostenendo (erroneamente, n.d.r.) che mentre il primo è assimilato a una struttura ricettiva, la seconda è un’abitazione privata affittata a turisti. Ed ancora, secondo l’articolo, la normativa sulla sicurezza imporrebbe regole differenziate fra le une e le altre, con l’obbligo per le sole strutture ricettive di disporre le sole strutture ricettive di rilevatori di gas e monossido di carbonio e di estintori devono essere presenti e segnalati (si tratta purtroppo di informazioni errate veicolate da questo giornale, al quale GRoRAB ha inviato immediatamente una lettera di correzioni con richiesta di rettifica, non pubblicata dal quotidiano, che riportiamo qui di seguito, n.d.r.). Il Messaggero, 25 marzo 2025
  • Testo della e-mail inviata da GRoRAB alla Cronaca del Messaggero. Soggetto: Richiesta di rettifica per gravi inesattezze articolo S. Piras “Dalla caldaia agli impianti tutte le norme da rispettare”. Buongiorno, segnaliamo le gravi sviste contenute nell’articolo pubblicato oggi, martedì 25 marzo, in Cronaca di Roma a firma di Stefania Piras: “Dalla caldaia agli impianti tutte le norme da rispettare”.  La giornalista sostiene che i rilevatori di gas e di monossido “sono obbligatori solo per gli alloggi turistici” inoltrandosi poi in una distinzione errata sugli obblighi di residenza imposti al gestore per le diverse tipologie di affitto breve. La prima precisazione, essenziale, da fare è che l’impianto antincendio e i rilevatori di monossido sono obbligatori per ogni tipo di struttura e non soltanto per quelle imprenditoriali, come nell’articolo viene scritto. Le altre sviste riguardano gli obblighi di residenza che non corrispondono a quelli indicati nell’articolo.  Siamo ormai tutti consapevoli di quanto gli alloggi ad uso turistico siano impattanti sugli equilibri abitativi e sociali di Roma (e di ogni altra città turisticamente attrattiva) e quanto un’esatta conoscenza delle norme possa aiutare cittadini e gestori a controllare almeno che l’esercizio per tali locazioni venga svolto seguendo le pur limitate norme oggi vigenti. Saremmo quindi grati di una rettifica pubblica della giornalista su quanto oggi da lei scritto, per la redazione della quale basterà leggere con la dovuta attenzione i Regolamenti n 8/2015. Rettifiche che sarebbero a nostro avviso doverose per l’importante ruolo svolto dal vostro giornale nel sistema informativo romano. A questo scopo, per facilitare almeno in prima battuta gli approfondimenti, ci permettiamo di segnalare i link al nostro sito:  https://riabitiamoroma.it/2024/03/30/lazio-roma-labirinto-regolamenti/ e https://riabitiamoroma.it/2025/01/23/affitti-brevi-le-novita-normative-e-regolative-del-2024/ . Su questo secondo aspetto (obblighi di sicurezza) consigliamo anche la lettura di del testo della norma (legge 191/2023) in cui, all’art. 13 ter, si chiarisce che “in ogni caso” tutte le unità immobiliari destinate ad affitti breve turistico devono essere munite dei dispositivi di sicurezza richiesti.   Certi di un vostro riscontro, inviamo i nostri saluti.  GRoRAB, 25 marzo 2025
  • C. Mozzetti, “Fuga di gas o suicidio c’è una doppia pista per l’esplosione del B&b”. Per l’esplosione e il crollo della palazzina in via Vitellia dovuti a una fuga di gas in un b&b gestito nell’immobile, le strade seguite dagli inquirenti sono due. Malfunzionamento degli impianti o delle bombole (di cui comunque non sembra esserci traccia), oppure gesto volontario del turista irlandese rimasto ustionato sul 70% del corpo e oggi in prognosi riservata. Nelle indagini appena avviate si propende la prima delle due ipotesi, anche se l’Italgas non ha al momento riscontrato malfunzionamenti. Dovranno essere effettuati carotaggi sull’intero complesso, ampio e storico, in cui la manutenzione risulta stata assai deficitaria, probabilmente anche a causa dei vincoli imposti all’antica struttura e delle conseguenti difficoltà a procedere con interventi di risanamento. Oltre al turista gravemente ustionato, risultano inagibili quattro appartamenti e due magazzini adibiti ad attività artistico-professionali. Il Messaggero, 24 marzo 2025.
  • M. Carta, “L’annuncio sparito e il rilevatore di gas indagine sul b&b”. L’appartamento situato in via di Vitellia 43, denominato “Mamma Roma” come b&b, appariva accogliente, con cucina attrezzata, soggiorno con divano letto matrimoniale, una camera matrimoniale e un bagno spazioso. Il costo per notte pagato dal turista oggi in fin di vita era di 200 euro. Il proprietario è un personal trainer residente nell’appartamento accanto, evacuato dall’appartamento dove risiedeva dopo l’esplosione, che esercitava l’attività di host da solo un mese, attratto dai guadagni possibili con questa attività, in particolare in vista del Giubileo. Immediatamente dopo l’incidente l’annuncio è stato rimosso dalla piattaforma di annunci online. Sono in corso le indagini e le autorità stanno effettuando accertamenti per valutare le condizioni di sicurezza dell’appartamento, con un’attenzione particolare ai dispositivi di rilevamento gas e monossido di carbonio. Si vuole capire se il sistema fosse funzionante e conforme alle normative e se ci fossero i dispositivi di sicurezza previsti per prevenire eventuali incidenti legati a fughe di gas. In ogni caso per alcuni vicini la tragedia era annunciata: “erano case vecchie (…) prima o poi doveva succedere”. La Repubblica, 24 marzo 2025
  • R. Frignani, “Palazzina distrutta dalla fuga di gas”. Per il crollo dell’edificio dovuto all’esplosione in una palazzina di Monteverde dove si svolgeva un’attività di affitto breve ad uso turistico che provocato il grave ferimento di un turista scozzese di 54 anni l’ipotesi più probabile è che l’esplosione sia stata causata da una fuga di gas, forse da una bombola. L’Italgas ha confermato che i contatori del gas dell’edificio erano integri. I vigili del fuoco hanno eseguito rilievi per individuare eventuali perdite e sostanze esplosive. La vittima è stata estratta dalle macerie dopo circa un’ora e ricoverato in gravi condizioni all’ospedale Sant’Eugenio con ustioni sul 70% del corpo. Al momento dell’esplosione, alle 8:40 del mattino, era solo nell’edificio. Il sospetto è che l’ambiente si fosse saturato di gas nelle ore precedenti e che un innesco elettrico abbia causato lo scoppio. Le autorità stanno verificando la regolarità della struttura ricettiva, un B&B chiamato “Mamma Roma”, che risulta autorizzato, ma adesso soggetto a ulteriori accertamenti. Il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, ha dichiarato che lo scoppio ha danneggiato anche il muro di Villa Pamphilj. Sono stati disposti interrogatori per i responsabili della struttura e per i residenti della zona, alcuni dei quali sono stati sfollati. Inoltre, potrebbero essere analizzati i filmati delle telecamere di sicurezza per ricostruire la dinamica. L’Associazione dei gestori di B&B ABBAC ha chiesto al Comune di verificare se la struttura avesse denunciato la presenza dell’ospite al portale AlloggiatiWeb e se fosse dotata di rilevatori di gas e impianti in sicurezza. Si ricorda che episodi simili si sono già verificati in altre città italiane, come Napoli e in Sicilia. Il Corriere della sera, 24 marzo 2025
  • R. Fr. “Sette ore al Colosseo? Di sicuro ne vale la pena”. Grant Paterson e il suo viaggio. Il turista scozzese aveva documentato la sua vacanza su Facebook postando foto di luoghi iconici come il Colosseo, Fontana di Trevi e San Pietro. Ironia della sorte, nel suo primo post aveva scritto: “Questa dovrebbe essere una bella settimana… se non vengo ucciso in qualche modo”. Oggi avrebbe dovuto fare rientro in Scozia. Le autorità italiane hanno avvisato la sua famiglia, che è arrivata a Roma per stargli vicino. L’inchiesta prosegue per accertare eventuali responsabilità e verificare le condizioni di sicurezza della struttura. Il Corriere della sera, 24 marzo 2025
  • A. D’ambrosio, “Affitti brevi, dal Viminale nuove regole per il check-in”. Soddisfatti  della riunione che si è svolta il giorno precedente al Ministero dell’Interno in tema di riconoscimento da remoto degli ospiti delle strutture extralberghiere: Confedilizia, Aigab (Associazione italiana gestori affitti brevi), Fiaip (Federazione italiana agenti immobiliari professionali) e le piattaforme Airbnb e Booking. È convinzione di Celani, presidente di Aigab, che “Prima di Pasqua una circolare dettaglierà la gestione da remoto”. Fornisce quindi una serie di specifiche tecniche sul tipo di soluzione che fanno intendere il successo ottenuto dalla proposta avanzata dagli operatori, che – a suo dire – sarebbe in grado di rispettare l’articolo 109 del Tulps e facilitare allo stesso tempo i gestori”. Il Sole 24 Ore, 21 marzo 2025.
  • R. Frignani, “Chiusi 300 b&b abusivi”. Sessanta strutture extralberghiere abusive scoperte dall’inizio del Giubileo, a cui si aggiungono le 259 in cui sono state verifucate irregolarità nelle autorizzazioni o nell’ampliamento degli ambienti. Sui 6.000 controlli effettuati dalla task-force speciale dei vigili urbani sugli affitti turistici sono state riscontrate oltre 1.500   violazioni, tra cui evasione della tassa di soggiorno, causando un ammanco di circa 2 milioni di euro nelle casse comunali.Sono state scoperte 200 strutture abusive e circa 3.000 verifiche hanno portato alla contestazione di 1.100 irregolarità. Il 60% dei B&B risulterebbe irregolare, e le autorità stanno intensificando i controlli, inclusi quelli sulle keybox (sistemi automatici per il ritiro delle chiavi), anche per ragioni di sicurezza. Su questo fronte i controlli sono stati finora 600. Corriere della Sera, 21 marzo 2025
  • D. Verucci, “L’alternativa alle key box è il check-in da remoto. Come in aeroporto”. Con la messa al bando da parte del Comune di Roma delle key box e vista la circolare del Ministero dell’Interno che ha ribadito l’illegalità del check-in a distanza, le associazioni dei gestori di affitti brevi partono al contrattacco e propongono alternative per continuare a non ricevere gli ospiti di persona controllandone i documenti. Farlo sarebbe scomodo e oneroso per chi vive fuori città o gestisce più di un appartamento, dicono, e propongono per bocca del presidente dell’Albaa (Associazione Laziale Bed & Breakfast Affittacamere e Affini) un sistema di check-in da remoto simile a quello aeroportuale: gli ospiti dovrebbero identificarsi tramite un documento collegato alla prenotazione. Questa è la soluzione proposta per correre ai ripari viste le 500 keybox rimosse nell’ultimo mese e le multe da 400 euro stabilite per i gestori “resistenti” e, in caso di loro irreperibilità, ai condomini. Il Tempo, 19 marzo 2025
  • D. Aquaro – C. Dell’Oste, “Affitti brevi in frenata: annunci online – 11%. Pesano Cin e redditività”. Secondo le rilevazioni svolte da Aigab(Associazione Italiana Gestori Affitti Brevi) a febbraio 2025 l’offerta di case per affitti brevi nei 20 capoluoghi di regione è scesa dell’11%, passando da 75.000 a 66.600 annunci. Calo più marcato a Firenze (-20%), seguita da Roma (-9%) e Milano (-8%). Secondo Aigab il fenomeno è dovuto all’eccesso di offerta, alla riduzione della domanda e ai nuovi adempimenti burocratici. Dal 2 gennaio 2025 ogni alloggio per affitto breve deve avere un Codice Identificativo Nazionale (Cin) che dovrà essere inserito nel modello 730, con controlli incrociati su chi applica la ritenuta fiscale del 21%. Al 14 marzo 2025, sono stati rilasciati 519.000 Cin, con una copertura dell’85% delle strutture registrate. Airbnb ha rimosso gli annunci privi di Cin, salvo quelli con affitti superiori ai 30 giorni o in fase di registrazione. Alla stessa data sono state rese obbligatorie dotazioni di sicurezza (estintori e rilevatori di monossido) che hanno comportato maggiori costi e reso meno conveniente l’attività, specialmente in aree periferiche o con bassa domanda. Aigab rileva inoltre che le imposte di soggiorno, che nel 2024 hanno fatto registrare incassi superiori a 1 miliardo di euro, nel 2025 dovrebbero aumentare di un ulteriore 17%. Inoltre dal 18 novembre 2024, il ministero dell’Interno ha ribadito l’obbligo stabilito dall’art. 109 del Tulps di identificare gli ospiti de visu. A Venezia, la polizia locale ha intensificato i controlli, con multe fino a 206 euro o arresto fino a 3 mesi per chi non rispetta la legge.  Alcune altre città, tra cui Roma, hanno iniziato a rimuovere le keybox. Per questo gli operatori propongono una verifica dell’identità a distanza tramite app, simile a quella per lo SPID. In relazione a tutto questo secondo l’Omi (Osservatorio del mercato immobiliare della Federazione italiana agenti immobiliari professionali, n.d.r.) sembra profilarsi una tendenza (al momento non quantificata, n.d.r.) verso gli affitti lunghi, specialmente a studenti o affitti a canone concordato (tassati con cedolare secca al 10%), mentre altri proprietari optano per il sommerso, pubblicizzando gli alloggi su canali privati senza CIN e accettando pagamenti in contanti. Il Sole 24 Ore, 17 marzo 2025
  • V. Costantini, “Rimossa la keybox, bed & breakfast chiuso dieci giorni”. L’articolo riporta la chiusura per dieci giorni di un bed & breakfast in via Nino Bixio (vicino alla stazione Termini), avvenuta durante un blitz della polizia per la rimozione delle keybox utilizzate per il self check-in degli ospiti, che venivano identificati da remoto. Nell’articolo si ricorda la Campagna promossa dall’amministrazione comunale contro le keybox e la precedente, ripetuta, azione di sabotaggio delle cassette da parte del collettivo “Robin Hood”, intese come simbolo dell’overtourism. Il Corriere della sera, 11 marzo 2025
  • F. M. Magliaro, “Riforma del Piano Regolatore. Dalla Regione c’è il via libera”. Arriva dalla Regione Lazio l’importante via libera affinché il Capodoglio prosegua l’iter di definitiva approvazione delle Norme Tecniche d’Attuazione (NTA) del Piano Regolatore. L’approvazione considera la profondità delle modifiche apportate, che comunque – secondo la Regione Lazio – conferma la validità dei suoi principi ispiratori. Esprime profonda soddisfazione l’assessore comunale all’Urbanistica Veloccia, che confida anche nell’esito positivo del confronto avviato con la Soprintendenza di Stato (dopo alcuni suoi recenti rilievi di tipo procedurale, n.d.r.) per approfondire le tematiche di tutela del paesaggio e del patrimonio storico-archeologico. Entro l’anno, quindi, valutate dal Comune anche le ulteriori osservazioni dei cittadini e dei comitati a cui ora le NTA sono aperte, si potrà disporre del testo finale, che aggiorna il precedente Piano del 2008. Il Messaggero, 6 marzo 2025
  • M. De Ghantuz Cubbe, “Lotta alle key box, la fase due. ‘Altri 400 lucchetti da togliere dalle strade del centro storico’”.  L’Assessorato al Turismo del Comune di Roma prosegue e rilancia con l’operazione di rimozione delle keybox. Dopo l’operazione avviata a fine gennaio di rimozione dagli spazi pubblici di 300 lucchettoni, ora l’intenzione è si estenderà agli spazi privati. Nel mirino ci sono 278 strade della zona Unesco censite grazie alle segnalazioni di migliaia di cittadini. L’aspettativa è di rimuovere altre 422 keybox ancora presenti in violazione della normativa vigente (art. 4 lettera G del Regolamento di Polizia municipale) che prevede una specifica autorizzazione della Sovrintendenza Capitolina o della Soprintendenza Speciale per ogni tipo di apposizione su edifici della zona Unesco o su palazzi inseriti nella Carta per la Qualità. Per ogni keybox installata la multa sarà di 400 euro e se il proprietario non sarà individuabile, la sanzione sarà a carico del condominio. Quindi da lunedì 10 marzo, i vigili urbani, accompagnati da addetti con tenaglie, inizieranno la rimozione delle keybox sui palazzi privati. Per quanto riguarda il check-in a distanza il 20 marzo si terrà un incontro al Ministero degli Interni con associazioni del settore (Confedilizia, Aigab, Fiaip, Aigo Confesercenti) per discutere soluzioni alternative. La proposta di ProLocaTur (l’associazione dei proprietari di case vacanza) è di rendere il check-in remoto più semplice, eliminando l’obbligo di riconoscimento “de visu”, come già avviene per le operazioni bancarie e giudiziarie online. Secondo l’assessore Onorato questa operazione del Comune di Roma mira a contrastare un turismo “dozzinale”, come l’ha definito, e a migliorare il decoro urbano. La Repubblica, 6 marzo 2025
  • V. Lupia, “Check-in da remoto secondo le regole. Ci prova il Viminale”. Il Ministero degli Interni ha organizzato un incontro, previsto in data odierna ma rinviato al 20 marzo, per discutere l’accoglienza turistica e l’implementazione di un check-in rapido, sicuro e da remoto. Alla riunione sono stati invitati diversi attori del settore, tra cui Confedilizia, Aigab (associazione dei property managers), Fiaip (Federazione italiana agenti immobiliari professionali), l’associazione Porti e Approdi turistici e Aigo Confesercenti. Il rappresentante di ProLocaTur, Associazione per la tutela dei proprietari che affittano a breve termine, sottolinea la necessità di superare il riconoscimento “de visu” per adottare modalità di accoglienza adeguate ai tempi. L’obiettivo è semplificare le operazioni per gli imprenditori, favorire il turismo e garantire la sicurezza per i residenti, evitando conflitti con i Comuni, come quello sulle keybox a Roma sollevato dall’assessore al turismo Alessandro Onorato. La Repubblica, 6 marzo 2025.
  • M. D. G. C., “Un villaggio di case vacanza grate, portoni e muti scrostati la metamorfosi di Monti”. Una passeggiata per le strade del sito Unesco per denunciare la diffusione delle key box su suolo pubblico e superfici private: “simbolo – sono le parole della giornalista, n.d.r. – di una prepotente imposizione: il sito Unesco non si rispetta, si sfrutta”. Le autorità hanno avviato un’azione di rimozione in seguito alla quale alcuni proprietari le stanno togliendo per evitare le sanzioni previste. Tuttavia, il fenomeno rimane diffuso, con keybox visibili ovunque, anche nei pressi di monumenti come il Colosseo e il Museo della Liberazione. La proliferazione di queste strutture non regolamentate è il sintomo di un turismo massivo che spesso non rispetta il contesto storico e urbanistico, trasformando il centro di Roma in un enorme b&b diffuso, con effetti negativi anche sulla gestione dei rifiuti e sulla convivenza nei condomini. La Repubblica, 6 marzo 2025.
  • L. Garrone, “Affitti brevi, sul mercato trentamila case”. Tra settembre 2024 e gennaio 2025, sono apparsi circa 5000 nuovi annunci di appartamenti per affitti brevi, portando il totale a 29.945 unità. Non solo. Secondo un’indagine condotta da “SoloAffitti” il 17,5% dei proprietari ha abbandonato le locazioni a medio-lungo termine per passare agli affitti brevi. L’effetto Giubileo ha avuto un impatto significativo sul mercato immobiliare, con un’aspettativa di aumento della domanda da parte di pellegrini e turisti stimata in 35 milioni di persone: così il prezzo medio a notte ha raggiunto i 199euro e il numero di locazioni turistiche è aumentato del 5% rispetto al 2024. Non sono manicati gli effetti sui prezzi degli affitti a medio-lungo termine: nelle zone centrali un bilocale supera i 1200 euro al mese, mentre un trilocale arriva a 1500 euro. L’effetto Giubileo ha accentuato l’emergenza abitativa di Roma, dove l’offerta per studenti e lavoratori è ridotta. Secondo Silvia Spronelli, fondatrice e ceo di “SoloAffitti”, il 38% dei proprietari che ha abbandonato gli affitti brevi non ha ottenuto i guadagni sperati, a causa della gestione complessa e della tassazione elevata e di una domanda turistica dovuta al Giubileo inferiore alle aspettative. Il Corriere della sera, 3 marzo 2025
  • V. Lupia, “Mercato degli affitti, flessione dei B&b più contratti lunghi”. L’articolo evidenzia una flessione degli affitti brevi (-2% a fine gennaio dal dicembre 2024) e – in parallelo – un aumento dei contratti di locazione a medio e lungo termine pari al 16% (dati Immobilare.it). Gli oltre 35.000 annunci di case in affitto sono sembrano troppo numerosi per una domanda inferiore alle aspettative, con una media di 79 notti l’anno prenotate per struttura e un guadagno medio che non arriva ai 10.000 euro. Spiccano nella media le 14.500 strutture extralberghiere che vengono regolarmente affittate (con 175 notti l’anno) e un introito medio di oltre i 21.000 euro. Ciononostante i canoni d’affitto hanno raggiunto cifre record.  Secondo il Centro studi del portale Idealista l’incremento è del + 16% rispetto al marzo dell’anno scorso e del 2,9% rispetto al gennaio di quest’anno. L’articolo prosegue riportando i prezzi medi d’affitto per quartiere, fra i quali spicca il rincaro più sostanzioso a Roma nel quartiere Prenestino, dove si registra un + 26,8%.  La Repubblica, 3 marzo 2025
  • V. L., “Portico d’Ottavia, canoni alle stelle. Si risparmia solo sul mare di Ostia”. L’articolo descrive l’aumento dei canoni di affitto nei quartieri centrali di Roma, con particolare riferimento alla zona del Portico d’Ottavia, dove i prezzi hanno raggiunto livelli record. Secondo i dati di Idealista, i prezzi degli affitti in alcune zone hanno raggiunto i prezzi più alti registrati dal 2012, il 16% in più rispetto allo stesso mese del 2024. E il 2,9% rispetto al mese di gennaio di quest’anno. Dopo una serie di dettagli sui prezzi al mq. in diverse zone romane, compresa l’indicazione dell’aumento percentuale dei prezzi nei diversi quartieri, fra cui spicca il Prenestino, viene segnalata Roma Est, e in particolare Ostia, dove i canoni sembrano risultano più bassi di. Nel complesso, comunque, il ritorno di alcuni immobili al mercato degli affitti a lungo termine non ha ancora abbassato significativamente i prezzi. La Repubblica, 3 marzo 2025
  • M. De Ghantuz Cubbe, “Onorato non indietreggia sulle key box. “Spariranno tutte nel giro di un mese”. Nonostante le minacce ricevute sui social in seguito all’iniziativa di rimozione delle key box l’assessore allo Sport, Turismo e Grandi Eventi Onorato dichiara di non volersi fermare. Prevede anzi la rimozione totale delle key box entro un mese, a fronte delle 200 già rimosse nei primi quattro giorni dall’avvio dell’azione condotta con la Polizia municipale e ribadisce la volontà di ripristinare il decoro urbano e contrastare l’abusivismo nel settore turistico.  Ha ricevuto la solidarietà delle associazioni dei residenti del centro storico e rassicura i gestori in regola che nulla hanno da temere. La Repubblica, 3 febbraio 2025.
  • “Meno residenti e negozi così il Centro cambia volto – Scuole a rischio chiusure”, L’articolo affronta il tema della trasformazione del centro di Roma, dove si registra una progressiva diminuzione dei residenti e delle attività commerciali tradizionali, a favore di esercizi rivolti principalmente ai turisti. Questo cambiamento sta modificando profondamente il volto della città, con conseguenze anche sui servizi essenziali come le scuole, alcune delle quali sono a rischio di chiusura per il calo degli alunni. Secondo Confartigianato Roma, un terzo dei 3.500 minimarket cittadini è concentrato nella zona Unesco, evidenziando come il commercio stia abbandonando la sua funzione di servizio alla comunità. Negli ultimi quattro anni hanno chiuso circa 1.500 negozi di vicinato, sostituiti in gran parte da attività legate al turismo. Parallelamente, nel mercato immobiliare si assiste a un’esplosione degli affitti brevi, con 30.000 annunci contro i soli 3.000 delle locazioni ordinarie. Le botteghe storiche diminuiscono sensibilmente, con cali significativi nei settori delle librerie, dell’abbigliamento e della piccola alimentazione, mentre la presenza di abitazioni destinate a locazioni turistiche contribuisce allo spopolamento del centro storico e alla perdita dell’identità locale. Il Messaggero, 23 febbraio 2025
  • R. Frignani, “Irregolare un terzo dei b&b. Chiusa una struttura in centro”. L’articolo riporta i risultati di controlli effettuati dai NAS su strutture ricettive a Roma: su 36 ispezionate tra il 1° gennaio e il 20 febbraio, un terzo è risultato irregolare. Dieci gestori sono stati denunciati e sono state elevate 14 multe. Una struttura in centro è stata chiusa per mancanza del Codice Identificativo Nazionale (CIN), obbligatorio dal 1° gennaio 2025 per b&b, case vacanza e affitti brevi. Le sanzioni vanno da 800 a 8.000 euro. A livello nazionale, i controlli hanno riguardato 2.500 strutture, con 500 irregolarità rilevate. Spesso le violazioni riguardano l’assenza di autorizzazioni, mancata corrispondenza tra nomi degli ospiti e registrazioni, o la mancata esposizione del CIN. Nel contesto del Giubileo 2025, la situazione preoccupa: già a fine 2024, i vigili urbani avevano rilevato oltre 1.100 strutture irregolari su circa 3.000 ispezionate. Le verifiche continueranno nei prossimi mesi. Corriere della Sera, 23 febbraio 2025
  • M. Zanchi, “Città storica in declino. La crisi arriva anche a scuola”. Il testo denuncia un calo demografico significativo nel Centro storico di Roma: tra il 2019 e il 2024 il numero di bambini e ragazzi sotto i 14 anni è diminuito del 19,3% (da 23.349 a 18.834). Questa riduzione minaccia la sopravvivenza di scuole storiche come la Trento e Trieste e la Settembrini, già in difficoltà per il basso numero di iscritti. Per affrontare la situazione, la presidente del Municipio I, Lorenza Bonaccorsi, e l’assessora alla Scuola, Giulia Silvia Ghia, hanno chiesto al Campidoglio di modificare i regolamenti scolastici, introducendo più flessibilità nei requisiti minimi per mantenere aperte le sezioni scolastiche. Il Municipio sottolinea l’unicità del territorio, caratterizzato da alta presenza turistica e istituzionale, e ribadisce l’urgenza di evitare chiusure o accorpamenti scolastici, anche a fronte di pochi iscritti. L’obiettivo è garantire l’offerta scolastica e rispondere ai bisogni delle famiglie, indipendentemente dai costi. Il Tempo, 12 febbraio 2025
  • D. Verucci, “Rioni a misura di turista. In nome del business”. Il Centro storico di Roma sta vivendo una trasformazione profonda: le botteghe artigianali e i piccoli negozi scompaiono, sostituiti da locali turistici e attività “mordi e fuggi”. I residenti si spostano in zone più tranquille e meglio servite, mentre aumentano strutture come B&B e case vacanza, che nel solo 2024 sono cresciute di quasi 6.400 unità. Anche i minimarket, spesso non in regola, invadono la zona Unesco, prendendo il posto delle attività tradizionali. La ristorazione tipica lascia spazio a cibo veloce e di bassa qualità, pensato per turisti che rappresentano ormai l’80% della clientela. Questo processo, aggravato da pandemia e crisi economica, ha portato alla chiusura di circa 5.000 negozi in quattro anni, con il centro tra le aree più colpite. Il Campidoglio tenta di intervenire con limitazioni alle nuove aperture, ma il rischio è la perdita definitiva dell’identità storica e commerciale della città. Il Tempo, 12 febbraio 2025
  • F.M. Magliaro, “Soprintendenza- Comune tensioni sul piano regolatore”. Tensioni tra la Soprintendenza di Stato e il Comune di Roma riguardo al Piano Regolatore. La Soprintendenza ha chiesto di sospendere l’iter di adozione delle norme tecniche attuative per istituire un tavolo di consultazione. Il Comune, pur dichiarandosi disponibile ad approfondire eventuali osservazioni, sottolinea che il testo delle norme è già stato votato dall’Assemblea Capitolina. Il contrasto nasce dal mancato coinvolgimento della Soprintendenza nelle modifiche alle norme, che riguardano la tutela archeologica e paesaggistica. Il Messaggero, 9 febbraio 2025
  • E. Pretto, “Norme blocca b&b la Soprintendenza contro il Campidoglio”, La Soprintendenza archeologica di Stato ha sollevato forti dubbi sulle nuove norme urbanistiche approvate dal Campidoglio, mettendo a rischio le regole pensate per limitare il consumo di suolo e contenere il fenomeno delle case vacanza nel centro di Roma. Daniela Porro, soprintendente, ha chiesto al Comune di sospenderne l’efficacia per approfondire le conseguenze sulla tutela archeologica, paesaggistica e architettonica della città, ritenendo che le modifiche non siano state condivise con gli uffici competenti. Al centro della questione c’è l’eliminazione degli ambiti di riserva, ovvero aree agricole o verdi che, se trasformate in edificabili, rischierebbero di compromettere il paesaggio urbano e incentivare nuove costruzioni. La riforma limita anche i cambi di destinazione d’uso e i frazionamenti per affitti brevi, suscitando ulteriore tensione tra Comune e Soprintendenza. Nonostante l’approvazione, il futuro delle norme resta incerto e potrebbe riaprirsi presto il confronto politico. La Repubblica, 9 febbraio 2025
  • V. Lupia, “In tanti vogliono solo fare soldi i palazzi diventano alberghi” . Viviana Di Capua, presidente dell’associazione Abitanti centro storico, denuncia il degrado di Roma causato dall’affitto indiscriminato di appartamenti a turisti, spesso attraverso subaffitti. Questo fenomeno trasforma i palazzi in alberghi, portando alla scomparsa dei residenti e delle attività tradizionali. La città sta perdendo la sua identità e le famiglie faticano a trovare abitazioni abitabili. Il centro storico si sta svuotando, sostituito da un tessuto economico basato su souvenir e attività per turisti. Inoltre, la mancanza di controlli favorisce il proliferare di feste rumorose, come quella recente in via di Sant’Anna, che ha disturbato i pochi residenti rimasti. Per affrontare il problema, Di Capua propone più poteri per le amministrazioni locali e controlli più rigorosi, compresa l’eliminazione delle keybox per gli affitti brevi, in modo da limitare gli abusi e tutelare la vivibilità della città. La Repubblica, 8 febbraio 2025
  • V. Lupia, “Ho iniziato in Sardegna ora affitto la casa di Prati”, Intervista a Enrico Martinelli, impiegato nel settore turistico, che ha iniziato ad affittare una casa di famiglia in Sardegna prima di dedicarsi alla sublocazione a Roma. Non possedendo un immobile, ha deciso di prenderne uno in affitto da un privato nel quartiere Prati e di trasformarlo in una casa vacanze. Dopo un’attenta verifica della conformità urbanistica e del regolamento condominiale, ha avviato l’attività all’inizio dell’anno. L’appartamento, vicino ai Musei Vaticani e con sette posti letto, gli costa circa 1800 euro al mese tra affitto e spese. I prezzi per gli ospiti variano in base alla stagione e alla domanda, permettendogli comunque di coprire i costi. Nonostante un avvio in sordina nel 2025, l’attività procede bene. Il check-in viene effettuato di persona e, per sicurezza, utilizza chiavi elettroniche programmabili anziché lucchetti tradizionali. La Repubblica, 8 febbraio 2025
  • V. Lupia, “Sublocazioni affare del momento, ‘Si arriva a 10mila euro al mese’”. Le sublocazioni stanno diventando un affare redditizio a Roma, con alcuni che riescono a guadagnare fino a 10.000 euro al mese affittando case in zone centrali e poi subaffittandole a turisti a prezzi elevati. Questo fenomeno è alimentato dalla crescente domanda di affitti brevi, che porta i residenti a lasciare le proprie case per trasferirsi altrove, spesso pagando affitti più alti. Le abitazioni in posizioni strategiche, come quelle con vista sul Colosseo o su largo Argentina, vengono facilmente affittate a cifre consistenti, mentre chi non riesce a trovare ospiti organizza eventi privati e feste fino a tarda notte. Il fenomeno sta preoccupando i residenti, che lamentano l’aumento dei canoni (+3,2% in due mesi) e la trasformazione dei quartieri storici in zone turistiche senza più una vera comunità. La Repubblica, 8 febbraio 2025
  • A. Arzilli, “Mi minacciano per la lotta alle keybox, è l’abitudine all’illegalità. A causa dell’operazione di rimozione delle keybox l’assessore al turismo Onorato ha ricevuto minacce sui social, in particolare su TikTok, dove un utente ha affermato di voler “rispolverare la Beretta”. Di qui si snoda un’intervista in cui Onorato afferma di non avere paura, convinto che gli amministratori pubblici siano esposti anche minacce di questo tipo. Difende la decisione di rimuovere i keybox non solo in quanto simbolica ma come strumento per contrastare l’abusivismo turistico, coinvolgendo le forze dell’ordine nel controllo del territorio. Secondo Onorato, la città risente di abitudine all’illegalità, con molti proprietari che gestiscono affitti turistici senza rispettare le regole. Con l’operazione sono state rimosse in pochi giorni oltre cento keybox, spesso sintomatiche di attività abusive. L’assessore evoca la necessità di promuovere percorsi turistici alternativi al solo centro storico e sottolinea che i turisti devono essere accolti in strutture regolari, nella convinzione che la lotta all’abusivismo sia fondamentale per tutelare sia i residenti sia i turisti. Il Corriere della sera, 3 febbraio 2025.
  • S. Piras, “Roma, la battaglia degli affitti brevi minacce all’assessore anti-keybox”. L’assessore Onorato è bersaglio di messaggi violenti e minacce sui social di chi si ribella all’iniziativa di rimozione delle keybox avviata dal comune di Roma, ritenendo un suo diritto operare al di fuori della legge. Altri operatori invece hanno compreso di doversi adeguare e hanno rimosso autonomamente le cassette portachiavi. Viene espressa solidarietà all’assessore dal sindaco di Roma Gualtieri ed anche dall’Associazione di volontariato Retake.   L’articolo evidenzia anche le fasi dell’operazione contro i keybox abusivi, dal via libera del Viminale alla decisione della Procura di bloccare le installazioni illegali. In un’intervista riportata nell’articolo (“Qui le regole si rispettano. Il nostro piano proseguirà”) l’assessore Onorato descrive “la giungla” delle keybox disseminate ovunque: dai posti più pregevoli e sorvegliati, come alcune sedi ministeriali, ai quartieri limitrofi al centro. Stima che a Roma ce ne siano circa 3.000, confida che in molti comprendano il messaggio del necessario rispetto delle regole e procedano alla rimozione, confermando che comunque l’operazione continuerà. La Repubblica, 2 febbraio 2025
  • L. Bison, “B&B. Adesso i controlli frenano”.  L’articolo fa il puntoa trenta giorni dall’avvio dellenuove regole introdotte sugli affitti brevi dalla ministra del Turismo Santanchè. Il nuovo portale del ministero ha aumentato la trasparenza, ma ancora il 18% delle strutture registrate non ha il Codice Identificativo Nazionale (CIN). In alcune regioni come il Friuli-Venezia Giulia, le irregolarità toccano il 40%. Inoltre, molte strutture continuano a praticare il check-in da remoto, nonostante il ministro dell’Interno Piantedosi abbia chiarito che è illegale. I controlli della polizia sono sporadici: a Bologna, su 21 strutture controllate, 4 sono risultate irregolari, mentre a Treviso su 150 controllate, 20 erano abusive. A Roma, la Guardia di Finanza ha individuato 11 strutture irregolari, con multe per 70.000 euro. Nel frattempo, alcune città come Roma e Firenze stanno combattendo il fenomeno con misure locali, ad esempio rimuovendo le cassette di sicurezza per l’accesso senza check-in. Inizialmente, Santanchè aveva promesso tolleranza zero contro gli abusivi, ma ora ha adottato un approccio più morbido per non penalizzare gli operatori del settore. Il Fatto quotidiano, 1 febbraio 2025
  • D. Verucci, “Lotta alle keybox, tolte perfino dai tubi del gas”. Prosegue la rimozione delle keybox avviata dal Comune di Roma. In due giorni ne sono state tolte più di cento. “Continuiamo a riceve centinaia di segnalazioni dai cittadini” dice l‘assessore capitolino al turismo Onorato. Che dichiara anche: “Questo è il turismo che non vogliamo”. Il comune interviene dopo la circolare chiarificatrice del Ministero dell’Interno dello scorso 18 novembre sul divieto di check-in da remoto, operando però a partire dal rispetto del decoro con relativo divieto di apposizione di qualsiasi oggetto su luoghi pubblici in determinate zone della città. La multa è di 400 euro per i contravventori, compresi i condomini se non fosse possibile risalire ai diretti responsabili. Il Tempo, 1 febbraio 2025
  • L. Garrone, “Togliere le keybox? Una follia. Le lobby degli hotel ci attaccano”. L’articolo tratta della decisione del Comune di Roma di rimuovere i lucchettoni contenenti le chiavi per l’accesso agli alloggi turistici. I titolari di b&b e case-vacanza, tra cui Federico Traldi (Albaa – Associazione laziale bed and breakfast e affini), Riccardo Angeletti (gestore di 35 strutture) e Alessandra Jatta, criticano questa azione con accenti diversi. Il primo ritiene si possibile perseguire la sostituzione il riconoscimento di persona imposto dalla legge con tecnologie di riconoscimento da remoto; gli altri la ritengono ingiusta e dannosa per i piccoli operatori. L’iniziativa favorirebbe le grandi catene alberghiere e le lobby del settore. Massimo Marini, titolare di 40 strutture, sottolinea che la keybox è solo uno strumento e che esistono metodi alternativi per la gestione sicura degli accessi. I gestori contestano anche la spettacolarizzazione dell’operazione da parte del Comune, accusano le lobby alberghiere di attaccarli mentre a loro avviso il rischio è che solo grandi gruppi con ingenti risorse possano resistere a queste restrizioni. Il Corriere della Sera, 1 febbraio 2025
  • E. Pretto, “Via altre 100 keybox tra multe da 400 euro e rimozioni spontanee”. L’Amministrazione comunale continua la lotta contro le key box con un’ulteriore azione di rimozione. Sono state eliminate oltre 100 key box, con multe da 400 euro per i responsabili. Le operazioni sono sostenute anche da una task force che include il supporto di Ama, la società di gestione dei rifiuti. Il Comune ha ricevuto oltre 70 segnalazioni via mail per identificare le key box, e il processo di rimozione procede in modo tempestivo. Questa azione si inserisce nell’ambito di un impegno per il decoro urbano, contrastando la proliferazione di questi dispositivi sui pali della luce e nelle aree pubbliche. Gli operatori del Comune hanno confermato che stanno lavorando a ritmo sostenuto per rimuovere le key box da diverse zone della città, anche per evitare danni al paesaggio urbano e per garantire un’accoglienza turistica migliore. La Repubblica, 31 gennaio 2025
  • G. Marziali, “Turismo, numeri da record nel 2024 ‘ma l’extralberghiero va regolato’”. L’articolo apre con le parole soddisfatte del Sindaco Gualtieri per l’incremento del turismo a Roma alla XXI edizione dell’Albergatore Day, storica manifestazione di Federalberghi Roma. Con il Giubileo a gennaio si è già registrato l’arrivo un milione di pellegrini e diversi altri operatori, citati nell’articolo, confermano il trend positivo dalle rispettive angolazioni. Di fronte ai dati di crescita degli affitti brevi (+ 12 di prenotazioni e + 10 nelle notti occupate, con durate di permanenza passate da 3 a 4 notti nel 50% dei casi) il Sindaco ha tuttavia dichiarato che – pur attribuendo importanza a questo settore dell’ospitalità è necessario che venga regolato con nuovi criteri. “nel frattempo – sono sempre le parole del Sindaco – proseguiamo il contrasto all’abusivismo e alle pratiche scorrette, come l’uso eccesivo delle keybox”. La Repubblica, 30 gennaio
  • E. Pretto, “Rimosse 30 keybox abusive stretta del Campidoglio sui b&b”. È ripartita dal Rione Monti l’azione del Campidoglio di rimozione delle keybox dagli spazi pubblici. Presenti l’assessore capitolino al turismo Onorato e la presidente del I Municipio Bonaccorsi. Bottino: 30 lucchettoni. Il piano durerà tutto febbraio e impiegherà 15 operai e 20 agenti di Polizia locale. Da questi Rioni si estenderà a tutto il I Municipio proseguendo la rimozione dei lucchettoni dai luoghi pubblici. Per le mura private dei palazzi è prevista una multa di 400 euro ai proprietari dei lucchetti o, in caso di introvabilità, ai condomini. L’assessore Onorato confida che queste misure siano utili anche a disincentivare i gestori dagli abusi, mentre alcuni esponenti dell’opposizione (De Gregorio, De Santis e Lobefaro) esprimono un giudizio di insufficienza sull’azione di rimozione delle keybox rispetto al contrasto del fenomeno. La Repubblica, 30 gennaio
  • L. Martellini, “Vigili e operai rimuovono le keybox dei b&b a Monti”. L’articolo tratta dell’operazione di rimozione delle keybox iniziata dal Comune di Roma nel Rione Monti. Sul posto, insieme all’assessore Onorato, la presidente del I Municipio Bonaccorsi. Secondo l’assessore al turismo Onorato, l’operazione non è una crociata contro gli affitti brevi, ma un intervento necessario per garantire la concorrenza leale con gli alberghi. L’operazione è stata resa possibile dall’applicazione del Regolamento di polizia urbana che venne varato dopo l’invasione dei cosiddetti “lucchetti dell’amore” (art. 4, lettera G) in cui vengono elencati i divieti afferenti i beni del patrimonio pubblico. Una regola applicabile anche agli edifici privati, quando questi siano collocati in zona Unesco o nel tessuto urbano della Carta di qualità (all’interno delle Mura Aureliane): situazione in cui andrebbe richiesta anche l’autorizzazione delle Sovrintendenza.  La multa per questa infrazione è fissata a 400 euro. Alla luce di ciò alcuni operatori del settore turistico ipotizzano la possibilità di proseguire con il self-check-in attraverso l’utilizzo di tecnologie per il riconoscimento facciale.  Il Corriere della Sera, 30 gennaio 2025
  • D. Verucci, “Via le «key box» Partita la caccia in centro storico”. Il Comune di Roma ha avviato una nuova azione per rimuovere le key box, a partire dal quartiere Monti. Questi dispositivi erano stati recentemente oggetto di una circolare del Ministero dell’Interno, che imponeva il check-in di persona, contrariamente a quanto avviene con le key box. Dopo un tentativo di rimozione a Trastevere nel mese di dicembre, interrotto dalla Procura, l’amministrazione ha ripreso i sequestri, concentrandosi sui pali stradali e sui condomini. In caso di violazioni, si procederà con multe al responsabile o all’amministratore del condominio. L’obiettivo perseguibile è migliorare il decoro urbano, e di conseguenza la sicurezza, con un piano che prevede circa 200 rimozioni al giorno, coinvolgendo 15 agenti e 15 tecnici. Le aree interessate includono Monti, Trastevere, Prati, e altre zone centrali. È stata anche attivata una mail (taskforce.polizialocale@comune.roma.it) per segnalare la presenza delle key box. L’operazione è sostenuta anche dalle associazioni di categoria dell’extralberghiero, che ritengono le key box esteticamente brutte, pur suggerendo l’adozione di soluzioni alternative per facilitare il check-in, specialmente in caso di più appartamenti con arrivi simultanei. Il Tempo, 30 gennaio 2025
  • D. Verucci, “«Non demonizziamo le case vacanza. L’alternativa può essere il check-in da remoto»”. Claudio Cuomo, presidente di Aigo Confesercenti, concorda sulla rimozione delle key box, ritenendole indecorose, ma sottolinea la necessità di trovare alternative più accettabili, come tastierini numerici. Evidenzia le difficoltà del settore extralberghiero a Roma, aggravate dalla chiusura di monumenti per i lavori giubilari e dal calo di presenze turistiche. Sostiene che il Comune dovrebbe supportare il comparto invece di adottare solo misure repressive, riconoscendo il contributo economico delle strutture extralberghiere. Aigo Confesercenti sta dialogando con il ministro Piantedosi e la Polizia di Stato per sviluppare un sistema digitale di check-in sicuro e conforme alle normative. Sebbene non incoraggi ricorsi contro le rimozioni, Cuomo non esclude che alcuni operatori possano intraprendere azioni legali. Il Tempo, 30 gennaio 2025
  • D. Verucci, “«Prima di toglierle con un sequestro penale va identificato il gestore»” L’avvocato Claudia De Arcangelis, consulente legale dell’Associazione Albaa Extralberghiero-Roma, spiega la differenza tra le operazioni di rimozione delle key box svolte nel dicembre scorso e quelle avviate recentemente dall’Amministrazione comunale. La prima azione si basava su un sequestro penale, ma non è stato accertato a quale struttura ricettiva appartenessero le key box e se fossero state rispettate le normative di identificazione degli ospiti. Per questo motivo, le key box furono restituite ai legittimi proprietari. L’azione attuale, invece, si fonda sulla violazione del decoro urbano e della Carta della qualità. L’amministrazione sta agendo per evitare l’apposizione di oggetti non autorizzati su beni pubblici, come i pali della luce, e per tutelare la bellezza degli edifici storici. Se le key box sono su beni condominiali, il condominio è responsabile e può essere multato, mentre può rivalersi sul titolare una volta identificato. L’avvocato ritiene che l’Amministrazione stia seguendo la giusta procedura. Sebbene l’azione attuale sia amministrativa e non penale, l’avvocato non esclude che possano esserci ricorsi, che potrebbero anche avere un esito favorevole per i ricorrenti, come accaduto in passato con il blocco delle prime rimozioni. Il Tempo, 30 gennaio 2025
  • E. Pretto, “Guerra alle keybox un mese di cesoie contro i lucchettoni di b&b e case vacanza”. Riparte ufficialmente la battaglia del Comune di Roma contro le keybox, ormai diffuse in molte strade della città. Oggi una task force, guidata dall’assessore al Turismo Alessandro Onorato, dalla presidente del I Municipio Lorenza Bonaccorsi e dal capo della Polizia Locale Mario De Sclavis, avvierà le operazioni per rimuovere questi dispositivi che deturpano il paesaggio urbano in luoghi suggestivi e nei vicoli dei rioni storici. Il Campidoglio ha trovato una soluzione amministrativa per intervenire, rimuovendo le keybox che si trovano negli spazi pubblici. Una squadra composta da 15 operai e 20 vigili lavorerà cinque giorni a settimana per un mese, per staccare tutte le keybox che troveranno. Inoltre, Onorato ha trovato una normativa che permette di intervenire anche su keybox installate in spazi privati, come i frontalini dei condomini. Se le keybox sono collocate in aree tutelate dall’Unesco, scatta una multa per l’intero condominio, non più solo per il gestore. La battaglia non è solo legata alla sicurezza, ma anche all’estetica della città. Il Campidoglio vuole fermare la proliferazione di questi lucchettoni che rovinano l’immagine di Roma, dando una risposta forte al fenomeno degli alloggi extralberghieri che, negli ultimi tre anni, sono aumentati da 17mila a 34mila strutture. Per facilitare le segnalazioni, è stato creato un indirizzo e-mail per i cittadini che vogliono contribuire alla rimozione delle keybox. Il Comune di Roma punta a fermare la proliferazione di queste strutture ricettive che non garantiscono un’accoglienza adeguata per i turisti, migliorando così la qualità dell’esperienza turistica nella capitale. La Repubblica, 29 gennaio 2025
  • E. Pretto, “Onorato ‘Multe agli amministratori dei condomini fuorilegge’”. Intervista ad Alessandro Onorato, assessore al Turismo di Roma, che ha annunciato l’avvio di una campagna contro le key box, le cassette contenenti le chiavi di B&B e case vacanze, che stanno invadendo la città. Onorato ha dichiarato che, per tutelare il decoro e la bellezza di Roma, una task force composta da 20 agenti di Polizia Locale e 15 operai rimuoverà le key box per 30 giorni consecutivi. La rimozione si basa su norme che vietano l’installazione di tali dispositivi su spazi pubblici e su una scoperta che nessun alloggio nelle aree protette, come quelle della Carta della Qualità, ha richiesto l’autorizzazione per installarle su spazi privati. Inoltre, Onorato ha istituito una mail (taskforce.polizialocale@comune.roma.it) per permettere ai cittadini di segnalare la presenza di key box. La battaglia contro queste strutture fa parte di un più ampio contrasto all’overtourism, un fenomeno che, nonostante l’intervento di alcuni sindaci, non ha visto un’azione decisiva da parte del Governo. Onorato ha criticato la politica del Governo Meloni, che favorisce l’espansione delle case vacanze per motivi elettorali, portando a una concorrenza eccessiva che abbassa i prezzi e la qualità del servizio. Questo fenomeno, dichiara l’assessore, sta anche minando la residenzialità nei quartieri centrali di Roma, trasformando la città in un luogo meno accogliente per i residenti e i turisti stessi. La Repubblica, 29 gennaio 2025
  • G. De Rosa, “L’Orange a Barbaro? Non faccio io gli affidamenti”. Alessandro Onorato, assessore allo Sport e Turismo di Roma, ha risposto alle critiche riguardo alla gestione degli impianti sportivi da parte di Fratelli d’Italia (FdI). Onorato ha respinto le accuse di “barbarie”, spiegando che non è sua responsabilità fare gli affidamenti per tali impianti, in quanto una legge impedisce ai deputati di occuparsi di questi compiti. In particolare, il caso del Villaggio Olimpico, dove i residenti si sono lamentati per la gestione delle strutture, ha evidenziato le difficoltà legate alla gestione degli spazi pubblici. Inoltre l’assessore parla del fenomeno delle strutture extra-alberghiere, come i B&B, che utilizzano i “keybox” per facilitare il check-in automatizzato degli ospiti. Questi sistemi hanno guadagnato popolarità a Roma, ma alcune voci critiche sollevano dubbi sulla qualità dei servizi offerti, sostenendo che la gestione di questi impianti non è sufficientemente controllata. Onorato ha difeso il suo operato, sottolineando che la situazione è complicata da vincoli amministrativi e legali che limitano l’implementazione di una gestione più efficace. Il Foglio, 23 gennaio 2025
  • V. Lupia, “Hotel vuoti al 30% e b&b semideserti, l’effetto Giubileo ancora non c’è”. Nonostante le aspettative per un aumento del turismo legato al Giubileo del 2024, gli hotel sono vuoti al 30% e i B&B sono semideserti. Le case vacanza, anche nelle vicinanze di San Pietro, sono ancora a prezzi stracciati. La situazione riflette un calo del numero di turisti, e l’effetto atteso del Giubileo non si è ancora manifestato. L’articolo suggerisce che il turismo internazionale non sta ancora ripartendo come previsto, con molte strutture ricettive che non sono riuscite a recuperare la domanda. La Repubblica, 23 gennaio 2025
  • Lu. Mo., “Bonaccorsi: serve un nuovo regolamento”. Lorenza Bonaccorsi, Presidente del primo Municipio di Roma, parla nell’intervista della sicurezza urbana e della necessità di un nuovo regolamento per le “key box”, dispositivi utilizzati per il deposito delle chiavi nelle strutture turistiche. Bonaccorsi evidenzia che, nonostante gli sforzi della polizia locale per rimuoverle, manca ancora una normativa adeguata. Prendendo Firenze come esempio, spiega che, insieme ad altri sindaci delle città d’arte, sta studiando un regolamento ad hoc per affrontare questi temi, mirando a soluzioni che garantiscano la sicurezza senza penalizzare i residenti o i turisti. Bonaccorsi sottolinea che la sicurezza non può essere un tema eluso, ma va trattato senza creare allarmismi, soprattutto in un anno delicato come quello del Giubileo, in cui il flusso turistico è particolarmente elevato. La Repubblica, 22 gennaio 2026.
  • G. Laino, “Affitto, fisco e patrimonio immobiliare, come affrontare l’emergenza abitativa”. L’ampio articolo esamina l’impatto dell’Anno giubilare sul mercato immobiliare romano, mettendo in luce il rischio che l’aumento della domanda turistica porti a una crescita degli affitti brevi e a una riduzione delle soluzioni abitative per i residenti. Si evidenzia come il modello economico basato sulla rendita immobiliare abbia favorito la trasformazione delle abitazioni in alloggi temporanei per turisti, penalizzando le famiglie e i lavoratori che necessitano di soluzioni stabili. Viene sottolineata la mancanza di politiche efficaci per contrastare la crisi abitativa e si critica il sistema fiscale attuale, che incentiva l’affitto turistico anziché quello a lungo termine. Si propone una revisione della fiscalità per favorire il riutilizzo del patrimonio immobiliare a fini residenziali, evitando che Roma diventi una città sempre più difficile da abitare per chi non può permettersi affitti esorbitanti. L’articolo suggerisce anche la necessità di rafforzare le politiche sociali abitative, con interventi mirati come il rilancio dell’edilizia residenziale pubblica, incentivi per il recupero di immobili inutilizzati e strumenti per calmierare i prezzi degli affitti. Si pone l’accento sull’importanza di una pianificazione urbana che garantisca un equilibrio tra esigenze turistiche e diritto alla casa, evitando la creazione di “quartieri dormitorio” e favorendo una città più inclusiva e accessibile per tutti. Domani, 19 gennaio 2025
  • L. Monaco, “Ma avanzano le keybox dei b&b ‘Adesso sono anche nei parchi’”. L’articolo tratta della diffusione dei keybox utilizzati dagli affittuari di case per brevi soggiorni, come B&B e Airbnb, nonostante il divieto del Viminale. Queste scatole, che contengono le chiavi degli alloggi, vengono nascoste in vasi, attaccate a pali della segnaletica, alle recinzioni delle chiese e persino ai giardini pubblici. A Roma, in particolare a Trastevere, sono comparse in luoghi sempre più insoliti, come le ringhiere dei parchi. Il fenomeno è diventato un problema di sicurezza e decoro urbano. Nonostante i controlli e la normativa vigente, gli affittuari trovano nuovi modi per eludere le restrizioni. Il sistema funziona con codici inviati via WhatsApp agli ospiti, che ritirano la chiave senza dover incontrare il proprietario. Il Comune sta studiando misure per rimuovere questi dispositivi abusivi e garantire il rispetto delle regole. La Repubblica, 22 gennaio 2025 
  • L. Urbani, “Stretta per l’Anno Santo, blitz nei B&b di Termini”. Le Forze dell’ordine hanno intensificato i controlli sulle strutture ricettive attorno alla stazione Termini in vista dell’Anno Santo. Blitz nei bed & breakfast hanno portato alla sospensione di quattro gestori irregolari. I residenti, preoccupati per la sicurezza e il degrado della zona, chiedono sanzioni più severe contro chi affitta illegalmente o ospita persone senza registrazione. Il Messaggero, 13 gennaio 2025
  • L.  Mazza, “Blitz in sette città contro gli affitti brevi. Sabotati i sistemi dei check-in fai da te”. Il gruppo “Robin Hood” ha rivendicato l’azione con adesivi e manifesti affissi vicino ai dispositivi sabotati, riportando lo slogan “La casa è un diritto, non una gallina dalle uova d’oro”. Questo messaggio denuncia il fenomeno della turistificazione, accusando gli affitti brevi di sottrarre case ai residenti e contribuire all’aumento dei prezzi degli immobili. L’azione ha colpito sette città italiane, tra cui Roma, Firenze, Torino, Bologna e Napoli, bloccando i sistemi di check-in automatico utilizzati dagli host per il noleggio di appartamenti a turisti. Le associazioni del settore parlano di vandalismo e chiedono tutele. La ministra del Turismo, Daniela Santanchè, minimizza l’accaduto e definisce introduzione del Codice identificativo nazionale per censire gli affitti brevi una “epocale”. Avvenire, 11 gennaio 2025 
  • G. Carini, “Il capo dei vigili sui B&b: Servono nuovi strumenti per controllare chi entra”. A dicembre i vigili urbani, armati di cesoie, avevano rimosso le keybox utilizzate per il self-che in degli ospiti delle strutture extralberghiere, ma subito dopo la Procura di Roma era intervenuta annullandone la rimozione e il sequestro in quanto le cassettine in quanto tali non dimostrano che il check-in non venga fatto dai gestori in presenza.Il comandante dei vigili urbani di Roma De Sclavis riflette sul dato che, pur se l’articolo 109 del Tulps (Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza) obbliga per motivi di sicurezza al controllo diretto dei documenti e l’articolo sia stato chiarito e confermato a fine novembre 2024 da un’apposita circolare del Ministero dell’Interno, non ci siano le condizioni normative per rimuoverle né le forze per controllare che i check-in vengano effettuati nel rispetto della legge. Le strutture extralberghiere censite sul sito dell’assessorato al turismo sono attualmente 44.399 di cui 3.500 sottoposte a controllo nel 2024. E su queste 250 sono risultate completamente abusive. Il Messaggero, 6 gennaio 2025
  • G. Car., “I residenti chiedono la stretta ma c’è già chi rispetta le regole. I residenti lamentano le condizioni di insicurezza a cui sono esposti con il gran via vai, spesso incontrollato, di turisti nei condomini, nel centro storico e non soltanto. A suffragio delle preoccupazioni l’articolo riporta quindi casi di malviventi alloggiati in queste strutture. E, come a bilanciare i rischi per la sicurezza lamentati dai residenti (con collegamento improprio, perché i due aspetti ben poco hanno a che fare l’uno con l’altro, n.d.r.), l’articolo si conclude riportando il dato romano sui Cin (Codice identificativo nazionale delle strutture extralberghiere) registrati, che hanno raggiunto il 77,78%. Il Messaggero, 6 gennaio 2025
  • F. Savelli, “Giubileo, stretta sui B&b uno su tre è irregolare: ‘250 totalmente abusivi’”. A Roma, i controlli sulle strutture ricettive, in vista del Giubileo, hanno rivelato che un B&B su tre è irregolare, con 250 completamente abusivi. La Polizia Locale ha passato al setaccio oltre 3500 attività, recuperando 1,6 milioni di euro di tasse di soggiorno evase. Per garantire il rispetto delle regole, è stata istituita una task force con agenti in borghese, che ha effettuato verifiche approfondite su hotel, affittacamere e case vacanza. Sono state riscontrate numerose violazioni, tra cui la mancata comunicazione degli ospiti alle autorità e l’assenza di un codice identificativo per le strutture. Il comandante della Polizia Locale, Mario De Sclavis, ha sottolineato l’importanza di questi interventi per tutelare i turisti e gli operatori onesti. Oltre alle sanzioni, l’attenzione è rivolta anche alla sicurezza, con un rafforzamento delle misure per prevenire disagi e garantire un’accoglienza regolare durante l’evento religioso. Il Messaggero, 4 gennaio 2025.
  • E. Pretto. “Controlli su 3500 hotel e b&b, uno su tre è abusivo o irregolare”, Nel 2024, la Polizia locale di Roma Capitale ha effettuato circa 3.500 controlli sulle strutture ricettive, principalmente B&B e hotel, rilevando 1.200 violazioni, un caso su tre. Tra queste, 250 strutture risultano completamente abusive e 230 non in regola con il versamento dell’imposta di soggiorno. Sono stati recuperati oltre 1,6 milioni di euro di tasse non versate. Le violazioni più comuni riguardano difformità nei titoli autorizzativi, irregolarità sulla sicurezza, come la mancanza di percorsi antincendio, e il mancato versamento della tassa di soggiorno. In alcuni casi, sono state avviate denunce per la mancata comunicazione degli ospiti alla Questura. Le aree con il maggior numero di irregolarità includono Trastevere, Monti, e altre zone centrali. L’assessore Alessandro Onorato ha sottolineato l’importanza di garantire la legalità nel settore turistico per tutelare i residenti e garantire una concorrenza leale tra gli operatori. La Repubblica, 4 gennaio 2025
  • J. Orsini, “Affitti brevi, via alla stretta, multe fino a 8 mila euro per le strutture senza Cin”. Dal 1° gennaio è entrato in vigore l’obbligo del Codice Identificativo Nazionale (Cin) per le strutture di affitti brevi in Italia, con multe fino a 8.000 euro per chi non si adegua. L’obbligo è stato rinviato più volte, ma ora è ufficiale. Attualmente, circa l’80% delle strutture è registrato, ma molte ancora non lo sono. Le regioni mostrano forti discrepanze, con alcune come la Basilicata molto avanti, mentre altre come Umbria e Puglia sono in ritardo. La ministra Daniela Santanché ha ribadito che, pur essendo fermo nelle azioni, il governo non intende penalizzare gli operatori e vuole garantire la qualità e sicurezza dei servizi. Il settore degli affitti brevi è in crescita, ma l’adattamento alle normative è difficile, con molte strutture che ancora non rispettano le regole di sicurezza. Il Messaggero, 3 gennaio 2025.
  • L. Bison, “La “strettina” sui bed and breakfast: è entrato in vigore il codice per censirli, ma 120mila sono abusivi”. Dal 1° gennaio è entrata in vigore la normativa che obbliga tutte le strutture extra-alberghiere in Italia a registrarsi con un Codice Identificativo Nazionale (Cin), con sanzioni fino a 8.000 euro per chi non si adegua. Nonostante il rinvio della scadenza, circa 120.000 strutture non sono ancora in regola, con differenze significative tra le regioni. Alcune città, come Matera e Aosta, hanno un’alta adesione, mentre altre, come Perugia e Trieste, sono molto indietro. Il governo ha deciso di non introdurre nuove limitazioni, ma di migliorare i controlli e unificare i dati regionali in una banca dati nazionale. La ministra Santanché ha espresso soddisfazione per l’80% di adesioni, promettendo ulteriori verifiche per garantire la sicurezza e la qualità dei servizi, pur senza penalizzare gli operatori. Il settore degli affitti brevi, cresciuto grazie alle piattaforme online, trova difficoltà nell’adattarsi alle normative, con alcune strutture che hanno persino cessato l’attività. Il Fatto quotidiano, 3 gennaio 2025.
  • V. Lupia, “Il Giubileo rilancia il mercato immobiliare ‘Aumenti fino al 4,5%’” Nel 2025 i prezzi delle case a Roma aumenteranno del 4,5%, spinti dal restyling urbano e dal Giubileo. Le zone con i rincari maggiori saranno Prati, Borgo, San Pietro, San Giovanni, Pigneto, Centocelle, Montesacro, Garbatella e Torrino-Mezzocammino. Già nel 2024 i prezzi sono saliti del 2,5%, con il valore medio al metro quadro che ha raggiunto i 3.091 euro. Il Centro è la zona più cara (7.263 €/mq), seguita da Prati (5.897 €/mq) e Parioli (5.656 €/mq). Nel 2025 i prezzi supereranno gli 8.100 €/mq nel Tridente, mentre Prati, Parioli e Flaminio toccheranno i 6.000 €/mq. A Gregorio VII e Balduina si passerà da 4.300 a 4.600 €/mq, mentre Eur e Ostiense saliranno fino a 4.500 €/mq. Il mercato degli affitti subirà un rincaro del 17,5% a causa del calo dell’offerta: gli annunci online sono passati da 3.400 a 2.400 in sei mesi. Molti appartamenti sono stati convertiti in alloggi per pellegrini, aggravando la crisi abitativa per i residenti e gli studenti fuori sede. La Repubblica, 3 gennaio 2025